Posted On: January 19th 2026, 01:51 pm
Cosa tiene insieme legame e distanza, presenza e assenza? Cosa resta intrecciato alla nostra esperienza interiore quando viviamo una perdita, una mancanza? Che sia di una relazione, di una persona, di un luogo o di una parte di noi, che sia momentanea o duratura?
Non si tratta solo di ricordi, ma di contenuti emotivi che continuano a emergere: ciò che abbiamo ricevuto, ciò che ci ha trasformato, ciò che portiamo dentro e continua a mutare e contaminare.
La mancanza non è mai vuota. È abitata da tracce, da forme affettive che testimoniano relazioni, fili, legami. In questo spazio sospeso convivono fragilità e generatività, ciò che è stato può diventare nutrimento per una crescita futura, per una nuova visione.
“Elaborare una perdita è un viaggio fatto di presenza, di intimità, di tempeste vissute senza rifugi, di silenzi, di spaccature e scossoni, ma il ritorno a casa è un dono per il mondo” (Martina Paolucci,
@psicologia_damarti)
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Questa illustrazione, insieme ad un'altra che presto pubblicherò, nasce da alcune mie visioni personali all’ascolto del brano “L’ho imparato da te” della cantautrice Vea, ma, come tutte, resta aperta allo sguardo di chi osserva: ognuno può riconoscervi ciò che più risuona dentro di sé.
Grazie
@veayeah per l'ispirazione e la collaborazione ✨️
Il brano non si trova in nessuna piattafoma ma potete ascoltarlo e “portarlo con voi”, tramite questa stessa illustrazione, contattando @veayeah
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