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8 months ago
Ci vuole una pressione incalcolabile per forgiare un diamante nel buio.

E ci vuole un silenzio assordante per costringerti ad ascoltare davvero la tua voce.

Per molto tempo ho guardato il mondo attraverso un vetro appannato.

Ero lì, ma non abitavo davvero la mia vita.
Mi muovevo per inerzia, convinto che nascondere le mie fragilità fosse l’unico modo per sopravvivere. Che l’invulnerabilità fosse una virtù e non una prigione.

Poi, un giorno, cedi.
Smetti di trattenere il respiro e lasci che l’armatura cada a terra, pezzo dopo pezzo.
Capisci che l’oscurità non è un nemico da cui scappare, ma una stanza in cui imparare a vedere in modo nuovo.
E che quelle crepe che hai cercato di nascondere con tanta cura sono, in realtà, le fessure esatte da cui la vita entra più forte.

Fa male. Certo che fa male.

Ma è un dolore che sveglia. Un brivido che ti ricorda che hai ancora una pelle, che sei vivo, che puoi sentire tutto.
Ci ostiniamo a voler essere perfetti, levigati, intoccabili.
Ma ho imparato che la bellezza più disarmante appartiene a chi ha smesso di difendersi.

A chi accetta i propri spigoli, i propri dubbi esistenziali, e li trasforma in chiarezza. In una luce che taglia la stanza.
Non ho smesso di avere paura del vuoto o del futuro.
Ma ho smesso di chiudere gli occhi.

Ora lo guardo dritto, e lo attraverso. Con tutte le mie ombre. E con tutta la mia luce.
E tu, cosa fai quando il buio si fa troppo rumoroso? Scappi, o ti fermi ad ascoltarlo?
#InstaPoetry #DeepThoughts #Riflessioni #Vulnerabilità
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Posted On: March 4th 2026, 11:09 pm
Ci vuole una pressione incalcolabile per forgiare un diamante nel buio.

E ci vuole un silenzio assordante per costringerti ad ascoltare davvero la tua voce.

Per molto tempo ho guardato il mondo attraverso un vetro appannato.

Ero lì, ma non abitavo davvero la mia vita.
Mi muovevo per inerzia, convinto che nascondere le mie fragilità fosse l’unico modo per sopravvivere. Che l’invulnerabilità fosse una virtù e non una prigione.

Poi, un giorno, cedi.
Smetti di trattenere il respiro e lasci che l’armatura cada a terra, pezzo dopo pezzo.
Capisci che l’oscurità non è un nemico da cui scappare, ma una stanza in cui imparare a vedere in modo nuovo.
E che quelle crepe che hai cercato di nascondere con tanta cura sono, in realtà, le fessure esatte da cui la vita entra più forte.

Fa male. Certo che fa male.

Ma è un dolore che sveglia. Un brivido che ti ricorda che hai ancora una pelle, che sei vivo, che puoi sentire tutto.
Ci ostiniamo a voler essere perfetti, levigati, intoccabili.
Ma ho imparato che la bellezza più disarmante appartiene a chi ha smesso di difendersi.

A chi accetta i propri spigoli, i propri dubbi esistenziali, e li trasforma in chiarezza. In una luce che taglia la stanza.
Non ho smesso di avere paura del vuoto o del futuro.
Ma ho smesso di chiudere gli occhi.

Ora lo guardo dritto, e lo attraverso. Con tutte le mie ombre. E con tutta la mia luce.
E tu, cosa fai quando il buio si fa troppo rumoroso? Scappi, o ti fermi ad ascoltarlo?
#InstaPoetry #DeepThoughts #Riflessioni #Vulnerabilità
Comments (1)
vishal.jone 7 months ago

vishal.jone

Guapo ❤️❤️

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