Milena Milani è una delle scrittrici italiane che in questo momento editoriale sta venendo "riscoperta". O, come dico io, a cui sta finalmente venendo data l'importanza che merita.
Storia di Anna Drei è il suo primo romanzo e, dopo averlo letto, posso dire che non vedo l'ora di leggere il resto!
Con uno stile diretto e senza fronzoli (il mio preferito), conosciamo Anna insieme alla narratrice senza nome: davanti al Cinema Barberini. La cornice però non è quella della Roma bene che sembra nella prima pagina, ma della Roma popolare dei vicoli, dei mercati, delle pensioni a basso costo.
La narratrice viene in un certo senso scelta da Anna per essere la custode della sua anima, attirate entrambe da qualcosa di inesplicabile l'una verso l'altra. Non è propriamente amore, ma sicuramente l'amore c'entra nel complesso sentimento che si sviluppa tra loro.
Come i due punti di vista del romanzo, tutto qui ha due facce: Anna-l'Altra, la narratrice-Anna, il triangolo Mario-le due donne.
Il romanzo è stato definito esistenzialista e non posso che concordare e vederne i semi ovunque: nelle pagine del diario che affida alla narratrice, Anna si interroga su di sé, sulle motivazioni della sua vita, sul mondo che la circonda, sugli uomini, sulle relazioni che intreccia con le persone. Non ha risposte, Anna, ma le sue domande sono universali, eterne, più che moderne, una traccia che noi oggi possiamo proseguire per vedere dove porta.
Non posso dire altro per non spoilerare, ma spero di avervi incuriosit* 🍀
Grazie alla richiesta di
@books_and_nothing.cels che mi ha spinto a fare un post su questo libro 🤍
E grazie a
@cliquot_edizioni per questa preziosa ripubblicazione! Ne aspetto molte altre 🥹🌸