Conto i colori delle magliette per ricordarmi a quanti
@marzamemibookfest ho partecipato.
Quest’anno siamo stati arancioni e, per quanto io mal tolleri questo colore, devo ammettere che si è abbinato piuttosto bene all’allegria che questo evento porta con sé.
Tra una risata e l’altra, ho imparato che, per quante cuffie possano esserci sui letti, vanno comunque spente… o accese?
Che i gloryhole possono capitare, anche quando meno te lo aspetti.
Che Arianna è molto più piccola dell’ombrellone della Cialoma, ma molto, molto più piccola. O forse è l’ombrellone a essere esageratamente grande, questo dobbiamo ancora stabilirlo.
Tra una cosa e l’altra, ho avuto la fortuna di imparare qualcosa in più sulla fotografia grazie a
@tiziana.faraoni photo editor de
@espressosettimanale E infine, ho imparato anche che gli amici che vengono a trovarti, insieme al tuo ragazzo, possono trasformare persino le giornate più frenetiche in qualcosa che somiglia a casa e che non bisogna sentirsi in difetto per concedersi un po’ di felicità.
Ma soprattutto, ogni anno torno a casa con una certezza in più: viviamo in una terra straordinaria, capace di dare vita a realtà culturali che non hanno nulla da invidiare al Nord. Anzi, forse è il Nord che dovrebbe cominciare a invidiare qualcosa a noi.
E se c’è una cosa che il Marzamemi Book Fest continua a insegnarmi, è che la cultura non ha bisogno di andare lontano per fare grandi cose. A volte le basta il mare di casa. 🧡
A
@barbarafronterre @sabinaminardi @lavieenrosi @sebastianodiamante mille volte grazie perché senza di loro questa magia non sarebbe mai successa.
(Sì. Però il prossimo anno voglio un colore in palette.)