Posted On: November 4th 2026, 05:42 am
Uno tsunami Democratico ha sommerso Donald Trump, l’America Maga, l’America dei raid contro i propri cittadini dell’Ice, l’America delle balle come potere costituito.
Le elezioni di Midterm hanno travolto il Presidente degli Stati Uniti, consegnando ai democratici il controllo dell’intero Congresso: oltre la Camera dei rappresentanti - assegnata da tutti i sondaggi all’opposizione - anche il Senato, che era dato ancora in mano ai repubblicani.
Ma se persino in Texas si impongono i dem, eleggendo il primo loro governatore dopo 38 anni - Gina Hinojosa - vuol dire che Trump ha portato il partito che ha conquistato, svuotato e comprato allo sfacelo più clamoroso che si ricordi.
Per dare un’idea di quanto sia sotto shock The Donald, basti la dichiarazione da pugile suonato di questa mattina all’alba italiana: “Accetto i risultati”, frase che dovrebbe essere la banale logica in un sistema democratico, ma pronunciata da chi aveva parlato per mesi di brogli e cercato in tutti modi di sabotare gli avversari suona come una resa.
Tanto è vero, che presentando su Truth un improbabile e patetico cappellino con su scritto “Veto”, lo stesso capo della Casa Bianca ha aggiunto: “Ho il diritto di porre il veto su tutto, ma non voglio passare due anni a mettere il veto su ogni cosa. Lavoreremo con i democratici. Hanno già chiamato: ho molti amici anche tra i democratici”. Di questi amici non si hanno notizie, di sicuro l’America ha dimostrato di essere piena di chi non vede l’ora di disfarsi di un potere apparso troppo a lungo fuori controllo.
Non a caso, uno dei luoghi simbolo della giornata elettorale che ha tramutato Trump nella più classica “anatra zoppa”, è stato il sacrario civico eretto a Minneapolis sul luogo dell’uccisione dell’infermiere Alex Pretti per mano dei bruti dell’Ice.
A Trump è stato presentato un conto salatissimo, politicamente devastante, ma il pugile suonato cercherà la strada per sopravvivere politicamente e a suo modo.
I repubblicani sono in macerie e c’è da giurarci cominceranno la grande fuga dal capo. Per i democratici comincia una lunghissima corsa alla Casa Bianca nel 2028 da una posizione di enorm