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📖 LIBRI IN STRADA // CAOS CALMO. Capire il mondo che cambia.

Vi aspettiamo in piazza per una rassegna speciale all'interno della nostra programmazione. Quattro appuntamenti per navigare la complessità del presente, interamente moderati dal giornalista Lorenzo Santucci.

Il ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump ha cambiato le carte in tavola con un effetto domino globale. Arrendersi al caos vorrebbe dire lasciarsi sballottare dagli eventi.

Questo viaggio partirà dai ghiacci della Groenlandia, la prima a essere minacciata da Trump. Entrerà nella mente del presidente americano, per provare a capire le idee che nemmeno lui non sa di avere. Passerà per il Medio Oriente, dove forse Trump lascerà la sua eredità più controversa. E terminerà la sua corsa in Cina, di cui sappiamo poco mentre lei di noi sa tutto. 

L’ambizione di questo percorso letterario non è fornire risposte, ma alimentare domande per uscire dal disordine più consapevoli.

📝 Il nostro viaggio in quattro tappe:
1️⃣ "Groenlandia/Nuuk" di Luca Sebastiani e Leonardo Parigi (Paesi Edizioni)
2️⃣ "Dentro la testa di Trump. Storia delle idee che non sa di avere" di Mattia Ferraresi (Mondadori)
3️⃣ "Lo specchio americano. Lo sguardo della Cina sugli Stati Uniti" di Simone Pieranni (Mondadori)
4️⃣ "I figli dell’odio" di Cecilia Sala (Mondadori)

📎 Tutti i libri protagonisti di Libri in Strada sono disponibili anche per l’acquisto online sul nostro sito web!

📍 L’appuntamento: Dall'1 al 15 luglio 2026, ore 19:30 (controlla le singole date nel post!)
Presso Piazza di San Clemente (Via di San Giovanni in Laterano)
🎟️ Ingresso Libero e gratuito

🍷 Al termine di ogni presentazione ci sarà spazio per il firmacopie e per fare quattro chiacchiere insieme. Non mancate!

🔗 Programma completo e aggiornamenti della rassegna al link in bio.

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a month ago
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@runrome_themarathon 3h10’24’’ by @enotecaletteraria
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4 months ago
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Arab aveva tredici anni quando suo padre Marwan Barghouti è stato arrestato nel 2002. Una condanna a cinque ergastoli, da scontare in un carcere israeliano. L’ultima volta che Arab e i suoi familiari lo hanno potuto vedere è stata tre anni fa. Poi più nulla. Solo un video pubblicato questa estate in cui il ministro della Sicurezza israeliana Itamar Ben-Gvir sbeffeggia un Barghouti emaciato, per umiliarlo. 

Barghouti è sicuramente l’uomo del passato e, forse, quello del futuro della Palestina. L’ex segretario generale di Fatah e leader della seconda Intifada è considerato ancora oggi l’unico in grado di compattare le diverse anime palestinesi. Mentre altri prigionieri vengono liberati, su di lui Israele continua a porre il veto. “Non è una questione di sicurezza, non è pericoloso per gli israeliani. È una questione politica”, ci dice Arab in video collegamento dalla sua casa di Ramallah.

L’intervista completa è su HuffPost. by @enotecaletteraria
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7 months ago
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Maratón Valencia 
2h58’05’’

@souplesserunning 🖤 taken in Valencia, España by @enotecaletteraria
7
8 months ago
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Colori vivi by @enotecaletteraria
2
a year ago
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Innsbrück-Ljubljana @eurotrip.run @on 

440km. Sedici gambe. Diverse ruote. Una famiglia @souplesserunning taken in Europe by @enotecaletteraria
5
a year ago
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Prima di spiegare la pace, bisogna razionalizzare la guerra. Che non è soltanto morti e feriti. Dentro c’è tanto altro. C’è il senso di colpa di chi per puro caso non è stato richiamato al fronte. C’è l’inadeguatezza di chi viene demonizzato per parlare la lingua del nemico, nonostante lo combatta in prima linea. C’è la frustrazione di chi torna a casa solo per riabbracciare il padre e riparte, di nuovo, senza averlo visto. C’è la delusione di chi dopo un giorno di viaggio viene fermato alla frontiera per tornare indietro. C’è la paura del rumore di un aereo o il riconoscere quello di un drone in mezzo alla confusione. C’è l’accettazione che morire sotto un bombardamento è una possibilità come tante altre. C’è la rabbia di un popolo indipendente da appena trent’anni a cui si chiede un passo indietro senza garanzie. Ci sono le persone. Una volta capito tutto questo, possiamo parlare di pace. taken in Donetsk Oblast by @enotecaletteraria
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a year ago
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Ad esempio a me piace il nord taken in Copenhagen,Demark by @enotecaletteraria
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a year ago
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Souplesse è tra le cose più belle che potessero capitarmi.

“BRIGANTI” è fuori, si vede qui @souplesserunning by @enotecaletteraria
8
2 years ago
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🧠🫀🫁

Another marathon, another 3h:23’ by @enotecaletteraria
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2 years ago
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Dicono che gli austriaci siano il popolo più intelligente del mondo, capaci di far passare Adolf Hitler per un tedesco e Wolfgang Amadeus Mozart per uno di loro. Di certo, quanto accaduto domenica sera - la vittoria alle elezioni del partito postnazista Fpö, per la prima volta dal dopoguerra - è tutto merito loro.

Herbert Kickl è uno a cui piace farsi chiamare Volkskanzler, cancelliere del popolo quale era Hitler prima di diventare Fuhrer. Era il ghostwriter dello storico leader di Fpö, Jörg Haider, che non ha mai fatto mistero di rimpiangere il Terzo Reich. Kickl è il suo degno erede. Vorrebbe costruire una “Fortezza Austria”, inaccessibile a chiunque non accetti la cultura nazionale. Considera le teorie gender una “follia”, rendendo costituzionali solo due sessi: uomo e donna. La transizione green, per lui, è roba da “comunismo climatico”. Ha saputo sfruttare il Covid-19 e la guerra in Ucraina per allargare i consensi. 

Ma il populismo spiega fino a un certo punto. La questione è più profonda. Il 30% degli elettori che ha scelto Fpö era consapevole di votare per dei nostalgici della Grande Germania, con tutti gli annessi e connessi. Cosa abbia portato Fpö a diventare primo partito va ritrovato nella storia del paese, che ha chiuso troppo in fretta un capitolo buio, il collaborazionismo durante la Seconda Guerra Mondiale, volendolo dimenticare senza farci i conti. Per paura o per vergogna, l’Austria non ha indagato sul suo passato. Ma senza scavare a fondo, questo prima o poi ritorna.

Il racconto delle elezioni 🇦🇹 è su @huffpostitalia by @enotecaletteraria
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2 years ago
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Tra corse còrse, case sul Mediterraneo e donne in politica by @enotecaletteraria
1
2 years ago
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