«Il dottor Lamberti?» La voce era meno giovane, era assai meno educata del modo di suonare il campanello, era greve di intonazione dialettale milanese, anche se le parole erano italiane, ma di quel pesante, sboccato milanese dell’estrema periferia, di Corsico o Cologno Monzese, dove il non raffinato ma bonario meneghino si mescola in campagna con altri dialetti lontani ed estranei alla sua natura.