255 puntate, 510 coppie, 1.020 persone, 3 incidenti, un ginocchio ammaccato e 255 outfit.
Potrebbero bastare questi numeri per raccontare cosa è stato The Cage per me in questi 12 mesi, meravigliosi, volati come succede alle cose che ami e diventano quotidianità.
E invece è stato molto di più.
È stato osservare per imparare, parlare quando necessario, fare memoria quando la mia soglia di attenzione non supera i cinque secondi, ascoltare i più grandi e farne tesoro.
È stato restare lucida nel caos delle registrazioni, capire il lavoro invisibile dietro ogni minuto di televisione e quanto conti ogni persona dietro le quinte.
Ma soprattutto è stato il primo passo nella televisione dei grandi, con uno dei più grandi.
Il grazie più significativo va ad
@amadeusonoio , per la fiducia, la leggerezza, la cultura del lavoro e gli insegnamenti dati, spesso, involontari.
Grazie di cuore a Fausto, Chiara, Lele, Marco,Fede e tutta la squadra dal primo all’ultimo.
Grazie a chi ogni giorno ha reso tutto possibile, a chi correva dietro ai problemi per far sembrare tutto semplice, a chi ha condiviso stanchezza, risate, ansie e soddisfazioni.
Grazie a Debby G e tutta
@endemolshineitaly Grazie al
@nove e al gruppo
@warnerbrositalia Discovery perché sono certa che questo è un arrivederci.
Mi porto via tutto: la fatica, l’adrenalina, le corse, gli imprevisti e soprattutto quei momenti in cui capisci di essere esattamente dove volevi essere.
The Cage per me è stato questo: la prova che i sogni possono somigliare alla realtà.