Posted On: November 2nd 2026, 09:30 pm
Il Parco Archeologico di Ercolano si prepara a restituire al pubblico due importanti testimonianze della vita nell’antica Roma.
Giovedì 5 novembre 2026, dopo decenni di chiusura, riapriranno la Casa dell’Atrio a Mosaico e la Casa a Graticcio, due residenze che hanno conservato nei secoli ambienti, decorazioni e dettagli architettonici risalenti a prima dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.
La presentazione ufficiale si terrà alle ore 11 nell’Antiquarium, alla presenza della direttrice del Parco Archeologico, Federica Colaiacomo.
Con una superficie di circa 1.200 metri quadrati, la Casa dell’Atrio a Mosaico è una delle dimore più affascinanti dell’antica Ercolano. Situata lungo il Cardo IV, conserva preziosi affreschi in quarto stile e pavimentazioni decorate con motivi geometrici e floreali.
Il cuore della residenza è l’atrio, caratterizzato da un mosaico pavimentale che presenta ancora le deformazioni causate dall’eruzione vesuviana. Al centro si trova un impluvium rivestito in marmo, destinato alla raccolta dell’acqua piovana. Di particolare interesse è anche il peristilio, un giardino circondato su tre lati da colonne, impreziosito da una fontana marmorea e da ambienti con affreschi di soggetto mitologico. Tra le raffigurazioni spiccano il Supplizio di Dirce e il mito di Diana e Atteone.
Di dimensioni più contenute, circa 180 metri quadrati, la Casa a Graticcio offre uno sguardo diverso sulla società dell’epoca. Il suo nome deriva dalla particolare tecnica costruttiva utilizzata, basata su un’intelaiatura di legno riempita con materiali edilizi e successivamente ricoperta di intonaco.
Tra gli elementi più caratteristici si distingue un balcone parzialmente originale, sostenuto da tre colonne in laterizio. La presenza di una bottega al piano inferiore e degli ambienti domestici a quello superiore testimonia una realtà urbana nella quale attività commerciali e vita privata condividevano gli stessi spazi.
La riapertura delle due abitazioni rappresenta una nuova tappa del Progetto Domus, che coinvolge sei importanti residenze del sito archeologi, e che dispone di un finanziamento complessivo di 5 milioni di euro.