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Zelensky avverte: droni russi verso l'Italia! #shorts #notizie #news #cronaca #italy #zelensky
Gli Stati Uniti e i loro alleati nel Golfo stanno affrontando crescenti difficoltà nel contrastare i massicci attacchi dei droni iraniani Shahed 136. Il problema principale è lo squilibrio economico tra il costo di questi droni e quello dei sistemi utilizzati per abbatterli. Ogni Shahed 136 ha un costo stimato tra i 20.000 e i 50.000 dollari, mentre per intercettarlo vengono spesso impiegati missili dal valore di milioni di dollari, arrivando fino a circa 12 milioni nelle configurazioni più avanzate. Questo rende la difesa particolarmente costosa e mette sotto pressione scorte e budget militari. In questo contesto, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato di aver ricevuto richieste dal governo degli Stati Uniti per contribuire alla difesa degli alleati in Medio Oriente contro la minaccia dei droni. Kiev ha proposto di fornire droni intercettori sviluppati dall’industria ucraina, considerati più economici ed efficaci contro gli Shahed grazie all’esperienza maturata sul campo. In cambio, l’Ucraina chiede nuovi sistemi di difesa aerea MIM-104 Patriot e relativi missili PAC-3, ritenuti fondamentali per proteggere le città ucraine dagli attacchi con missili balistici russi. Interrogato sulla proposta, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato: «Accetterò qualsiasi assistenza da qualsiasi Paese», confermando l’apertura all’acquisto di tecnologia ucraina per affrontare il problema dei costi delle difese aeree. Nel frattempo, l’industria dei droni in Ucraina ha registrato una forte crescita. Secondo le stime, la capacità produttiva del Paese potrebbe arrivare fino a circa 10.000 droni intercettori al mese, trasformando Kiev non solo in un destinatario di aiuti militari, ma anche in un potenziale fornitore di tecnologie per la sicurezza internazionale.
Il Financial Times ha riportato che il Pentagono e gli Stati del Golfo stanno pianificando di acquistare droni intercettori ucraini al costo di alcune migliaia di dollari ciascuno, molto più economici dei missili Patriot attualmente utilizzati, per difendersi dai droni Shahed. Intanto, il Pentagono sta inviando rapidamente ulteriori sistemi di difesa aerea in Medio Oriente, in particolare tecnologie anti-drone più piccole ed economiche, dopo che i droni Shahed iraniani hanno ucciso truppe statunitensi in Kuwait. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riferito che ci sono state richieste da Stati Uniti, Europa e Paesi del Medio Oriente per condividere le competenze dell’esercito ucraino in merito al contrasto degli attacchi condotti dagli Shahed iraniani. Zelensky ha osservato che l'Ucraina ha bisogno di missili intercettori per i Patriot, quindi uno scambio è possibile. https://mezha.net/eng/bukvy/the_us_and_persian/ #StandWithUkraine 🇮🇹 🇺🇦 #ThomasHeroForever 🇮🇹 🇺🇦
Il Primo Ministro britannico Keir Starmer ha annunciato l’intenzione di coinvolgere esperti ucraini per supportare i Paesi del Golfo Persico nell’intercettazione e nell’abbattimento dei droni iraniani. L’obiettivo è fornire assistenza tecnica e consulenza operativa a Stati come gli Emirati Arabi Uniti e il Qatar, che sono stati bersaglio di attacchi con droni e missili attribuiti all’Iran. Secondo Londra, gli specialisti ucraini sono considerati “insostituibili” per l’esperienza maturata nel contrastare migliaia di droni iraniani di tipo Shahed, impiegati dalla Russia durante l’invasione dell’Ucraina. Starmer ha precisato che il Regno Unito non partecipa alle operazioni offensive condotte da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, ma concentra il proprio impegno sulla difesa collettiva degli alleati e sulla protezione dei cittadini britannici nella regione. Il governo britannico ha inoltre autorizzato Washington a utilizzare le basi della Royal Air Force, incluse quelle a Cipro, esclusivamente per scopi difensivi. Da Kiev, il presidente Volodymyr Zelensky ha confermato la disponibilità a condividere esperienza e tecnologie di difesa aerea, sottolineando che il know-how ucraino rappresenta oggi un valore strategico globale. L’iniziativa si inserisce in un contesto di forte tensione in Medio Oriente, con l’Iran che ha risposto ai raid israelo-statunitensi colpendo infrastrutture civili e basi militari nella regione del Golfo.
​🇺🇸⚔️🇮🇷 L'ILLUSIONE DELLA POTENZA: I LIMITI CONTRO L'IRAN ​Questa infografica dettagliata mostra la maestosa forza navale e aerea degli Stati Uniti nei comandi CENTCOM, EUCOM e INDOPACOM. Tuttavia, dietro la foresta di icone si cela una realtà matematica spietata: una campagna aerea contro l’Iran presenta rischi che la sola tecnologia non può colmare. Analizziamo i numeri: 600 missili Tomahawk sembrano una forza d’urto immensa, ma il confronto con l’Ucraina è impietoso. Nel 2025, la Russia ha lanciato circa 2.000 missili e, includendo i droni, ha effettuato 34.000 attacchi. L’Ucraina, pur colpita, resta intatta. I 600 Tomahawk rappresentano meno del 2% di quella capacità e ben il 10-15% dell’intero inventario globale USA. Utilizzarli significherebbe svuotare le riserve strategiche per un risultato incerto. ​Il vero nodo critico è la difesa. La flotta schierata possiede circa 1.400 missili intercettori, ma l’Iran dispone di 80.000 droni Shahed e ne produce 400 al giorno. Uno sciame di 2.000 droni nel "Giorno 1" esaurirebbe l’intera batteria di difesa del gruppo d'attacco, lasciando le portaerei vulnerabili ai missili anti-nave avanzati e alle imbarcazioni veloci. Se la Marina USA ha faticato contro gli Houthi, l’Iran rappresenta una sfida di scala inimmaginabile. La saturazione numerica vince sulla precisione tecnologica: un monito per chiunque sottovaluti la difesa iraniana. ​#Geopolitica #Difesa #USA #Iran #AnalisiMilitare
Parliamo dell’ennesimo attacco russo all’Ucraina con 450 droni e 60 missili, inclusi ipersonici, lanciato nel periodo più freddo dell’anno quando le temperature scendono sotto i -20 gradi. Analizziamo come questo attacco mirato alle infrastrutture energetiche già danneggiate segue la tregua annunciata dal Cremlino, proprio come previsto. Discutiamo dell’obiettivo russo di portare gli ucraini alla resa totale attraverso l’esaurimento delle risorse energetiche, e spieghiamo perché, secondo noi, questo piano probabilmente non avrà successo data la resistenza ucraina dimostrata finora.
L’Ucraina ormai è un benchmark operativo: l’Europa si sta preparando alla guerra dei droni, riconoscendo che questi siano ormai la base della guerra moderna. La strada per l’indipendenza strategica parte da qui.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato che l’Ucraina invierà esperti militari in Medio Oriente per aiutare i paesi alleati a difendersi dagli attacchi di droni e missili di fabbricazione iraniana. Gli specialisti ucraini opereranno nella regione del Golfo per condividere l’esperienza maturata durante quattro anni di guerra contro la Russia, in particolare nelle operazioni di difesa contro i droni Shahed. Zelensky ha avuto colloqui con i leader di Emirati Arabi Uniti, Qatar, Giordania e Bahrein, mentre sono in corso discussioni anche con il Kuwait. L’iniziativa arriva dopo una richiesta degli Stati Uniti guidati dal presidente Donald Trump, che hanno chiesto assistenza per rafforzare la protezione degli alleati e delle basi militari americane nella regione. Il presidente ucraino ha inoltre proposto uno scambio strategico: fornire droni intercettori ed esperti militari in cambio di ulteriori sistemi di difesa aerea MIM-104 Patriot PAC-3, necessari per proteggere le città ucraine dai missili russi. L’obiettivo della cooperazione è rafforzare la difesa regionale, proteggere i civili e contribuire alla stabilità nel Golfo, dove la sicurezza della navigazione è stata messa a rischio dai recenti lanci di droni e missili iraniani.
La sottile linea tra la vita e il vuoto 🪖 Pochi centimetri. Questione di frazioni di secondo. In questo video, un mezzo da ricognizione ucraino corre verso la salvezza mentre un drone killer punta dritto al cuore dell’equipaggio. L’esplosione investe tutto, il fumo avvolge il mezzo, ma il destino stavolta ha deciso diversamente: sono tutti vivi. Ma la realtà è che lì fuori, ogni giorno, migliaia di ragazzi non hanno la stessa fortuna. La guerra moderna è diventata questo: un videogioco mortale giocato dall'alto, dove non esiste onore, non esistono regole e l'etica svanisce tra i circuiti di un drone economico. La guerra è meschina. Ti guarda dall'alto e colpisce senza preavviso. Cosa ne pensate di questa nuova frontiera tecnologica della guerra? È ancora possibile parlare di "etica" in combattimento? 👇 #ucraina #guerra #militarylife #geopolitica #droni
L' IRAN col piano segreto di distruggere lo Stato di ISRAEL + GLI STESSI DRONI KAMIKASE UTILIZZATI NELLA GUERRA TRA UKRAINA E RUSSIA ‼️ ------>> l ' IRAN ✔️ è da sempre dietro gli attachi con droni⚡️ Però .. saranno i droni di fabbricazione cinesa ..? ... forse.. 🤔 or is it love again ⁉️ Musk-Meloni‼️🔱👹 #one #eating #theother ☝🏼 #veryunfair #game .. 🤨 👁️💫🔱✨🗡️ 💎 AγιαΣοφία ci protegga 🙏🏼 e ci guida ζ!
L’Ucraina torna a chiedere un rafforzamento urgente della difesa missilistica. In una videoconferenza con Francia, Germania, Regno Unito, Italia e Polonia, il ministro della Difesa ha sollecitato un ampliamento congiunto della produzione di sistemi di difesa balistica, definendo “criticamente bassi” gli attuali livelli produttivi europei. Il nodo è industriale: la produzione occidentale sarebbe già al massimo e non facilmente incrementabile nel breve periodo. Berlino avrebbe dichiarato di aver già fornito tutto il materiale disponibile, e che le ulteriori forniture avvengono tramite acquisti dagli Stati Uniti destinati direttamente a Kiev. Secondo quanto riportato, la Russia produrrebbe armamenti in quantità superiore rispetto all’intera NATO. Sul piano diplomatico, si sono svolti tre incontri tra delegazioni ucraine e russe, due ad Abu Dhabi e uno a Ginevra. Nonostante dichiarazioni ufficiali su presunti progressi, non si registrano avanzamenti concreti. Intanto, Kiev ha annunciato la riconquista di circa 300 chilometri quadrati tra Zaporizhzhia e Dnipropetrovsk, dato non verificato in modo indipendente. Tensioni anche sul fronte energetico. Una condotta petrolifera russa che rifornisce Ungheria e Slovacchia sarebbe stata danneggiata. Secondo analisi slovacche citate, la struttura sarebbe stata riparata ma non riattivata, con conseguenti difficoltà per i due Paesi, entrambi favorevoli a una linea più orientata al negoziato. Resta inoltre aperta la questione del sabotaggio del gasdotto Nord Stream. Secondo quanto riportato dal settimanale tedesco Der Spiegel, l’operazione sarebbe stata condotta da uno squadrone ucraino con la consapevolezza della CIA. Nel frattempo, l’Unione Europea prepara il ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca, mentre negli Stati Uniti la Corte Suprema ha annullato dazi globali introdotti dall’ex presidente Trump, ritenendoli incostituzionali. Il quadro complessivo è quello di un conflitto che prosegue senza svolte diplomatiche e con una crescente pressione sulla capacità industriale e politica dell’Occidente.
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