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#controriforma

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Questa è la breve storia di alcuni cristiani che , in un paese che non li voleva, continuano a professare la loro fede di nascosto, per circa due secoli #giappone #storia
La procrastinazione della giustizia Per secoli le dottrine ci hanno promesso un al di là, un mondo perfetto e ideale dove pace, amore, verità e giustizia regnano sovrane oltre ogni cosa, inducendoci a sperare che altrove ci sia tutto ciò che qui non riusciamo a trovare. La conseguenza peggiore di questa narrazione è che abbiamo accettato l'idea che l'unico luogo possibile per queste virtù sia, appunto, l'altrove, stabilizzando una rassegnazione sociale difficilissima da estirpare. Questa ipotesi è diventata una verità culturale quasi indiscutibile, il mondo è considerato intrinsecamente sbagliato e privo di giustizia, e questo modo di pensare ci impedisce di concentrarci sulla verità culturale e sulla giustizia sociale qui ed ora. Dobbiamo porci domande radicali, e se non ci fosse niente altrove? Se il senso della nostra umanità fosse tutt'altro e stessimo sprecando secoli perdendoci dietro a chimere inutili? La giustizia non deve essere un dono che ci viene elargito in un ipotetico aldilà, ma è un'esigenza che è stata sacralizzata e idealizzata da tutte le religioni proprio perché il desiderio di giustizia è una necessità universale della nostra specie. Non è possibile dire con certezza se dopo ci sia o meno qualcosa, né come sarà un eventuale altrove, ma l'unica certezza è che siamo qui ORA e che ogni nostro atto determina se il mondo resterà uguale o cambierà in meglio. La giustizia non va attesa come un premio postumo, ma va pretesa e costruita in questo momento, non altrove, ma ORA!!! Altro su link in BIO @porta_aurea
Roma non è solo ciò che è stata, è ciò che continua a essere, anche quando non ce ne accorgiamo. È nelle strade che attraversiamo senza pensarci, nel diritto che regola le nostre vite, nelle parole che usiamo ogni giorno, nella struttura stessa delle nostre città. Non è storia, è un’eredità che respira ancora. La grandezza di Roma non stava solo nella conquista, ma nella capacità di costruire ordine, senso, continuità. Dove arrivava, lasciava qualcosa che restava, strade, leggi, lingua, visione. Non imponeva solo forza, imponeva struttura. Oggi viviamo dentro quell’impianto, ma abbiamo perso la consapevolezza. Abbiamo ereditato la forma, dimenticando i principi che l’hanno resa possibile. Disciplina, responsabilità, visione collettiva, capacità di sacrificio. Valori scomodi, oggi quasi respinti, ma sono gli stessi che hanno reso possibile qualcosa di così grande da attraversare i secoli. Il punto non è idealizzare Roma. È capire che certe fondamenta non sono sostituibili. Quando le perdi, perdi anche tutto il resto, anche se all’inizio non te ne accorgi. 📹 @patria_riconquista_liberta
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Prima di diventare dittatore, era un aspirante pittore respinto dall’Accademia di Vienna. 🎥 Il fascicolo completo è su YouTube. Link in bio.
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3 assedi impossibili che hanno cambiato la storia. 3 assedi impossibili che hanno cambiato la storia. Zama, 202 a.C. Annibale ha distrutto Roma per 16 anni. A Zama Scipione ha 50.000 uomini. Annibale ne ha 200.000. Scipione vince in un pomeriggio. Non inseguendo Annibale. Scegliendo dove combattere. Salamina, 480 a.C. 1.200 navi persiane. 370 navi greche. I persiani riempiono lo stretto. Non possono più muoversi. Temistocle li ha attirati lì con una falsa lettera. Li affonda in poche ore. Serse guarda dalla collina. Vede la sua flotta morire. Orléans, 1429. 8 mesi di assedio. 5.000 inglesi contro 400 francesi dentro la città. Arriva una ragazza di 17 anni. Non sa leggere. Non sa combattere. Prende una bandiera. Sale per prima sulle mura. Gli inglesi fuggono in 9 giorni. Tre situazioni impossibili. Una sola strategia: scegliere il terreno, il momento, il modo. E costringere il nemico a combattere dove vuoi tu. Queste sono 3 delle 48 Leggi nel libro "Le 48 Leggi dei Maestri Dimenticati". 48 storie. 48 armi. Per vincere quando tutti dicono che non si può. 🔗 Link in bio. Quale dei tre ti ha colpito di più? 👇 #assedio #storia #guerra #annibale #temistocle giovannaarco strategia mindset crescitapersonale storiacuriosite personaggistorici leggidelpotere 48leggi maestridimenticati
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Per il grande "sovrano" del male che prega per vincere la sua guerra e che usa DIO PER I SUOI SPORCHI ,MALEFICI E SANGUINOSI AFFARI!
Contesto: All’inizio degli anni 1520, mentre la Riforma iniziava a scuotere le fondamenta del Sacro Romano Impero, Martin Lutero e Thomas Müntzer sembravano trovarsi dalla stessa parte della storia. La sfida di Lutero a Roma nel 1517 aveva aperto una porta che non poteva più essere chiusa. Egli chiedeva un ritorno alla Scrittura, attaccava le indulgenze e metteva in discussione l’autorità papale. Müntzer, ispirato da questa audacia, vide inizialmente in Lutero l’araldo di una nuova era spirituale. Tuttavia, dove Lutero cercava una riforma attraverso la predicazione e la persuasione, sperando nel sostegno dei principi per garantire stabilità, Müntzer riteneva che la trasformazione dovesse essere totale. Per lui la fede non era solo una questione dottrinale ma anche di giustizia sociale. La parola di Dio esigeva azione, e azione significava rovesciare un mondo corrotto, non semplicemente correggerlo. Nel 1525, durante la Guerra dei Contadini tedeschi, la frattura tra loro divenne irreversibile. Müntzer si mosse tra i contadini predicando che la giustizia divina richiedeva la caduta dei governanti tirannici. Immaginava l’immediata instaurazione del regno di Dio sulla terra, anche a costo della violenza. Lutero ne rimase sconvolto. Temendo il caos e il crollo dell’ordine, esortò i principi a reprimere la rivolta con la forza. Nella Battaglia di Frankenhausen nel 1525, le forze di Müntzer furono annientate, ed egli fu catturato e giustiziato. In quel momento la Riforma rivelò due strade incompatibili. Lutero scelse la sopravvivenza attraverso l’alleanza con l’autorità. Müntzer scelse la rivoluzione e pagò con la vita. Ciò che era iniziato come una sfida comune a Roma si concluse come una tragica divergenza, una riforma istituzionalizzata e l’altra soffocata nel sangue.
Nella storia esiste un meccanismo antico quanto il potere. Quando il malcontento cresce e il popolo inizia a guardare il trono con occhi diversi… spesso nasce improvvisamente un nemico oltre i confini. La guerra diventa distrazione. Il conflitto diventa unità. E l’attenzione smette di guardare verso chi governa. Ma ogni potere, prima o poi, si incrina. La domanda non è se accadrà… ma quando qualcuno avrà il coraggio di vedere la crepa. Fa’ che il giorno della verità non resti nella storia. Fa’ che sia ora. #storiaoscura #pillolegotiche #storia #storiasegreta #riflessioni
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