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Editor e consulente specializzato in narrativa storica. Autore @detomieditore
"La guerra di chi resta" è il mio nuovo romanzo storico 🪖💣
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Per accompagnare il nuovo romanzo di @_storieditor_ “La guerra di chi resta”, abbiamo voluto ricreare un gadget davvero speciale: la lettera dal fronte. È stato per noi un tuffo nel passato studiare e renderci consapevoli dei dettagli dell’epoca: dai timbri, alla censura, ai francobolli (un grazie speciale alla nostra @malefica_edita per averci accompagnati in questo percorso).

Ma c’è una chicca in più: su ogni lettera sarà riportato l’indirizzo inserito in fase d’acquisto, proprio come se quella corrispondenza, arrivata dal fronte, fosse destinata proprio a raggiungere casa vostra!

Per riceverla, vi basterà acquistare il romanzo.

(Edizione limitata, fino a esaurimento)

#detomieditore by @_storieditor_
25
7 days ago
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🪖 Cover Reveal 🪖
Lorenzo A. Angelaccio - La guerra di chi resta
Preordini aperti con il gadget “Lettera dal fronte” in edizione limitata, data di uscita 19 ottobre.

➡️Codice “STRANIMONDI” per ritirarlo in fiera, il 17 e il 18 ottobre! 🗓️

Ada ha solo quindici anni quando la prima guerra mondiale entra nella sua vita e il padre parte per il fronte, facendo ricadere sulle sue giovani spalle il peso di un’intera famiglia. Nel quartiere di San Lorenzo, tra una fabbrica bellica e le attenzioni di un giovane postino, Ada dovrà imparare a distinguere i nemici veri da quelli che si è costruita per difendersi.

 “La guerra di chi resta” racconta la faccia di un altro fronte, quello spesso assente nelle pagine di storia, che si combatte senza divise né medaglie ma lascia cicatrici invisibili.

Titolo: La guerra di chi resta, di Lorenzo A. Angelaccio @_storieditor_ 
Collana: Rivelazioni
Genere: Storico
Pagine: 216
Prezzo di copertina: €15,00
Tipologia: Autoconclusivo

Tutti i dettagli sul gadget nelle stories!*

Una delle copertine più malinconiche e poetiche della nostra @ann.nadineart ❤️‍🩹 by @_storieditor_
79
10 days ago
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Ci siamo abituati a leggere storie di guerra, di trincea, di soldati al fronte 🪖

Il romanzo che state per leggere, tuttavia, racconta un altro lato della storia: quella di una ragazza, del peso di un’intera famiglia sulle sue giovani spalle e una fabbrica di granate.

“Mia madre si ostinava a pregare e a rimettersi alla volontà di Dio. Ma vedendo come andavano le cose nel mondo, come stava infuriando la guerra e come la vita per noi persone comuni stava diventando sempre più difficile, se davvero eravamo nelle mani del Signore nessuna preghiera avrebbe più potuto salvarci”.

@_storieditor_ è pronto per catapultarci ancora una volta nel 1915 💥

Appuntamento a venerdì per il cover reveal 🔥

#detomieditore by @_storieditor_
39
13 days ago
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Ada ha solo quindici anni e troppa fatica sulle spalle quando la Grande Guerra sconvolge la sua vita. Si trova davanti a un mondo che pretende molto da lei, senza darle nulla in cambio. Dovrà imparare a scegliere, a mettere in discussione ciò che credeva di sapere e a trovare la propria strada in una realtà che cambia fin troppo in fretta.

Ma come si fa a crescere quando nemmeno gli adulti sembrano avere tutte le risposte che stai cercando? Quando il mondo sembra impazzire, votandosi al caos e alla violenza?

Il mio romanzo "La guerra di chi resta" è soltanto la storia di una ragazza che cerca di sopravvivere in un mondo che non sembra fatto per lei, mentre tutta la realtà è destinata a cambiare per sempre.

Preordina il romanzo su www.detomieditore.it e ricevi in esclusiva il gadget in edizione limitata, una lettera dal fronte fedelmente riprodotta 💌 taken in Rome, Italy by @_storieditor_
0
3 days ago
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Ci sono storie che appartengono al passato. E poi ci sono storie che, anche a distanza di più di un secolo, continuano a parlarci del presente.

Questo è lo spirito con cui ho affrontato "La guerra di chi resta". In questo romanzo torno a Roma ma nel 1915, tra le strade del quartiere popolare di San Lorenzo e le case in cui la Grande Guerra entra silenziosamente, cambiando abitudini, legami e destini.

Perché il tempo cambia, le città si trasformano e le generazioni si susseguono. Eppure, certe domande continuano ad accompagnarci: quanto il presente è effettivamente diverso dal passato? Abbiamo imparato veramente le lezioni che la Storia ci ha insegnato o, a ogni generazione, ricominciamo da capo in un eterno ritorno senza fine?

La scelta delle tematiche di cui parlare in questo romanzo nasce proprio da questa esigenza: usare il passato per parlare del presente sotto una nuova ottica. L'ho fatto con il mio primo romanzo e lo rifarò con "La guerra di chi resta", il mio nuovo romanzo storico.

Se vorrai approfondire, puoi preordinarlo sul sito www.detomieditore.it, ricevendo in esclusiva un gadget in edizione limitata! taken in Rome, Italy by @_storieditor_
8
5 days ago
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Alcuni scatti di Ventotene e della presentazione del volume "Noi, Ventotene", a cui ho partecipato come autore sabato 10 ottobre e che rappresenta il cuore di un progetto ideato da Stefania Cenciarelli e sviluppato in seno alla casa editrice Elemento 115: un progetto troppo ricco e complesso per essere descritto in poche righe, ma che ha visto la partecipazione degli abitanti stessi dell'isola e delle istituzioni locali, e che si può approfondire, per chi lo volesse, acquistando il volume stesso.

Dal canto mio posso dire che è stato un onore poter partecipare, insieme agli altri autori del gruppo di scrittura di Elemento115, a un progetto tanto ambizioso e prestigioso, a cui ho prestato volentieri la mia penna per scrivere un racconto sicuramente fuori dalla mia comfort zone, ma in cui ho potuto comunque riversare temi a me cari: la Storia, il legame con il territorio e l'introspezione psicologica dei personaggi. Tutti elementi che si possono trovare anche nei miei romanzi.

E comunque è stata anche un'occasione per visitare l'isola in un periodo fuori dall'alta stagione turistica: un territorio meraviglioso che merita solo di essere esplorato e conservato, e in cui già non vedo l'ora di tornare 😍 taken in Isola di Ventotene by @_storieditor_
1
6 days ago
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Biella, a inizio '900, era detta la "Manchester d'Italia", per l'elevata presenza di aziende tessili proprio come nella città inglese.

Fu da questi stabilimenti che provenne la maggior parte del famoso panno "grigioverde", con il quale si realizzavano le divise dei soldati al fronte e altri oggetti del loro corredo.

Oggi il grigioverde è diventato uno dei simboli più noti della Grande Guerra, e questo a causa proprio dell'enorme sforzo produttivo messo in piedi dalle fabbriche di Biella e di altre città del nord. by @_storieditor_
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11 days ago
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Pochi colori rivestono per il nostro Paese un significato altamente simbolico, e tra questi c'è il grigioverde. 

Nato per esigenze belliche, per rendere più mimetici e meno visibili i soldati nella nuova guerra di trincea, il grigioverde assume ben presto un significato simbolico, diventando l'emblema del soldato in guerra e dell'esercito.

Dalle divise, il suo utilizzo si estese anche a tutto il corredo di accompagnamento. Il panno grigioverde conobbe quindi una massiccia produzione industriale, e furono tante le industrie (soprattutto nel nord Italia) a essere riconvertite per far fronte a questo sforzo industriale.

Il grigioverde divenne così "il colore degli italiani": sia dei soldati spediti al fronte a combattere, sia di chi restò a casa ma alimentò comunque la complessa macchina bellica messa in moto.

Se vorrai saperne di più sulla riconversione delle fabbriche per esigenze militari e sulla produzione bellica, il mio prossimo romanzo (in uscita a ottobre) sarà ambientato proprio in questa cornice storica: nella Roma del cosiddetto "fronte interno". by @_storieditor_
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14 days ago
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"Un po' di riso" è un testo tratto da uno dei giornali di trincea destinato ai soldati al fronte durante la Prima guerra mondiale.

Gioca tutto sull'ambiguità semantica della parola "riso", che sta a indicare sia il cereale, sia la risata, legando spesso i due concetti tra di loro. L'intento, infatti, era quello di sensibilizzare i soldati al fronte al consumo di riso.

Perché, come disse (forse) Napoleone: "Il riso abbonda nella gavetta del soldato furbo".

#leggere #romanzistorici #narrativaitaliana #autoriemergenti #scrittoriitaliani by @_storieditor_
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18 days ago
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Mio padre mi racconta spesso che, quando era piccolo, nel suo paesino di montagna la domenica non si mangiava la pasta fatta in casa, con le uova delle galline e la farina macinata al mulino. Si mangiava invece la pasta industriale, almeno quelle poche volte che riusciva ad arrivare nell'unico alimentari della zona, proprio in virtù della sua rarità e della sua scarsa disponibilità.

Perché noi esseri umani siamo fatti così: desideriamo sempre ciò che non abbiamo senza apprezzare ciò che possediamo. Se la nostra fonte di approvvigionamento principale è il cibo industriale, allora desideriamo il cibo fatto in casa, di cui conosciamo tutti gli ingredienti. Ma se possiamo mangiare solo ciò che produce il nostro orto, allora fantastichiamo dei meravigliosi prodotti che l'industria ci offre: nutrienti, poco costosi e che spesso richiedono poco o nessun tempo di preparazione.

Nella Grande Guerra, spesso era proprio quest'ultimo a salvare la vita ai soldati. Scatolette di carne e di pesce, conserve di pomodoro, latte in polvere e lattine di legumi. Anche se non sempre tutti questi prodotti riuscivano ad arrivare in prima linea. Emblematico il caso di Caporetto, in cui, durante la fuga, i soldati furono costretti a dare fuoco ai magazzini colmi di ogni ben di Dio, parsimoniosamente conservato (o riservato agli ufficiali superiori) mentre in trincea i soldati mangiavano pane ammuffito e riso bollito. 

Dimostrazione di come le guerre si vincono non solo con le armi, ma anche con la pancia dei soldati. by @_storieditor_
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20 days ago
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Stavi cercando un format fuori moda e svincolato da ogni logica di trend e algoritmi?

Allora smetti di scrollare e fermati ad ascoltarmi mentre leggo alcuni brani tratti dalle fonti storiche più curiose e particolari che mi è capitato di trovare per la scrittura dei miei romanzi storici.

Documenti sconosciuti al di fuori di una ristretta cerchia di studiosi e che mi piacerebbe togliere dai polverosi archivi digitali dove li ho recuperati!

#leggere #romanzistorici #narrativaitaliana #autoriemergenti #scrittoriitaliani by @_storieditor_
6
24 days ago
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Ci sono città che fanno da sfondo a una storia. Roma, per me, è sempre parte della storia. Nei romanzi che scrivo torno sempre qui, tra i luoghi più evocativi della capitale, capaci di conservare le tracce di chi li ha attraversati.

Roma mi interessa soprattutto per questo: perché basta cambiare strada per fare un tuffo nel passato. Una chiesa, un palazzo, una rovina antica possono diventare la soglia attraverso cui entrare nella vita di persone vissute cento anni prima.

Penso al Cimitero Acattolico, ai piedi della Piramide Cestia. Passeggiando tra le sue tombe si incontrano lingue, religioni, nazionalità e storie diverse. È un piccolo angolo di Roma in cui il caos urbano non riesce a penetrare e la città sembra custodire la memoria di chi ha lasciato qui una parte della propria storia.

È questa la Roma che cerco quando scrivo: quella delle persone comuni, dei luoghi quotidiani che accompagnano i grandi eventi della Storia. Ed è questa la Roma che ho cercato di imprimere nelle pagine del mio nuovo romanzo. Una città fatta di persone povere di denaro, ma ricche di sentimento e umanità che, anche se in modo diverso, si rispecchia in ognuno dei protagonisti e dei personaggi di questa mia nuova storia. taken in Rome, Italy by @_storieditor_
3
a month ago
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