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Ci risiamo e io non mollo: oggi i posti liberi sono quelli riservati ai disabili perchè… non si può parcheggiare. Io penso sia una cosa ignobile, incivile, inguardabile e vergognosa anche per ATM. by @alemagion
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20 days ago
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Questa foto l’ho scattata in San Babila, stamattina alle 10,00.
E, non so perché, vedendo questa coda ho pensato al Titanic e a questa canzone (che ho sempre detestato). by @alemagion
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a month ago
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Questa targa è una scultura di un artista nella sala delle lapidi di Dachau. Un svastica fatta con la morte, perché la svastica è morte. Sono stato ancora - settimana scorsa - a Dachau. Una esperienza tanto necessaria quanto inquietantemente ammonitrice. Leggere i programmi elettorali dell’AFD data trionfante in Sassonia mi angoscia. Conosco la storia, soprattutto quella del ‘900; ho chiaro quanto la democrazia liberale sia fragile ma essenziale; la storia può ripetersi, ma la sua ripetizione non è ineludibile.
Ineludibile è la difesa dei principi fondativi della democrazia liberale e il riconoscimento reciproco di avversari che in questi proncipi si riconoscono. Finendola anche di dare indiscriminatamente del fascista a chi è un conservatore di destra o del comunista a chi è un progressista di sinistra.
“La libertà è una forma di disciplina” (cit.GLF) by @alemagion
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2 months ago
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L’Impero della Luce (lunare).
La luna piena e dolce dalla umbratili e oscure campagne corbettesi.
In fondo, anche nel buio più pesto, c’è sempre la luna a dirci che - seppur di splendor riflesso - brilla sempre una luce. by @alemagion
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2 months ago
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17 aprile 2023. Non è una foto come le altre, e non l’ho mai pubblicata prima. La pubblico oggi, perché qualcuno - troppo preso da TikTok - ha la memoria troppo corta.

Via del Mare – Tangenziale Ovest. In questa foto mi stanno caricando sull’elisoccorso, in fin di vita, diretto a Niguarda.

La pubblico perché il sindaco Ballarini ha scritto, testuali parole, che mi “sveglio solo ora” sul Consorzio Agrario, visto che gli indirizzi sono del 2023, e che “mi sembra strano” che io ne parli solo a ridosso delle elezioni.

Ecco dove ero, nel 2023, signor sindaco. Non stavo dormendo. Stavo lottando per non morire. E quando pubblicasti un messaggio strappalacrime, ti ringraziai poi, perché non era affatto scontato. Oggi lo stesso momento lo usi al contrario, per insultare chi allora lottava per rialzarsi. Vergognati.

E visto che di memoria e urbanistica hai voglia di parlare, ti accontento, con fatti verificabili, non con un video di due minuti.

Da assessore avviai col Consorzio Agrario, allora proprietario dell’area, il progetto unitario previsto dal PRG: Consorzio e Piazza insieme. Lo studio Biglieri di Abbiategrasso realizzò un planivolumetrico serio, con un vero auditorium e una vera piazza, non la saletta rabberciata di oggi. Il plastico è ancora in soffitta in Comune: chiunque può controllare.

Presentammo il progetto a ridosso delle elezioni. Nacque un comitato di lotta, e tu — allora all’opposizione, come sempre quando io ero in maggioranza — lo cavalcasti senza pensarci due volte. Si arrivò a quel vincolo scellerato. Fui messo in minoranza, e ci si fermò.

Da allora sono andato avanti nella vita, fuori da Corbetta. Tu sei rimasto qui, e hai spezzato l’unitarietà di quel piano, tenendoti un immobile pubblico vincolato in modo assurdo — un catorcio che costerà una fortuna recuperare.

Quindi no, non mi sono “svegliato solo ora”: il problema lo hai creato tu, sei sindaco da dieci anni, e in questi ultimi tre non hai risolto niente. Sai fare bene solo una cosa: ribaltare la realtà sperando che nessuno controlli. Io controllo. E lo scrivo qui, con nome e cognome.

#Corbetta #consorzioagrario by @alemagion
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2 months ago
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 by @alemagion
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3 months ago
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La canea politico-mediatica sulla vicenda del gioielliere che ha ucciso due rapinatori è francamente disgustosa.

Per fortuna siamo in uno Stato di diritto in cui non c’è il diritto di farsi giustizia da sé. Subire una rapina è un trauma che genera rabbia, paura, voglia di vendetta — lo capisco. Ma non siamo nel Far West.

Chi oggi tira in mezzo il Presidente della Repubblica, pretendendo pubblicamente che “conceda” la grazia come se fosse un atto dovuto, commette un atto di protervia. La grazia non è una tassa da pagare sotto pressione mediatica: è una prerogativa personale e riservata del Capo dello Stato, e proprio per questo va invocata con sobrietà, non con arroganza da piazza.

Chi chiede pentimento e clemenza dovrebbe saperlo accompagnare con umiltà — non con appelli sui social e cortei mediatici organizzati a tavolino.

Auguro al gioielliere di poter godere della grazia, se il Presidente lo riterrà giusto. Ma spero anche che ne sia toccato nel profondo. Perché la “grazia”, con le pistole, non c’entra nulla. by @alemagion
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3 months ago
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Ieri il Corriere della Sera, dorso Milano, ha pubblicato — ancora in prima pagina — una mia riflessione sulla situazione urbanistica.

Sulla “Salva Milano” sono stato pacatamente e fermamente critico, come ho scritto e detto in atti ufficiali. Resto però convinto che serva una legge “Chiarezza”: perché, checché ne dica chi preferisce facili certezze a problemi complessi, la confusione legislativa e applicativa è davvero tanta — e a pagarne il prezzo non sono i costruttori, ma i lavoratori, i giovani e le famiglie che vedono allontanarsi la possibilità di una casa.

Non servono condoni né sanatorie. Servono regole certe. Le sfumature di grigio non aiutano nessuno. by @alemagion
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4 months ago
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🎬 Sipario #3 — Il Golem

Ho sempre amato la leggenda del Golem. Una creatura costruita per proteggere, che rischia di diventare essa stessa una minaccia, se non la sai governare.

La città è così. La costruiamo per abitarla, per viverci, per tessere comunità. E poi, lentamente, smette di essere nostra. Il meccanismo silenzioso della rendita — fondiaria, immobiliare e finanziaria — trasforma il suolo e la casa da “beni comuni” in strumenti di estrazione di ricchezza: un precetto ideologico, non una legge naturale. È il motore della disuguaglianza urbana; è ciò che rende le città sempre meno abitabili per chi le dovrebbe abitare davvero.

In CCL lo vediamo ogni giorno: famiglie che non trovano casa, cooperative che faticano non per inefficienza, ma perché il Golem della rendita rende una sfida titanica quella di costruire a prezzi accessibili.

Contrastare, addomesticare, la rendita è stato il mio filo rosso in questi dodici anni. Oggi sono convinto che il governo di essa passa per quattro azioni concrete:

1️⃣ Misurare. Capire dove la rendita si annida e quanto pesa.
2️⃣ Regolare. Costruire regole che rimettano il mercato al servizio della comunità.
3️⃣ Estrarre. Recuperare per la collettività il plusvalore generato dalla città.
4️⃣ Redistribuire. Restituirlo sotto forma di case accessibili e comunità cooperative.

Non è ideologia: è geometria, perché se vuoi città giuste, devi governare il Golem. Se lo lasci libero, si governa da solo.

Questa consapevolezza non la lascio negli archivi di Confcooperative Habitat. La porto con me, in CCL, ogni giorno. by @alemagion
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4 months ago
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🎬 Sipario #2 — I cocci e i gattini

Ho sempre detto che la rappresentanza nazionale era un servizio, non un’identità. La mia identità trova le sue radici nel Consorzio Cooperative Lavoratori — CCL — di cui sono orgogliosamente Presidente Esecutivo. È lì che trovo linfa per produrre pensiero, scrivo strategie, costruisco azioni insieme ai colleghi. E faccio cose. Che poi, son case.

I dodici anni da Presidente di Confcooperative Habitat vengono dopo otto anni da Vicepresidente nazionale. Vent’anni, in totale, a costruire qualcosa che vale. Un capitolo importante della mia storia, non la storia stessa.

2014-2018. Mi sentivo un raccoglitore di cocci. Crisi feroce nel settore, associate che si perdono, identità da ricostruire. Abbiamo inventato il Rating Mutualistico per distinguere le vere cooperative dalle false. È ancora lì, ancora unico, ancora necessario.

2018-2022. La covata di gattini ciechi con la rogna. Anni di rifondazione: nuovo nerbo culturale, nuovo nome, nuovo statuto, nuovo orizzonte. Nasce Confcooperative Habitat. Accogliamo la cooperazione di comunità. Il Covid segna tutto.

2022-2026. Il coccio e il gattino cieco sono diventato io. Il 17 aprile 2023 avrei dovuto morire — sono nel 15% di chi ce l’ha fatta, grazie al Niguarda e ai miracoli. Durante il coma sognavo di andare ogni mattina al lavoro, in CCL. Mi sono svegliato e l’ho fatto.

Adesso tutta l’energia torna dove è sempre stata: in CCL, appunto; il campo, il mestiere fondativo. La rappresentanza era un servizio dovuto. Il cooperatore è ciò che sono. by @alemagion
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4 months ago
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🎬 Sipario #1 — Il congedo

Mercoledì 17 giugno si e tenuta l’assemblea di rinnovo cariche di Confcooperative Habitat che, dopo 12 anni, per raggiungimento del limite dei mandati ha visto la mia uscita di scena dagli organi nazionali. L’ho fatto cercando “la giusta misura”: né troppo presto, né troppo tardi; con la consapevolezza che sapere quando lasciare è forse la forma più alta di responsabilità verso ciò che si ama. L’ho fatto con quel sentimento che è “la gioia di essere tristi” che risponde al nome di malinconia. 
🔴 Per questo ho messo l’immagine, leggera ma con un po’ di clownesco magone, del mio clown 🤡 Crick de Reisentel. Sarei stato bugiardo e supponente, infatti, se non avessi ammesso di aver sentito forte questo dolce sentimento: in un modo o nell’altro era da 25 anni che frequentavo, a partire dalla consulta nazionale dei Giovani Cooperatori, gli Organi nazionali di Confcooperative. C’è un pezzo, importante, della mia vita.

Ma cambiare non è solo una necessità organizzativa; è una sfida esistenziale. Significa che si è vivi.
Cooperatori si è per sempre.

Quindi, al netto del fatto che non andrò in pensione e che continuerò a essere un cooperatore sul campo, io resterò sempre a disposizione di chi riterrà utile anche solo la mia opinione. Perché, come dice il mio grande amico ed esempio vivente Franco Mirabelli, finché sarò utile, sappiate che ci sarò. Sempre. by @alemagion
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4 months ago
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Oggi il Tribunale di Milano ha pronunciato sentenza di assoluzione con la formula “il fatto non costituisce reato” nel procedimento Torre Milano, a carico di costruttori, funzionari comunali e progettisti.

Molti di quegli imputati li conosco. Conosco la loro storia, il loro lavoro, la loro serietà. Non ho mai avuto un solo dubbio sulla loro onestà e sulla loro reputazione e sono sinceramente sollevato che oggi un giudice lo abbia riconosciuto in modo inequivocabile. Da garantista convinto resto fermo su una cosa: i processi si fanno nelle aule di tribunale e le sentenze le pronuncia un giudice.

Dal nota ufficiale emessa dal Tribunale di Milano si deduce che grande è la confusione sotto il cielo dell’urbanistica milanese — e italiana. Non abusi consapevoli: un quadro normativo così contraddittorio che nessuno poteva orientarsi con certezza. La giurisprudenza penale diceva una cosa, quella amministrativa un’altra, la stessa Corte Costituzionale una terza. Non dolo, non colpa: confusione normativa. E quella confusione ha pesato in modo ingiusto su persone perbene.

Questa sentenza non è un punto di arrivo. È una conferma che serve una legge di interpretazione chiara, capace di fare ordine su ciò che è lecito fare, con quali titoli e con quali oneri. Una legge che dica che quanto fatto in questi anni non è stato criminale, ma è stato il frutto di un cortocircuito normativo a cui la politica deve rispondere con indirizzi limpidi e norme inequivoche.

La politica ha il dovere di farlo. Con la consapevolezza che la chiarezza legislativa non è un favore a qualcuno: è una condizione di civiltà giuridica, nell’interesse di tutti. by @alemagion
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4 months ago
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