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🖋️ Giornalista. Autrice di "Belice" e, con M. Passaro e A. Turchi, di "Hotel Penicillina".
Co-fondatrice di @weltlit
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Ci sono luoghi che hanno perso la propria funzione originaria e ne hanno trovato un'altra in modo imprevedibile: fabbriche dismesse, uffici abbandonati e altri spazi che, col tempo, si sono rinaturalizzati e/o hanno consentito lo sviluppo di forme alternative del vivere."Abitare le rovine del presente" racconta come è avvenuto questo processo di rigenerazione dal basso a Roma, ricostruendo al tempo stesso la storia delle lotte per l'abitare nella Capitale.Non si tratta solo una mostra ma anche di un archivio, un dispositivo di agentività, uno spazio di negoziazione e, potenzialmente, un laboratorio permanente.L'esposizione collettiva è visitabile al @macromuseoroma fino al 10 maggio. Per Il Tascabile di @treccanigram ne ho parlato con i curatori Giulia Fiocca e Lorenzo Romito di @stalkerlab, che dal 1995 attraversa i luoghi abbandonati di Roma cercando di ripensarli e trasformarli insieme a chi li vive.#abitarelerovinedelpresente #lottaperlacasa #exmercatigenerali#lagobullicante #spintime by @ann.ditta
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3 months ago
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Dopo due giorni di preparativi è stata inaugurata oggi alla Casa del municipio IV - Ipazia di Alessandria la mostra temporanea sulla Leo Penicillina, voluta e curata dagli ex lavoratori della fabbrica, in collaborazione con il @municipio_roma_iv, alla presenza del presidente @massimilianoumberti e dell'assessore alla cultura @maurizio27504.L'esposizione, che sarà aperta e visitabile fino al 25 gennaio 2026, nasce da un'idea del chimico Andrea Turchi (1948-2022) co-autore di Hotel Penicillina.Sabato 17 gennaio alle 18.00 ci sarà una conversazione a partire dal libro con gli altri due autori @ann.ditta e @nessunoenormale e con Mauro Palma (già presidente dell'Autorità nazionale garante per le persone private della libertà personale) e Patrizia Sterpetti (WILPF Italia). by @ann.ditta
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6 months ago
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In 𝐌𝐚𝐭𝐞𝐫𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐬𝐨𝐯𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢𝐯𝐞 𝐞 𝐫𝐢𝐯𝐨𝐥𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐫𝐢𝐞 Anna Ditta indaga le relazioni e l'intreccio con il materno nel romanzo di 𝐁𝐞𝐫𝐧𝐚𝐫𝐝𝐢𝐧𝐞 𝐄𝐯𝐚𝐫𝐢𝐬𝐭𝐨 "Ragazza, donna, altro "Le personagge di 𝐑𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐚, 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚, 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨 sono nere, afrodiscendenti o appartenenti alla comunità caraibica. Sono lesbiche, donne single o ragazze madri, non sempre appartengono alla classe media. La loro multiformità, combinata alle teorie del femminismo matricentrico, fa riflettere sui diversi modi di queerizzare quella che 𝐀𝐝𝐫𝐢𝐞𝐧𝐧𝐞 𝐑𝐢𝐜𝐡 in 𝐍𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚 definiva “maternità patriarcale”, e praticare piuttosto una maternità emancipata, basata su agentività, autorità, autonomia, autenticità e attivismo.L’extra-normatività materna in Ragazza, donna, altro si sposa con la forma extra-normativa del romanzo. Evaristo usa quella che ha definito “fusion fiction”: una disposizione del testo sulla pagina che rimanda alla poesia, una punteggiatura non ortodossa e la fusione delle storie delle donne l’una con l’altra, anche se legate da un filo comune. L'articolo completo al [ Link in Bio ] per l'edizione Denatalità by @ann.ditta
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10 months ago
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"Quando mi chiedono perché ho disegnato il manipolatore in modo così carino, rispondo che tutti i manipolatori sono simpaticissimi: se li conosci ti innamori. È proprio questo il punto".Su WeltLit. l'intervista alla fumettista e illustratrice Kalina Muhova, con cui abbiamo parlato di relazioni tossiche dopo l'uscita del suo "Abbecedario di un manipolatore" (Beauroma Books) e anche de "Il bordello dei fantasmi" (Comicon edizioni). L'articolo completo al link in bio e nelle storie.@kali.myx @ann.ditta @beauromabooks@comiconitalia #abbecedariodiunmanipolatore #ilbordellodeifantasmi #fumetto #fumetti #fumettibelli #fumettista #fumettiste #illustrazione #kalinamuhova by @ann.ditta
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a year ago
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È uscito un mio articolo sul futuro dell’ex fabbrica di Penicillina di via Tiburtina dopo l’acquisto all’asta fallimentare che si è concretizzato a fine febbraio. L’aggiudicazione da parte del gruppo GVG ha sbloccato una situazione in stallo da anni, in cui il complesso abbandonato, una volta sede di una delle industrie farmaceutiche più grandi d’Europa, veniva periodicamente occupato e sgomberato. Al suo interno vivevano persone, italiane e straniere, che non avevano alternative e che si trovavano ad affrontare condizioni abitative insicure e malsane. Ho iniziato a seguire le vicende di questa fabbrica nel 2018, anno in cui ho incontrato due persone incredibili: Marco Passaro, che è riuscito con la sua empatia a entrare in contatto con alcuni degli ex abitanti e documentare con le sue fotografie le loro condizioni di vita, e Andrea Turchi, chimico ed esperto di storia della scienza e della tecnologia, che per molti anni ha collaborato con l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana e che ha ricostruito la storia di questa fabbrica e delle persone che ci lavoravano. Abbiamo messo insieme questi tasselli nel libro Hotel Penicillina, uscito nel 2020 per @infinitoedizioni.Andrea ci ha lasciati nel 2022. Quando parlava di questa fabbrica sprigionava una passione che ti tirava dentro e riusciva a convincerti che le cose potessero cambiare. Oggi il suo auspicio sarebbe di vedere l’area messa in sicurezza e bonificata. Presto e, soprattutto, bene. Si augurerebbe il maggior coinvolgimento democratico possibile dell’amministrazione e dei cittadini per le sorti dell’area, che è in una zona al tempo stesso cruciale e complessa della Capitale. Spererebbe inoltre nella creazione di un luogo per conservare la memoria di ciò che la fabbrica è stata, nel bene e nel male, come hanno chiesto gli ex lavoratori. L’auspicio che sarebbe stato di Andrea, oggi è il mio. Insieme alla consapevolezza che chi una casa non ce l’ha non dovrebbe mai trovarsi a dover vivere così, e che dovremmo fare di tutto per evitare che ciò accada.L’articolo (dove questo mega-riepilogo non c’è, ma c’è tanto altro) è su @romatoday nella sezione Dossier, accessibile agli abbonati. @hotelpenicillina by @ann.ditta
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a year ago
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Volevo scrivere una recensione, poi la cosa mi è sfuggita di mano. L'articolo è su @weltlit da pochi giorni e spero soprattutto che leggendolo si intraveda il mio amore per Olga Tokarczuk. Teneramente.#ilteneronarratore #olgatokarczuk by @ann.ditta
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a year ago
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Ho scritto di ossessioni (mie e altrui) partendo da tre romanzi che George Simenon ha ambientato su delle isole.L'articolo è su @rivistastanca #isole #simenon #georgesimenon by @ann.ditta
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a year ago
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Su @weltlit è uscita oggi la mia intervista ad Alessandra Pezza, sinologa e traduttrice de "L'età dell'oro" di Wang Xiaobo (Carbonio editore), un libro che intreccia la rivoluzione culturale cinese alla formazione sessuale del protagonista, inviato in un'area rurale dello Yunnan per la propria "rieducazione".Alessandra ha detto che, da trentenne, si è ritrovata nello spaesamento descritto da Wang Xiaobo nel secondo dei tre racconti che compongono il libro, ed effettivamente mi ci sono ritrovata anch'io. Ne "L'età dell'oro" ci sono anche pagine meravigliose sulla sintonia misteriosa tra corpo e paesaggio, sul trauma e sul modo imprevedibile in cui continua a inseguirci. E poi queste righe sul tempo che scorre.L'intervista è lunga, ma l'abbiamo lasciata intera perché secondo noi vale la pena. Insomma, si è capito che mi è piaciuto leggere Wang Xiaobo? Grazie @alepezza17 e @carbonio_editore per averlo portato in Italia.#letteraturacinese #wangxiaobo #letadelloro #traduzione by @ann.ditta
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a year ago
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Mappe, linee, isole. Santa Rosalia e altre altezze, tempio di Segesta dal finestrino sotto la pioggia. Altre isole, altre linee. by @ann.ditta
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2 years ago
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Qualche tempo fa ho incontrato a Roma Xochitl Gonzalez dopo aver letto il suo "Olga muore sognando", uscito a novembre per @fazieditore. Un romanzo che unisce vari livelli e ha un tocco delicato, ironico e brillante.Abbiamo parlato di scrittura, personaggi, di come la politica si intreccia alle nostre piccole vite e anche di belle letture. Il risultato è un'intervista che trovate su @weltlit #interviste #olgamuoresognando #xochitlgonzalez by @ann.ditta
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2 years ago
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«Proveniamo da secoli in cui l’eroe è un maschio, bianco, giovane e aitante che agisce, e tramite l’azione conquista il proprio nome e la propria identità». Sara De Simone è critica letteraria e traduttrice. Nel suo libro “L’atto sospeso. Azione e inazione dell’eroe dall’Iliade a Virginia Woolf”, ci invita a scoprire come, in realtà, la figura eroica della tradizione sia ben più complessa di quanto siamo abituati a pensare.«I romanzi cavallereschi tradizionalmente sono legati alla ricerca dell’eroe, la famosa quête cavalleresca. Invece io volevo vedere cosa accadeva a questi cavalieri quando si fermavano, perché si fermavano e come cambiava la narrazione alla luce di queste pause». È da questo spunto che è nato il suo volume, pubblicato da Viella e dedicato agli “inciampi” dei protagonisti dei romanzi cavallereschi, che nel loro percorso cadono, si fermano, dubitano e capitombolano, senza che però questo minacci mai il loro statuto di eroi.Nel libro Sara De Simone traccia un filo che parte da Achille, tocca punti apparentemente distanti, come la figura di Arjuna, mitico eroe del poema epico indiano Mahābhārata, e arriva fino a Virginia Woolf. «Il suo Orlando, erede di una grande stirpe di eroi che hanno combattuto contro gli infedeli, alla fine è un buono a nulla, che attraversa i secoli incapace di compiere gesta di alcun tipo. È goffo – come lo erano anche Lancillotto e Perceval – ma non per questo diventa una macchietta o un antieroe. È, piuttosto, un poeta. Questo lo aiuterà quando un giorno si sveglierà trasformato in una donna, sollevato dall’imperativo categorico dell’azione».L’intervista completa a Sara De Simone si trova al link in bio e nelle storie.@sara.mcsimon @viella_editrice #saradesimone #lattosospeso #iliade #achille #romanzicavallereschi #virginiawoolf #letteratura #letteraturacomparata #orlando by @ann.ditta
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2 years ago
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Qualche mese fa ho seguito le tracce di alcune scrittrici che si sono interrogate sui modi e sull'esperienza del ritorno delle donne alla casa paterna. Grazia Deledda, Maria Messina, Alice Ceresa e Anna Banti ne hanno scritto, in modo anche molto diverso, in alcuni dei loro racconti brevi o, nel caso di Ceresa, nel racconto lungo intitolato "La morte del padre". Da questo percorso di letture, nato dagli spunti della professoressa Laura Fortini e dalla giornata di festa #ContaminazioniCeresa che si è tenuta a dicembre 2023, è venuto fuori un articolo che @rivistacattedrale ha accettato di pubblicare. La prima parte è uscita il 14 settembre, mentre da oggi trovate online anche la seconda. Grazie a @rossella_milone e alla redazione per aver accolto questo contributo.#scrittrici #scrittriciitaliane #racconti #graziadeledda #mariamessina #aliceceresa #annabanti #casapaterna #osservatoriosulracconto by @ann.ditta
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2 years ago
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