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La comunicazione politica spiegata.
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In cosa siamo diversi dagli altri?
Sappiamo di cosa parliamo.

- ARIA by @aria.comunicazione
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7 months ago
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Ogni volta che un messaggio politico ti fa sentire in pericolo, fatti una domanda sola: il pericolo è documentato o è evocato?
I fatti spaventano. Le narrazioni terrorizzano.

— ARIA by @aria.comunicazione
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7 months ago
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La comunicazione non si vede. Non si tocca. Eppure decide elezioni, carriere, reputazioni.
Noi la studiamo. Noi la costruiamo.

- ARIA by @aria.comunicazione
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7 months ago
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Se ti sei perso qualcosa, qui trovi gli avvenimenti politici di cui si è parlato di più negli ultimi giorni.

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7 days ago
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14 days ago
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20 days ago
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Una settimana politica tra addii, polemiche, nuovi protagonisti e vecchie dichiarazioni che tornano a galla.

Dalla scomparsa di Emma Bonino alle novità dentro Palazzo Chigi, passando per Giovani Democratici, Forza Italia Giovani e il nuovo progetto politico di Fabrizio Corona. E mentre si avvicinano le elezioni, il dibattito sul bollo auto riaccende lo scontro tra governo e opposizioni.

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a month ago
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Un logo già riconoscibile, un cliente che non voleva stravolgerlo e una sfida: migliorare tutto senza perdere la sua identità. #vitadagrafico #creazionelogo #brandesign by @aria.comunicazione
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3 months ago
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L'Italia chiamò 🇮🇹 by @aria.comunicazione
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5 months ago
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6 months ago
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10 gennaio 2013. Berlusconi va da Santoro e Travaglio, nella loro trasmissione. Otto milioni e mezzo di spettatori.
Travaglio chiude il suo intervento con la domanda chiave: "Perché non ha fatto nulla contro mafia ed evasione? Forse lei non poteva dirlo?" È un'allusione pesante a compromissioni e ricatti.
Berlusconi non controbatte. Estrae una lettera e legge l'elenco delle condanne ricevute da Travaglio nella sua carriera. Usa esattamente il metodo che Travaglio aveva appena usato contro di lui. Dopo dirà: "Ho voluto dimostrare come sia facile rovinare la reputazione con un compitino fatto a casa."
È una manovra sofisticata. Non nega le accuse, le rende strutturalmente indistinguibili dalle sue. La simmetria costringe lo spettatore a uscire dal merito e giudicare il metodo — e in quel giudizio Berlusconi ha già vinto.
Poi la sedia. Mentre leggeva, Travaglio si era seduto al suo posto. Berlusconi torna, tira fuori il fazzoletto e pulisce la seduta. Non era preparato — non poteva sapere che Travaglio gli avrebbe preso la sedia. È improvvisazione pura. In tre secondi costruisce un'immagine che sostituisce ogni argomento: Travaglio sporca, io pulisco.
Il dettaglio più rivelatore: Travaglio stesso ha raccontato di non aver visto il gesto in diretta, si era girato. Il colpo di teatro più potente della serata è stato costruito alle spalle della vittima, visibile al pubblico ma invisibile a chi lo stava ricevendo. Pura comunicazione televisiva: la scena si svolge per la telecamera, non per chi è in studio.
Mesi dopo sarebbe arrivata la condanna per frode fiscale. Ma quella sera Berlusconi ha fatto quello che sapeva fare meglio: riscrivere il frame in tempo reale. by @aria.comunicazione
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6 months ago
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Giugno 2016. Pochi giorni dopo il referendum britannico. Renzi è presidente del Consiglio, la BBC lo intervista in inglese. Quello che doveva essere un momento da statista europeo che parla al mondo anglosassone diventa uno dei meme più longevi della politica italiana.
"First reaction, shock." Ripetuto più volte, scandito con accento italiano molto marcato. Quello che voleva essere un commento pesato diventa materiale per anni di parodie.
Il vero problema non è l'accento — molti capi di Stato europei parlano inglese con accenti riconoscibili. Il problema è la sproporzione tra la postura comunicativa e la padronanza del mezzo. Renzi sceglie di parlare in inglese senza interprete, sceglie la BBC, sceglie di esprimere giudizi politici complessi sulla Brexit. Sono argomenti che richiedono precisione lessicale e padronanza retorica.
Quando la lingua non regge il peso del messaggio, il messaggio si perde e quello che resta è la fragilità del veicolo. Chi ha guardato l'intervista da Londra ha probabilmente capito i contenuti senza notare niente di strano. Chi l'ha guardata da Roma ha visto un premier che faticava con una lingua, e questa percezione è diventata il fatto principale della giornata.
Nel 2021, dopo l'assalto a Capitol Hill, il video è tornato virale. Gli italiani lo hanno usato come reazione collettiva a quegli eventi. Quando un momento comunicativo viene metabolizzato così profondamente da diventare linguaggio comune, è difficile recuperarlo nel registro originale.
La lezione tecnica è semplice. In comunicazione politica internazionale ci sono due opzioni: padroneggiare la lingua al punto da poter modulare il registro, oppure parlare nella propria lingua con un interprete. La scelta intermedia — la lingua altrui senza piena padronanza — produce quasi sempre un risultato peggiore di entrambe. by @aria.comunicazione
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6 months ago
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