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'L’anima respira attraverso l’inchiostro'
Vivo e Scrivo Emozioni su Miei Testi e Mie Immagini.
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29 Settembre-C’era una volta una fanciulla che ogni sera si inoltrava da sola nel bosco.

Non aveva paura del buio, ma del silenzio. Quello che portava dentro.

Poi, una notte, lo vide.

Il lupo era lì.
Immobile tra gli alberi. E la guardava.

«Chi sei? Perché mi segui?»

Lui non parlò, ma lei sentì la sua risposta nella mente.

«Non ti seguo. Ti riconosco.»

Avrebbe dovuto averne paura.
Eppure qualcosa le diceva di restare.

Il lupo si avvicinò, tese il muso verso di lei e appoggiò la fronte alla sua.

Fu allora che accadde.

Vide neve sotto le zampe, la luna alta sopra gli alberi, notti trascorse a correre senza voltarsi. Sentì il peso del branco, la libertà, l’istinto. E poi qualcosa che il lupo custodiva ancora più in fondo: un senso di vuoto, una parte segreta di sé che non mostrava a nessuno.

E vide se stessa riflessa nei suoi occhi. La fragilità. Le paure nascoste dietro l’ostinazione e la rabbia. La fame di vita, la dolcezza, il desiderio di restare e, insieme, quello di non perdersi nel farlo.

Sapevano di appartenere a mondi diversi. Esistevano sentieri già tracciati che non potevano percorrere insieme e luoghi nei quali lei non avrebbe potuto seguirlo.

Ma si legarono così.
Non con parole. Nè promesse.

Con qualcosa di molto più difficile da spezzare. Un filo invisibile tra due anime selvatiche che si erano riconosciute e che, per una volta, avevano scelto di non fuggire.

Lei fragilità e istinto.
Lui forza e battito.

E nel punto in cui si incontravano non c’era più paura.

Potevano allontanarsi. Tornare ai propri sentieri. Potevano perfino convincersi che quel legame fosse soltanto un sogno nato nel bosco.

Ma il filo rimaneva.
A volte leggero come un respiro.
A volte teso fino a fare male.

Non erano padrona e bestia.
Non erano preda e cacciatore.

E forse non si appartenevano nemmeno.

Ma c’era un punto preciso, tra il respiro e il battito, dove lui esisteva anche quando non c’era.

Mai abbastanza vicino da appartenerle.
Mai abbastanza lontano per diventare soltanto un ricordo.

E quando la fanciulla appoggiava una mano sul proprio petto, le sembrava di sentire due battiti.

Il suo.
E quello del lupo.

💜 by @barbara.attolini
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17 days ago
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Country...

Voglia di libertà mescolata al bisogno quasi disperato di appartenere a qualcuno.

Nella mente, nel corpo, nell’anima.

Selvatica... ma romantica.

Fatta per correre lontano...

Ma confinata dietro i recinti delle nostre scelte.

Certe sere sanno di whiskey, ricordi sfumati e nostalgia.

E io mi perdo...

Tra le strade vuote al tramonto e vecchie canzoni, inseguendo una favola che non sono riuscita a raggiungere e che non ho ancora smesso di cercare.

Ho un cuore western...

Solitario, forte oltre le barriere, difficile da domare...

Ma, dentro, facile da ferire, e stupido abbastanza per sognare ancora.💜 by @barbara.attolini
79
4 months ago
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Buona Pasqua. 💜 by @barbara.attolini
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6 months ago
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 by @barbara.attolini
63
7 months ago
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Il tempo scorre.
Nell’orologio delle ore rubate alla vita.

Le luci della città si spengono.
Strade. Piazze. Palazzi.
La tua voce che racconta storie senza tempo
mentre mi tieni vicina.

I baci rubati tra la folla.
La bustina vuota di una tisana troppo cara
che ci ha fatto ridere piano.

E le parole sussurrate contro la mia bocca,
mentre la pioggia appannava i vetri
di un mondo che continuava a correre attorno a noi.

Il treno riparte.
Sui binari che mi riporteranno a casa.

Mi lasci la mano.
Ma io ti porto con me.

Ci sono giornate che non possono chiedere niente al futuro.
Si crede, forse, che non ne abbiano il diritto.

Ma esistono.
E restano.
Anche solo per diventare ricordo. 💜 by @barbara.attolini
70
7 months ago
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8 Marzo.
Regalami un fiore.

Una mimosa.
Perché il suo profumo ci ricordi
che dopo ogni inverno sarà ancora primavera.

Una rosa.
Per non dimenticare le battaglie combattute spesso nel silenzio.

Per tutte le volte che abbiamo imparato a sorridere nascondendo le crepe.

Regalami amore.
Per quando siamo stanche, arrabbiate, fragili.

Viviamo di contrasti,
che convivono tutti nello stesso cuore.

Cadiamo. Ci spezziamo.
Ma continuiamo a camminare, 
come se il peso che portiamo dentro non facesse rumore.

Noi.

Perfettamente imperfette.
Semplicemente donne. by @barbara.attolini
79
7 months ago
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14 Febbraio 
Ti Amo?

A volte si dice, senza dimostrarlo mai.
Altre si vive, senza poterlo pronunciare.

L’amore non sempre trova spazio nelle parole.

Non ha una forma. Non ha confini.
A volte fa paura. A volte non si può.

Eppure esiste.

È racchiuso in uno sguardo.
In una carezza. Una voce. 

È sapere che qualcuno c’è, anche se non come vorresti.
È sentirsi, anche quando il silenzio rimane l’unico spazio possibile.

Allora forse non serve dire "Ti Amo"
Basta dire "Mi manchi"

Perché chi ama lo fa con i gesti.
Con il pensiero. In silenzio.

Da vicino. Da lontano.

A tutti quelli che amano, in ogni modo possibile…

Buon S. Valentino 💜 by @barbara.attolini
83
8 months ago
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Passi.
Metallici. Vicini.

Non corro più.
Non ho più fiato, nemmeno per tremare.

Ho paura.
Lo so: arriveranno.
E porteranno via qualcun altro.
O forse me.

Rasati. Nudi. Marchiati.

La pelle brucia dove il numero è entrato, come se anche il corpo
si vergognasse di esistere.

Un numero che non sappiamo nemmeno pronunciare.

«Schnell! Schnell!»

«Muoviti!» gridano. 
Senza guardare.

Non ho più visto nessuno dei miei compagni tornare.

No.
Non ho più visto nessuno.

«6833! Schnell!»

Sono io. È il mio “nome”.
L’ho imparato a riconoscere, prima ancora del mio volto riflesso nel metallo.

Ma oggi, lo so:
sarà pronunciato per l’ultima volta.

Non avrò una tomba. Non avrò fiori.
Non avrò mani che mi stringeranno.

Il fumo sale,
mentre il mondo guarda altrove.
Mentre qualcuno apparecchia per la cena.
Mentre qualcuno ride.

Io, come tanti,
non avrò più voce.

Ma il mio silenzio peserà,
come neve sporca sui tetti della memoria. by @barbara.attolini
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9 months ago
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 by @barbara.attolini
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9 months ago
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 by @barbara.attolini
90
9 months ago
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Guardo la strada che sto percorrendo.
È una striscia d’ombra senza contorno.

Cento, mille, diecimila.

Quanti passi dovrei fare
per tornare a quel momento.

A quando ho cominciato a odiarmi abbastanza
da riuscire a distruggere una parte di me.

A quando ho smesso di scegliere.
Solo perché ormai andava bene così.

Per rabbia. E per vergogna.

Vorrei chiudere gli occhi adesso
e ricominciare da capo.
Per non accontentarmi più.

Respirare la vita
e ridipingere il mio cammino
con colori che non ho mai imparato ad amare.

Vorrei non pensare così tanto.
Accettarmi. Trovare il coraggio.
Avere un’altra possibilità.

Essere libera abbastanza
per dare quel bacio fino in fondo.
Perché dentro, lo so, che lo volevo anch’io. by @barbara.attolini
110
9 months ago
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 by @barbara.attolini
65
9 months ago
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