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Non mi rompete il kazzo con i comportamenti da seguire a seconda dell'età!
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Israele è  l'unica democrazia d'Oriente dove regnano pace e serenità nel pieno rispetto dei diritti umani!🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣 by @carlocartello
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19 anni fa, proprio il 14 ottobre, si spegneva nel carcere di Perugia Aldo Bianzino.
Ancora una volta, nel nostro piccolo, rilanciamo l’appello affinché si riaprano le indagini sulla vicenda e si riaccendano i riflettori sulla sua morte.
Aldo viveva a Pietralunga, un piccolo paese arroccato sui monti ai margini della provincia di Perugia. Per chi come noi c’è stato tante volte, per chi conosce le persone del luogo, per chi insomma è umbro di nascita o di adozione, questa vicenda è ancora più dura da raccontare.
Era una brava persona Aldo, una persona semplice che, come spesso dice Rudra, suo figlio, non aveva mai fatto male a nessuno. Anzi si era sempre speso e prodigato per chi ne aveva bisogno e il suo modo di essere ed il suo carattere emergono dai racconti di tutti quelli che lo hanno conosciuto.
Aveva appena 44 anni quando, il 12 ottobre 2007, alcuni agenti durante una perquisizione nella sua dimora trovano poche piante di marijuana. Piante ad uso strettamente personale.
Lo portano via insieme alla moglie, Roberta, lasciando Rudra, che all’epoca è solo un ragazzino, con la nonna novantenne.
Due giorni dopo, mentre la stanno rilasciando, Roberta chiede di vedere il marito e gli agenti gli dicono che è impossibile perché è deceduto.
La morte di Aldo le viene riferita così.
Per la famiglia inizia un terribile travaglio. La madre e la nonna di Rudra non reggono allo stress e lo lasciano presto, così rimangono lui e i suoi fratelli a combattere la battaglia per sapere la verità sulla morte del padre.
Perché non è affatto chiaro come sia morto Aldo Bianzino.
Secondo la ricostruzione degli agenti, il detenuto sarebbe stato ritrovato esanime nella sua stanza e sarebbe stato condotto davanti all’infermeria per praticare una rianimazione, poi fallita. L’autopsia rileva ematomi cerebrali, lesioni al fegato e alla milza che vengono collegati a “evenienze traumatiche” legate al tentativo di rianimazione. La morte sarebbe stata causata da un aneurisma cerebrale.
I vari processi che seguiranno porteranno alla condanna di uno degli agenti penitenziari per omissione di soccorso. Restano tuttavia moltissimi dubbi che lo  Rudra e i suoi legali - in by @carlocartello
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