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🇯🇵Ambasciatore Ufficiale della Cucina Giapponese
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Finalmente si aprono le porte di どんぐりSTUDIO, il nostro posto magico nel bosco! Abbiamo fissato le prime date per cucinare insieme, degustare le specialità e incontrare Totoro di persona! 
PER INFO, MANDA UNA MAIL A letizia.castroni@outlook.it

🍜 RAMEN 
🥟 GYOZA
🫚STREETFOOD: Okonomiyaki & Yakitori
🍙COMFORT FOOD: Onigiri & Zuppa di miso
🫘DORAYAKI & Cerimonia TÈ MATCHA🍵

Disponibilità limitatissima! 
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#どんぐりSTUDIO
#ichigoichie #laviadellafelicità #washoku
#hirocartoonfood #japan #hiroinjapan by @chef_hiro
53
a year ago
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Domani, 10 ottobre, è OKONOMIYAKI NO HI (お好み焼きの日), il Giorno dell’okonomiyaki. 
La data è stata scelta perché legata a un gioco di parole che evoca lo sfrigolio prodotto dalla cottura dell’okonomiyaki su una piastra o su una padella, che si pronuncia ju ju (10 10). Il nome deriva da okonomi, che significa letteralmente “tutto quello che vuoi”, e yaki, “cotto alla piastra”: è una specie di pancake salato o frittata ricca condita, a base di uova con l’aggiunta di una varietà di tanti altri ingredienti gustosi. Ci sono due versioni legate alla città di provenienza, Osaka o Hiroshima: il primo, più noto e tradizionale, il secondo, più tenero e con l’aggiunta di pasta lunga. In ogni caso, si può sicuramente considerare il re dello street food giapponese, insieme ai takoyaki. 
🥚Per la pastella 
• 100 g di farina di grano tenero 
• 3 g di lievito in polvere per torte salate
• 1 uovo 
• 120 g di brodo dashi
🥬Per il composto 
• 150 g di cavolo cappuccio bianco 
• 20 g di cipollotto 
• 15 g di tenkasu
• 15 g di benishoga 
🥓Per l’okonomiyaki 
• 2 foglie di shiso 
• 120 g di fettine di pancetta fresca di maiale 
• qb olio di semi per ungere la padella
🫚Per la finitura 
• qb salsa okonomiyaki 
• qb salsa maionese 
• qb katsuobushi 
• qb alga aonori 
• qb benishoga

Preparazione
PER LA PASTELLA In una bacinella amalgamare tutti gli ingredienti. 
PER IL COMPOSTO Tagliare il cavolo a fettine sottili e il cipollotto a rondelle. In una bacinella versare la pastella precedentemente preparata e incorporare tutti gli ingredienti. 
PER L'OKONOMIYAKI Scaldare una piastra e ungerla con l’olio di semi. Versare il composto creando una forma tonda di circa 12 cm di diametro e 1 cm di spessore. Aggiungere sulla superficie le foglie di shiso e le fette di pancetta di maiale. Cuocere per 7-8 minuti fino a dorare la base dell’okonomiyaki. Voltare l’okonomiyaki e ultimare la cottura.
PER LA FINITURA In un piatto da portata servire l’okonomiyaki e spennellarlo sulla superficie con la salsa okonomiyaki. Strisciare a piacere la salsa maionese e completare con il katsuobushi, l’alga aonori e il benishoga by @chef_hiro
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2 hours ago
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Tamagoyaki (玉子焼き )🥚🫔
al termine tamago (玉子) che significa “uovo”, è la frittata arrotolata giapponese, preparata in una caratteristica padella quadrata e arricchita nel sapore e nel profumo dai condimenti tradizionali: dashi, shoyu e mirin. La tecnica di arrotolamento conferisce la peculiare consistenza soffice e succosa. Si può fare in tante varietà con l’aggiunta di ingredienti di stagione o del territorio.
Ingredienti 
• 4 uova 
• 60 g di dashi 
• 10 g di salsa di soia 
• 7,5 g di zucchero semolato 
• 7,5 g di mirin 
• qb olio di semi per ungere la padella 
Per la finitura 
• 1 foglia di bambù 
• qb daikon grattugiato 
• qb salsa di soia
Preparazione
In una bacinella sbattere le uova e condire con tutti gli ingredienti. Scaldare una padella e ungerla con l’olio di semi. Versare un sottile strato di miscela all’uovo e distribuirlo bene nella padella. Arrotolare la frittata sottile e sospingere il rotolo in avanti. Versare altro composto per coprire nuovamente il fondo della padella, sollevando leggermente il primo rotolo ottenuto in modo che il secondo strato possa aderire al precedente. Continuare a cuocere e a stratificare il rotolo fino al termine della miscela di uovo. Adagiare il rotolo ottenuto su un tappeto di bambù e avvolgerlo per sagomarne la forma. Lasciar raffreddare il rotolo a temperatura ambiente e tagliarlo a fette di 2 cm. In un piatto da portata, stendere una foglia di bambù e disporre le fette di tamagoyaki. Completare con il daikon grattugiato condito con una goccia di salsa di soia.

Tutte le mie ricette nei miei libri "WASHOKU. L'ARTE DELLA CUCINA GIAPPONESE" e "HIRO CARTOON FOOD "✌🏻🇯🇵 by @chef_hiro
6
a day ago
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Autunno, stagione meravigliosa! 🍄‍🟫🍄 by @chef_hiro
1
3 days ago
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Irozukuya / Tofu ni ochite / Usu momiji
色付くや / 豆腐に落ちて / 薄紅葉
Si colora / cadendo sul tofu / pallida foglia autunnale
Le tenui foglie autunnali, ancora di un colore rosso pallido, si ravvivano cadendo sul candore del tofu. È uno dei primi haiku del poeta Basho, scritto all’età di 35 anni mentre cenava in un locale tradizionale di Edo, l’attuale città Tokyo. È un haiku semplice, ma molto vivido. Momiji è l’acero giapponese: tra ottobre e novembre il fogliame assume il suo splendido colore giallo oro o rosso intenso, trasformando ogni luogo in un paesaggio mozzafiato; la “caccia ai colori autunnali” è una delle attività più attese dai giapponesi, come l’Hanami in primavera. È il momento di gustare il tradizionale momijidofu (もみじ豆腐), o tofu d’acero, a cui Basho ha dedicato questo haiku: un piccolo capolavoro che riflette i pensieri di Basho giovane uomo non ancora disilluso dalla vita.
Ottobre è anche il mese degli spiriti e dei mostri, ed ecco comparire, nelle notti piovose, Tofu Kozō (豆腐小僧), o Ragazzo Tofu. È un tipico yokai giapponese, una creatura soprannaturale con l'aspetto di un giovane monaco con un cappello di paglia in testa e un piatto di tofu d’acero in mano: non è malvagio, ma si dice che lecchi di nascosto il tofu che poi offrirà ai viandanti, facendoli così ricoprire di muffa! Comparve improvvisamente in epoca Anei (1772-1781) e divenne rapidamente un personaggio popolare per libri illustrati, spettacoli kabuki, pubblicità, raffigurato anche su ventagli, giocattoli e tessuti. Dal romanzo del 2003 di Natsuhiko Kyogoku, uno dei più famosi scrittori e studiosi giapponesi di yōkai, emerge infatti che Tofu Kozō non è una creatura uscita dalle tenebre del folclore rurale, ma uno yokai moderno, nato in città e creato artificialmente dall'industria editoriale urbana. Da questo romanzo è stato tratto il film d'animazione del 2011 "Tofu Boy": racconta le vicissitudini spettrali di questo personaggio che dal passato viene accidentalmente trasportato ai giorni nostri. 
Una statua di bronzo del Tofu Kozō è situata nella via degli yokai, la Mizuki Shigeru, a Sakaiminato, nella prefettura di Tottori, insieme alle altre 176 che invadono il quartiere dal fascino retrò. by @chef_hiro
1
5 days ago
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TOFU NO HI (豆腐の日) Il giorno del tofu
Istituita nel 1993, la scelta della data deriva dalla consueta assonanza con i numeri che la compongono: 10 (とお) che si pronuncia "to" e 2 (ふた), "fu(ta)". La parola tofu invece è composta dai kanji to (豆), che significa “fagioli” (compresi quelli di soia), e fu (腐), che letteralmente significa “marcio”, termine con cui veniva chiamato originariamente anche un altro tradizionale alimento, il natto (納豆), letteralmente “mettere insieme i fagioli”: quindi il natto e il primitivo tofu erano probabilmente termini assimilabili. Il tofu è un alimento ottienuto dalla trasformazione dei fagioli di soia, lasciati prima in ammollo, poi macinati e addizionati ad acqua naturale. Il liquido lattiginoso che ne deriva viene filtrato e portato a bollore, trasformandosi in latte di soia, che viene fatto cagliare con l’aggiunta di un coagulante composto da sali minerali chiamato nigari (にがり). Il tofu ottenuto viene poi messo in appositi stampi e, a seconda della lavorazione, assume diverse denominazioni: 
momendofu (木綿豆腐), o “tofu di cotone”, più solido e asciutto, lasciato sgocciolare e privato del liquido in eccesso; kinugoshidofu (絹ごし豆腐), o “tofu di seta”, tagliato a pezzi e conservato in acqua naturale, dalla consistenza più soffice e voluttuosa. In commercio si trovano anche tofu già pronti all’uso, come lo yakidofu (tofu grigliato), l’aburaage (tofu fritto), il ganmodoki (tofu condito con altri ingredienti fritti) e il koyadofu (tofu liofilizzato), dalla consistenza spugnosa, prodotto già in epoca remota. C’è un’ironica espressione giapponese che dice: «Tofu no kado de atama wo butsukete shinu» (豆腐の角で頭をぶつけて死ぬ), cioè «Muori battendo la testa su un angolo di tofu», che si usa per ironizzare sulle persone noiose o permalose (visto che è matematicamente impossibile morire battendo la testa sul tofu, dal momento che è sofficissimo!). 
Nel mio libro WASHOKU ci sono tante ricette molto buone con vari tipi di tofu! 
Buon 2 ottobre a tutti 🧊
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#tofuday #ichigoichie ##laviadellafelicità #washoku #hiroinjapan by @chef_hiro
1
7 days ago
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Benvenuto Ottobre, mese del cambio di stagione! In giapponese si chiama comunemente Juugatsu (十月), o Decimo Mese, ma anche Kannazuki (神無月), o “Luna senza Dio”, secondo l’antico calendario lunare e corrisponde al primo dei tre mesi d’inverno. È il mese in cui si celebra il Giorno dello Sport, del tofu, dei funghi, dei kaki, del cosiddetto "primo amore" e di Halloween con i suoi mostri e leggende. Oggi in particolare, il 1° ottobre in Giappone è Tonkatsu Day, il giorno dedicato al tonkatsu (とんかつ), la famosa cotoletta di maiale impanata e fritta, dai termini ton, che significa “maiale”, e katsu, “impanato e fritto”, in questo caso con il panko, il pane grattugiato giapponese ottenuto dal pancarrè essiccato in forno e ridotto in fiocchi, che conferisce a questa frittura la sua tipica croccantezza leggera, friabile e sempre molto appetitosa. La data di oggi è stata scelta perchè tonkatsu ha una pronuncia simile a to (とお), il numero 10, e katsu (勝つ), che significa "vittoria", "vincita", "essere il numero 1", anche nel senso di "vigoroso", “pieno di energia". È per questo motivo che il tonkatsu si prepara spesso prima di un esame scolastico o di una gara sportiva per augurare un ottimo risultato 🤞🏻⚽️🏐🥋🏆🥇
🥩 RICETTA
Ingredienti (per 2 persone) 
• 2 braciole di maiale 
• Farina di grano tenero q.b.
• 1 uovo
• Panko q.b.
• Olio di semi per friggere q.b.
• Sale q.b.
• Pepe q.b.
Per la finitura 
• Cavolo cappuccio bianco 
• Salsa tonkatsu 
• Salsa di sesamo 
🟠 Procedimento
Battere leggermente le braciole di maiale con un batticarne per ammorbidirle e ottenere uno spessore di circa 2 cm. Condire con il sale e il pepe, infarinare, intingere nell’uovo intero sbattuto e impanare con il panko. 
In una pentola, friggere a 180 °C per 5 minuti fino a ottenere la cottura desiderata. Lasciar scolare su della carta da cucina e condire con il sale. In un piatto da portata servire il tonkatsu insieme a un’insalata di cavolo cappuccio bianco tagliato finemente. Accompagnare con una ciotolina di salsa tonkatsu e una di salsa di sesamo.
Happy tonkatsu day a tutti 🇯🇵✌🏻
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#tonkatsu #ichigoichie #laviadellafelicità #washoku #hiroinjapan by @chef_hiro
2
8 days ago
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In Giappone il 29 settembre è Manekineko no Hi (招き猫の日), il Giorno del manekineko, l'iconico "gatto che chiama" del folklore giapponese, con la sua tipica zampina alzata che invita la fortuna a entrare. La combinazione mese/giorno di questa data (9/29) si pronuncia kurufuku (来る福) che in giapponese significa “fortuna in arrivo”, e infatti il manekineko è un tradizionale simbolo portafortuna: con la sua zampa alzata chiama a sé la fortuna, le fa cenno di entrare ed è per questo viene solitamente posizionato all’ingresso di una casa o di un'attività commerciale, mai in luoghi chiusi o con il muso rivolto all’interno. La zampa destra sollevata dovrebbe attirare il denaro, mentre quella sinistra attirare le persone. Si possono trovare manekineko con entrambe le zampe alzate, che simboleggiano protezione e prosperità, ma non sono troppo popolari perché desiderare troppo non è mai buona cosa. Una delle origini è legata al tempio Gotokuji, presso Setagaya, oggi il secondo quartiere più grande di Tokyo. Durante un forte temporale, un feudatario trovò riparo sotto un albero davanti al tempio. A un certo punto arrivò un gatto bianco che gli fece cenno di seguirlo. Poco dopo l’albero venne colpito da un fulmine: il gatto gli aveva salvato la vita, e così, in segno di gratitudine, l'uomo fece una grande donazione al tempio. Da quel giorno il gatto divenne simbolo di buon auspicio e ancora oggi, si possono ammirare centinaia di manekineko presso il tempio ammirate dai tanti visitatori che vanno lì per esprimere i loro desideri. Il colore del manekineko determina l'effetto desiderato:
🤍bianco: portafortuna generico;
🖤nero: contro le influenze negative;
❤️rosso: allontana malattie e incidenti;
🤎oro: attira la ricchezza;
💛giallo: favorisce buone relazioni;
💚verde: successo negli studi;
💜viola: realizza i sogni nel cassetto;
🩷rosa: aiuta a coronare un sogno d’amore;
💙azzurro: sicurezza, crescita personale e spirituale.
Auguri alla nostra gattina bianca e rossa Tama che è il nostro piccolo tesoro😻
‼️Tutti questi racconti sul Giappone sono raccolti nel mio libro ICHIGO ICHIE LA VIA DELLA FELICITÀ 🇯🇵✌🏻
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#manekineko #neko #ichigoichie #laviadellafelicità #hiroinjapan by @chef_hiro
4
10 days ago
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Aki no Nanakusa (秋の七草), i “sette fiori d’autunno”.
L'autunno è una stagione apparentemente pacata, ma cela grande forza, e abbondanza di frutti e di fiori. Forse meno "celebri" rispetto alle benefiche Haru no Nanakusa (春の七草), le “sette erbe di primavera o del settimo giorno” (consumate durante le festività di Capodanno, in particolare in occasione della festa stagionale del sette gennaio), i fiori autunnali sono altrettanto ammirati per la loro fattura piccola e colorata, ricca di bellezza semplice e spontanea. Molto apprezzati già nel periodo Edo, citati spesso in poesia come simbolo della natura mite e introspettiva della stagione autunnale, della sua transitorietà effimera. Sono raffigurati anche su stampe artistiche, ricamati come motivo su tessuti preziosi come il kimono e impiegati nelle incantevoli composizioni ikebana.
🌱Ominaeshi (女郎花) Patrinia scabiosifolia - Valeriana orientale o dorata, detta anche Fanciulla Fiore, con grappoli di piccoli fiori gialli, simbolo di grazia ed eleganza.
🌾Obana (尾花) o susuki (ススキ) Miscanthus sinensis - Eulalia o erba argentata, o anche “fiore a coda”, con graziose piume che ondeggiano dolcemente nella brezza autunnale.
🌱Kikyo (桔梗) Platycodon grandiflorus -  Campanula o erba a palloncino, con fiori blu o bianchi a forma di stella che rappresentano l'amore immutabile e l'onestà.
🍃Nadeshiko (撫子) Dianthus superbo - Garofano sfrangiato o "a pennacchio", con piccoli fiori arricciati che evocano sentimenti di amore e ammirazione.
🪻Fujibakama (藤袴) Eupatorium fortunei - Fine Line o "erba del vento", con fiori viola pallido dal profumo dolce simile a lavanda, simbolo di purezza e raffinatezza.
🍃Kuzu (葛) Pueraria lobata - Freccia dell’Asia orientale o vite kuzu, rampicante con fiori viola vivaci, simbolo di resistenza e perseveranza, dalla cui radice si produce una fecola impiegata in cucina.
☘️Hagi (萩) Lespedeza - Trifoglio giapponese, dai delicati fiori viola "a chicchi", che ricordano i fagioli rossi azuki di cui è ricoperto l'omonimo dolcino tradizionale consumato durante le celebrazioni di Aki Higan, la Settimana dell’equinozio d’autunno.
Scopri di più nel mio  libro ICHIGO ICHIE LA VIA DELLA FELICITÀ 🇯🇵✌🏻
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#autunno by @chef_hiro
1
12 days ago
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Il nostro pranzetto dedicato alla Luna piena d'autunno! 
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#pranzettiautunnali #aglione #tsukimi by @chef_hiro
7
13 days ago
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Ci siamo...stanotte occhi al cielo, è Tsukimi (‪月見‬), la Festa della luna 🎑🌛🌝
Un’antica leggenda racconta che, durante lo Tsukimi, l'antica pratica di "ammirazione della luna piena d'autunno", sia possibile scorgere la scena del mitico Tsuki no Usagi (月の兎), il coniglio lunare con pestello e mortaio tra le zampe, intento a battere il cosiddetto mochitsuki (餅つき), o “mochi martellante”. La storia racconta di un coniglio, una volpe e una scimmia che un giorno incontrano un vecchio molto stanco e affamato. Ciascun animale si adoperò subito per procacciargli del cibo: la scimmia si procurò della frutta, la volpe del pesce. Il coniglio, nonostante il massimo impegno, non riuscì a trovare niente altro che erba, così decise di offrire se stesso in sacrificio al vecchio gettandosi nel fuoco. Il vecchio era in realtà una divinità e, profondamente commosso dall’eroica virtù del coniglio, decise di riportarlo in vita e farlo vivere sulla luna, affinché tutti potessero vederlo e trarre insegnamento dal suo nobile gesto. Intravedere la sagoma del coniglio che batte il riso durante l’ammirazione della luna piena è dunque un segno beneaugurale: qualcuno crede che stia preparando il mochi per nutrire il vecchio, altri ritengono sia la rappresentazione dello sforzo per garantire al mondo di non soffrire mai la fame. Tutti i giapponesi in questo giorno trovano almeno un momento per alzare gli occhi al cielo a guardare la luna, magari gustando uno speciale dolcino proprio a forma di coniglietto, chiamato tsukimi manju (月見饅頭).
🐰🌝Curiosità: Tsukino Usagi (月野うさぎ), letteralmente “Coniglio della luna”, è il nome originale della famosa eroina dei cartoni animati Sailor Moon, la ragazza discendente dal Regno della Luna, nome poi adattato nella versione in italiano con il soprannome Bunny (“coniglio” in inglese). Anche lei, ovviamente, super ghiotta di mochi!
Tutta la storia è raccontata nel mio libro ICHIGO ICHIE LA VIA DELLA FELICITÀ!
Buono tsukimi a tutti!🌝🌕🐰🎑🌾🍂
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#tsukimi #月見‬ #ichigoichie #laviadellafelicità by @chef_hiro
4
13 days ago
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Ci siamo, è in arrivo Tsukimi (‪月見‬), la Festa della luna 🎑🌛🌝
Anche detto Otsukimi (‪お月見‬) nella sua forma onorifica, deriva dalla parola tsuki, che in giapponese significa "luna", e dal verbo mi(ru), che significa "guardare, ammirare". È una tradizionale pratica giapponese che porta benessere e buona fortuna: si celebra in occasione della Luna piena d'autunno, definita Meigetsu (明月), Superluna o "Luna delle meraviglie", in particolare nella "Quindicesima notte" dell'ottavo mese del calendario lunare, o Jugoya (十五夜), che corrisponde all'incirca a metà settembre (quest'anno il 26 settembre); e nella "Tredicesima notte" del nono mese dell'antico calendario lunare, o Jusanya (十三夜), verso la metà di ottobre del calendario moderno🌝🌚
In Giappone, il cosiddetto katamitsuki, cioè non riuscire a vedere la luna dallo stesso posto, o vederla solo in una delle due notti, si crede non sia segno di buona fortuna. Per l'occasione, si realizzano decorazioni con il susuki (ススキ), o Miscanthus sinensis, una pianta ornamentale dai numerosi pennacchi, anticamente scelta per la sua somiglianza con gli steli di riso, simbolo di un raccolto abbondante🌾 Ammirando la luna, si consumano gli tsukimi dango (月見団子), dei dolcini tondi a base di riso glutinoso, disposti a piramide di fronte alla finestra, augurio di felicità e buona salute per l’anno successivo🎑 Si considerano vere e proprie offerte alla luna anche tanti altri prodotti di stagione, come patate dolci, castagne, fagioli, taro e edamame🌰🫘🍠 Molti giapponesi preferiscono invece godersi la luna vedendola riflessa sulla superficie di un buon bicchierino di sakè🍶
Curiosità: praticando lo tsukimi, tutti sperano di scorgere la scena del leggendario Tsuki no Usagi (月の兎), il coniglio lunare con pestello e mortaio tra le zampe, intento a battere un mochi, esempio di nobiltà d'animo e virtù. Tutta la storia è raccontata nel mio libro ICHIGO ICHIE LA VIA DELLA FELICITÀ!
Buono tsukimi a tutti!🌝🌕🐰🎑🌾🍂
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#tsukimi #月見‬ #ichigoichie #laviadellafelicità by @chef_hiro
6
14 days ago
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