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La spontaneità e l’attesa di un’epoca in cui si ascoltavano i risultati in radio. Nostalgia di un calcio come non lo avete mai rivissuto...⚽
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Girone di Champions League, San Siro. L'Inter di Gigi Simoni ospita il Real Madrid campione d'Europa in carica, guidato da Guus Hiddink, con Raúl, Redondo e Roberto Carlos in campo. Al 50' Zamorano porta avanti i nerazzurri, ma Seedorf pareggia al 59' dopo una serpentina di Savio.

Al 68' Simoni getta nella mischia Roberto Baggio al posto di Zamorano. Il Divin Codino si cala subito nella partita, recupera palloni, si propone in avanti. All'85', dopo un uno-due con Simeone, riceve palla al limite dell'area e scarica un destro potentissimo che si infila tra le gambe di Illgner. San Siro esplode. In pieno recupero, al 92', Baggio si ripresenta davanti al portiere tedesco, lo salta con un paio di finte e deposita in rete il gol del definitivo 3-1.

Una doppietta che regala all'Inter il primato nel girone e il passaggio ai quarti, nell'ultima grande notte europea prima dell'inopinato esonero di Simoni poche settimane dopo.

Dove eravate quando avete visto questa doppietta di Baggio?

#domenicalle3 #RobertoBaggio #Inter #ChampionsLeague #Nostalgia by @domenicalle3
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2 hours ago
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28ª giornata di Serie A, Stadio Romeo Menti. Il Parma che scende in campo quel giorno è una delle rose più complete e internazionali del campionato: Buffon tra i pali, una difesa con Cannavaro e Thuram, un centrocampo di qualità assoluta e Di Vaio come terminale offensivo, al suo anno migliore con 15 gol stagionali.

Di fronte, un Vicenza ambizioso guidato da Edy Reja, con Luca Toni e Mohamed Kallon a dare peso e velocità all'attacco biancorosso. I padroni di casa costruiscono diverse occasioni pericolose, ma Buffon risponde presente con una serie di interventi decisivi che tengono inviolata la porta ducale.

All'81' arriva il gol che decide il match: Marco Di Vaio si procura lo spazio giusto e batte il portiere avversario, regalando al Parma tre punti pesanti. Una vittoria di misura, costruita sulla solidità di una rosa che quell'anno chiuderà il campionato al quarto posto.

Chi era il vostro giocatore preferito in quel Vicenza, Toni o Kallon?

#domenicalle3 #Parma #Vicenza #DiVaio #Nostalgia by @domenicalle3
3
a day ago
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Semifinale d'andata di Coppa UEFA, Delle Alpi. La Juventus di Trapattoni, reduce da una stagione complicata in campionato, si affida completamente al suo numero 10 contro il PSG di Weah e Ricardo Gomes. I francesi passano in vantaggio proprio con Weah, costringendo i bianconeri all'inseguimento.

Roberto Baggio prima pareggia i conti con una bella azione personale, poi, in pieno recupero, si incarica di una punizione dal limite dell'area. Rincorsa breve, tocco preciso: il pallone scavalca la barriera e si infila in rete, regalando alla Juve il 2-1 che vale un vantaggio prezioso in vista del ritorno a Parigi.

Una doppietta che consacra definitivamente quella stagione europea di Baggio, capace di trascinare da solo la Juventus fino al trionfo finale in Coppa UEFA contro il Borussia Dortmund. A fine anno arriverà anche il Pallone d'Oro, il coronamento di un'annata irripetibile.

Qual è la punizione di Baggio con la maglia della Juve che ricordate meglio?

#domenicalle3 #RobertoBaggio #Juventus #CoppaUefa #Nostalgia by @domenicalle3
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2 days ago
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Zidane, Juventus 1996/97: la prima stagione bianconera raccontata da ciò che si vedeva già allora. Eleganza, controllo palla, postura, capacità di dare ordine a una giocata senza bisogno di forzarla. Il Delle Alpi è il fondale naturale di quel ricordo e la maglia della Juventus fissa subito l’epoca. Questo post non prova a riassumere una carriera intera: resta dentro una stagione precisa, quando Zidane entrava nel calcio italiano e il suo modo di toccare il pallone iniziava a diventare una firma riconoscibile anche da un singolo fotogramma.

Qual è il primo gesto tecnico che ti viene in mente pensando allo Zidane della Juventus 1996/97?

#domenicalle3 #zidane #juventus #seriea #calcioanni90 by @domenicalle3
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3 days ago
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27ª giornata di Serie A, Delle Alpi. La Juventus di Lippi, lanciata verso il ventitreesimo scudetto, ospita il Milan in un pomeriggio che diventerà un vero e proprio show offensivo. Al 12' Del Piero sblocca su rigore, Boban pareggia dal dischetto al 33', ma due minuti dopo è ancora il numero 10 bianconero a riportare avanti i suoi.

Nella ripresa si scatena Inzaghi: al 60' approfitta di un assist di Deschamps per il 3-1, poi all'83' chiude i conti con un preciso destro sul filo del fuorigioco su lancio di Pecchia. Quattro gol in totale, due a testa, per una coppia d'attacco che quella stagione chiuderà con 39 reti complessive in campionato, trascinando la Juve verso un nuovo titolo.

Una delle esibizioni più prolifiche mai viste al Delle Alpi da un tandem offensivo.

Chi era il vostro preferito tra Del Piero e Inzaghi in quella Juve?

#domenicalle3 #DelPiero #Inzaghi #Juventus #Nostalgia by @domenicalle3
67
4 days ago
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Il Parma 1996/97 aveva volti che bastano da soli a riaccendere una domenica di calcio: Crespo, Chiesa, Buffon e il Tardini sullo sfondo. Una squadra capace di stare stabilmente ai vertici. Niente classifiche della memoria e niente nostalgia generica: solo immagini che fanno tornare in mente un modo preciso di vivere la Serie A, tra attaccanti riconoscibili al primo movimento e uno stadio che sembrava sempre vicinissimo alla partita.

Quale dei tre — Crespo, Chiesa o Buffon — associ per primo al Parma 1996/97?

#domenicalle3 #parma #seriea #calcioanni90 #nostalgiacalcio by @domenicalle3
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5 days ago
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Arrivato a Firenze nel 1993, Francesco Toldo diventa in pochi anni uno dei portieri più affidabili d'Europa. Con Claudio Ranieri in panchina conquista il suo primo trofeo viola, la Coppa Italia 1995/96, seguita dalla Supercoppa italiana vinta proprio contro il suo ex Milan.

La stagione 1998/99 lo consacra definitivamente: terzo posto in campionato, Champions League conquistata, e un torneo che sfiora lo scudetto prima della cessione di Batistuta. A fine anno arriva il riconoscimento di miglior portiere della Serie A e un 14° posto nella classifica del Pallone d'Oro, oltre alla convocazione per gli Europei del 2000, dove si rivelerà tra i protagonisti assoluti della cavalcata azzurra fino alla finale.

Con Roberto Mancini in panchina, nel 2001 arriva anche la seconda Coppa Italia personale, prima di un trasferimento all'Inter che chiuderà un'epoca intera per i tifosi viola.

Qual è la parata di Toldo con la maglia della Fiorentina che ricordate meglio?

#domenicalle3 #Toldo #Fiorentina #Nostalgia #SerieA by @domenicalle3
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5 days ago
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Arrivato nel 1993 dal Napoli, Gianfranco Zola trova a Parma la sua piena consacrazione. Al fianco di Faustino Asprilla forma uno degli attacchi più spettacolari e imprevedibili della Serie A di quegli anni, capace di esaltare un Tardini sempre pieno e innamorato del suo folletto.

Tre stagioni da protagonista assoluto: nella prima chiude vicecapocannoniere del torneo, alle spalle solo di Signori. Con quella classe fatta di tocchi morbidi, cambi di passo repentini e una visione di gioco fuori dal comune, Zola diventa il cuore pulsante di un Parma capace di competere alla pari con le big d'Europa, conquistando la Coppa UEFA nel 1995 e una Supercoppa Europea.

149 presenze e 64 gol in maglia crociata, prima della scelta che lo porterà a Londra nel 1996, dove il Chelsea scoprirà lo stesso genio che il Tardini aveva già imparato ad amare.

Qual è il ricordo più bello che avete di Zola con la maglia del Parma?

#domenicalle3 #Zola #Parma #CoppaUefa #Nostalgia by @domenicalle3
9
6 days ago
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 by @domenicalle3
3
7 days ago
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Semifinale d'andata di Coppa delle Coppe, Camp Nou. La Fiorentina di Claudio Ranieri affronta il Barcellona di Bobby Robson, con Ronaldo, Figo e Stoichkov tra le fila blaugrana. Al 42' Nadal porta avanti i catalani di testa, e per tutto il primo tempo il pubblico non smette di fischiare Batistuta.

Al 62' arriva la risposta: lancio dalla destra, stop di petto, un controllo di coscia per aggiustarsi il pallone, poi un bolide di destro che si infila sotto la traversa. Gol pazzesco. Ma è il gesto successivo a restare scolpito nella storia: Batistuta porta l'indice alle labbra e zittisce i 90.000 del Camp Nou che lo avevano appena deriso.

Il match finisce 1-1, ma al ritorno a Firenze il Barcellona si impone 2-0, eliminando la Fiorentina. Resta però uno dei gesti più iconici mai regalati da un giocatore italiano in trasferta in Europa.

Dove eravate quando avete visto per la prima volta questo gesto di Batistuta?

#domenicalle3 #Batistuta #Fiorentina #CoppaDelleCoppe #Nostalgia by @domenicalle3
13
8 days ago
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Letzigrund di Zurigo, seconda giornata del gruppo C di Euro 2008. L'Italia campione del mondo in carica, guidata da Donadoni, deve ottenere la prima vittoria del torneo contro la Romania di Piturca. Al 55' Zambrotta appoggia male all'indietro, Mutu intercetta e batte Buffon dal limite dell'area. Appena due minuti dopo gli azzurri rispondono: corner di Pirlo, colpo di testa di Chiellini, e Panucci ribadisce in rete da due passi.

Il match resta in equilibrio fino all'80', quando l'arbitro norvegese Ovrebo assegna un rigore alla Romania per un contatto tra Panucci e Niculae. Sul dischetto si presenta lo stesso Mutu, ma Gianluigi Buffon vola alla sua destra e respinge con un intervento prodigioso, mantenendo il risultato sull'1-1 e le speranze azzurre ancora vive nel girone.

Qual è la parata di Buffon agli Europei che ricordate meglio?

#domenicalle3 #Italia #Romania #Euro2008 #Buffon by @domenicalle3
95
9 days ago
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Soprannominato "il Bisonte", Dario Hübner arriva in Serie A a 30 anni, dopo una vita da fabbro e da attaccante di provincia tra Serie C e Serie B. Nessuno scommetterebbe su un trentenne arrivato così tardi nel grande calcio, eppure nella stagione 2001/02, con la maglia del Piacenza, Hübner si laurea capocannoniere della Serie A con 24 gol, a pari merito con David Trezeguet della Juventus campione d'Italia.

A 35 anni diventa il giocatore più anziano di sempre a vincere la classifica marcatori del massimo campionato italiano, record che resisterà fino a Luca Toni nel 2015. Un bomber operaio, come amava definirsi lui stesso, capace di trascinare una squadra di provincia alla salvezza a suon di gol, in un'epoca in cui il campionato italiano era considerato il più forte al mondo.

Un pezzo di storia che racconta bene cosa fosse davvero il calcio di provincia a inizio anni 2000.

Vi ricordate di quando Hubner vinse la classifica marcatori?

#domenicalle3 #Hubner #Piacenza #SerieA2002 #Nostalgia by @domenicalle3
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10 days ago
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