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Milano, manganellate e arresti necessari (ma non per tutti)

Ho passato il weekend guardando video sulle devastazioni di Milano: mandrie di ragazzini che assaltano i negozi. Poi ho visto quello di una sudamericana che tira su i bidoni della spazzatura: ha la kefiah al collo, manifestava per la Palestina. Due italiane buzzurre le lanciano un sacchetto dell’immondizia addosso. Lei urla che quello non eĢ€ manifestare.
Ho visto il video del poliziotto ferito da un sampietrino, sullo sfondo c’eĢ€ piazza Duomo che brucia. C’eĢ€ una italianissima testa di cazzo che urla che lei manifesta per i diritti, e che se un fumogeno l’avesse colpita avrebbe denunciato tutti i poliziotti. Ho visto il video di un ragazzo che riprendeva gli ultimi assalti in via Torino, e dice: ā€œCi sono pure quelli di 11 anniā€. Se ne avvicina uno minaccioso, col volto coperto. Quell’altro gli fa: ā€œMa levati che sei alto un metro e trentaā€. Il piccoletto giustamente si leva. Poi c’eĢ€ un video con due albanesi: noi amiamo l’Italia, con noi i maranza non passano. Poi ci sono i mille video con maranza, arabi di seconda generazione che sfondano le vetrine e rubano. Non c’eĢ€ elaborazione né riflessione oltre il livello ā€œbestiaā€, altrimenti capirebbero che le case popolari in cui vivono, le scuole e gli ospedali in cui vanno li abbiamo costruiti e li paghiamo noi. Noi che paghiamo le tasse da generazioni.

C’eĢ€ un ultimo video, che mi ha colpito: la protesta degli studenti per le condizioni fatiscenti delle scuole a Rozzano. Per una volta hanno azzeccato il tema. Poi peroĢ€ che cosa fanno? Per protestare contro il degrado nelle scuole spaccano tutto.

Intorno, la politica chiacchiera. La sinistra dice che eĢ€ colpa della destra perché ci voleva piuĢ€ polizia. La destra dice che eĢ€ colpa della sinistra perché quelli che sfilavano sono manifestanti di sinistra, proPal e immigrati. Io penso invece che l’80% di quelli che hanno scassato Milano non sappiano niente, volevano solo rubare scarpe e magliette. E che andrebbero manganellati senza pietaĢ€: perché con chi protesta per un’idea si parla e si discute, mentre chi ruba le prende e lo si porta in caserma. by @fabioamassa
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18 hours ago
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19 hours ago
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19 hours ago
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La metafora del parcheggio, ovvero quel che accade nel centrosinistra spiegato malissimo

Immaginatevi un piccolo parcheggio. Non ci stanno neppure una decina di autovetture. Ognuno dei conducenti ha il suo stile. C’eĢ€ chi pensa di essere il piuĢ€ bravo a guidare lungo le strade tortuose. Chi pensa di avere l’automobile piuĢ€ bella. Chi ha una vernice appariscente e chi preferisce uno stile understatement. Chi si vanta di portare sui sedili celebritaĢ€ con cui parlare a lungo.
Ognuna di queste automobili ha la pretesa di essere quella che va più lontano e che vincerebbe la gara con le auto del parcheggio vicino, che pure stanno facendo un gran casino, ma sono solo in tre.
E in questo stretto parcheggio si fanno varie manovre. C’eĢ€ chi si mette in mostra, chi vuole impedire agli altri di uscire per prendere la strada della candidatura a sindaco. Chi propone di fare una gara per capire chi arriva primo. Chi dice una cosa e ne fa un’altra, chi pensa a ostacolare l’altro. Ogni tanto qualcuno mette fuori la testa dal finestrino e dice qualcosa al mondo, per attirare su di sé i riflettori.

Ogni volta sembra esserci la grande svolta. Un giorno ci si sveglia e tutti sembrano pronti a correre lungo la strada delle primarie. Il giorno dopo viene annunciato urbi et orbi, grazie al Mr. Wolf di Elly Schlein, Igor Taruffi, che le primarie nazionali dovranno essere precedenti e scisse da quelle locali. (Ma poi ci sarà il tempo di farle, quelle locali? Boh.)

Un giorno si legge di un’anguriata, il giorno dopo di un attacco al sindaco uscente Beppe Sala, anche lui tra gli osservatori del parcheggino, il quale si incazza e comincia a urlare. La sua voce la sentono tutti perché il rombo dei motori eĢ€ ancora basso. ChissaĢ€ cosa succederaĢ€ quando andranno su di giri.

Ecco, il centrosinistra eĢ€ quel parcheggio. L’altro giorno uno degli uomini piuĢ€ fini della politica milanese mi ha detto: mai come questa volta vedremo se oltre alle manovre c’eĢ€ pure un guidatore che sappia dove si dovrebbe andare. Sono molto d’accordo. Anche se, essendo un cinico e uno scettico, qualche dubbio lo nutro.

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4 days ago
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La lezione spagnola di A Coruna

In Spagna c’eĢ€ un discreto casino, oggi come oggi. Elezioni, scene di piazza e governi che cadono sulla casa. Eppure la Spagna e le sue cittaĢ€ stanno andando alla grande. Anche quelle che meno ti aspetti.

Come nel caso di La Coruna, di cui io ricordavo il Deportivo e una fantastica giornata in viaggio di nozze. L’oceano, le case belle affacciate sulla costa, qualche parco sempre con troppo vento. Ma non mi aveva colpito per forza innovativa. Eppure oggi La Coruna (anzi, A Coruna, come va chiamata ufficialmente) eĢ€ diventata qualcosa di diverso.

Duecentocinquantamila abitanti, un treno che in 3 ore e mezzo porta nella capitale (praticamente come Milano con Roma: miracoli dell’alta velocitaĢ€), e il gigante Zara a due passi, con i suoi 5.500 lavoratori di etaĢ€ media 31 anni.

Il colosso del fashion non eĢ€ stato Dracula nei confronti della cittaĢ€, ma - appoggiato dalle autoritaĢ€ - eĢ€ diventato una sorta di enorme incubatore per startup, artigiani e servizi correlati. Mutatis mutandis, un po’ come fu la Apple con la Silicon Valley.

La sindaca si chiama IneĢ€s Rey e ha fatto cose di sinistra perché eĢ€ di sinistra: soldi sull’edilizia pubblica e un tetto agli affitti. Ma soprattutto, in barba a tutte le ideologie, un rapporto fantastico con Zara.
SiĢ€, si puoĢ€ essere di sinistra e andare d’accordo con i giganti senza pensare che siano tutti sanguisughe senza cuore.

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5 days ago
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Beati coloro che credono nella giustizia perché saranno giustiziati

Ho fiducia nella giustizia. Lo abbiamo sentito ripetere tante volte. Ma chi ha fiducia della giustizia, davvero? Beati quelli che credono nella giustizia perché saranno giustiziati, diceva l’autore satirico Marcello Marchesi. 

Poi ci sono pure quelli che non ci credono, nella giustizia. Come, Baby Gang. Il trapper ha già una valanga di guai con i giudici. Eppure continua a pubblicare i suoi album e i suoi video con armi, fregandosene allegramente dei tribunali. Conseguenze? Boh, per ora questo tizio imperversa uguale a prima mostrando al mondo che la giustizia italiana non vale niente. 

Ho visto un video di Fabrizio Corona, sul quale ho un giudizio molto piuĢ€ sfumato. Corona si eĢ€ fatto piuĢ€ di un giro nelle patrie galere. Poi ha messo online tutta una serie di prodotti che non riesco a giudicare: pazzie false, o pazze veritaĢ€, avevano un unico comune denominatore. Non se ne fregavano nulla delle norme che noi giornalisti dobbiamo seguire. Urla in faccia a una giornalista che eĢ€ una incompetente perché ha obiettato che lui non fa giornalismo di inchiesta. Fiducia nel sistema della giustizia e delle norme da parte di Corona? Zero, infatti li ignora bellamente. 

Ci sono poi inchieste che pencolano da anni, con gli indagati che aspettano di capire se mai diventeranno imputati. E con imputati che aspettano di capire se mai saranno condannati. Ma intanto pagano questo ritardo con le loro vite. 
C’eĢ€ anche un gruppo di agenti di polizia locale nei guai perché avrebbero fatto arresti illegali. Mi ha colpito una frase del comandante Mirabelli, che spiega che in quel corpo non si fa carriera con gli arresti. Ma allora qual eĢ€ il metro di giudizio per promuovere un agente di polizia locale? Non lo so, eĢ€ un tema che attiene alla giustizia ma anche alla sicurezza della nostra cittaĢ€. La veritaĢ€ eĢ€ che la nostra libertaĢ€ eĢ€ in mano a un sistema descrivibile con un secondo aforisma satirico. Beati quelli che non crederanno nella giustizia, perché non saranno giustiziati. Il che eĢ€ una cosa molto molto brutta.

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6 days ago
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Il problema di Milano non è (solo) la sicurezza, ma la crisi economica

Sono un ottimista di natura, altrimenti non farei quel che faccio. Eppure inizio ad avvertire quella brezza che, nella mia esperienza, preannuncia tempesta. Le cose stanno cambiando nell’economia di Milano. E non in meglio. Lo spiego nella puntata di Frontale di questa settimana. 

In un romanzo di Adam Sternbergh ho trovato una definizione per una New York distopica: ā€œApocalisse incrementaleā€, coniata da un opinionista in una rabbiosa filippica sulla lenta morte della cittaĢ€. Non penso che Milano sia a quel punto. Ma ci sono indicatori che non mi fanno stare tranquillo.

Gli uffici: primo trimestre delle locazioni peggiore dell’ultimo lustro, -44%. I canoni crescono nelle vie centrali, tutto il resto cala. Tradotto: uffici piuĢ€ piccoli ma piuĢ€ di rappresentanza. Che facciamo, gioiamo? No. Meno uffici uguale meno scrivanie. Meno scrivanie, meno dipendenti.
Le imprese: a Milano il fatturato cresce dell’1,1% contro il 2,9 della Lombardia. E’ una buona notizia? No. Per le aziende non conta il fatturato, conta l’utile. E con l’elettricitaĢ€ a +19,3% e il gas a +20,7%, puoi anche fatturare di piuĢ€: se i costi corrono piuĢ€ veloci, tutto si deteriora.

Vogliamo qualche altro dato che certifichi la brezzolina che comincia a farsi più fresca? In Lombardia le ore di cassa integrazione calano del 25,5%, a Milano salgono del 6,4%. Le liquidazioni giudiziali in provincia aumentano tra il 14,6 e il 17%, contro il 5% regionale. E gli oneri di urbanizzazione: 188 milioni nel 2019, 105 nel 2024.

Io sono ottimista per natura ma ecco, forse una pensata sulla Apocalisse incrementale bisognerebbe iniziare a farla.

In questa nuova puntata di Frontale trovate anche l’intervista a Siria Trezzi, sindaca assolta dopo un calvario giudiziario, e quella ad Alessandro Onorato, protagonista di un progetto centrista che parte da Roma ma ha le idee chiare anche su Milano. E molto altro.

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6 days ago
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Una riflessione sulla sanità lombarda (e non solo)

Non ho la piuĢ€ pallida idea (o meglio, ce l’ho ma non eĢ€ suffragata da fatti) del perché Matteo Stocco, dg del Policlinico, abbia deciso di mollare tutto e trasferirsi nel settore privato. Alla vigilia dell’inaugurazione del piuĢ€ grande ospedale cittadino, enorme opera che ha contribuito in maniera decisiva a portare avanti insieme al suo presidente, Marco Giachetti. Al quale, oggi, vanno tutti i miei pensieri: la sfida di chi rimane - solo - eĢ€ sempre piuĢ€ pericolosa e piuĢ€ coraggiosa. Ci saranno motivazioni personali ed economiche da parte dell’ormai quasi ex direttore generale, ma non eĢ€ questo il punto. 

Il punto riguarda l’intero settore. La vicenda di Giachetti dovrebbe essere elevata a caso esemplare di quello che sta avvenendo nella sanitaĢ€ pubblica: l’autonomia regionale viene ridotta sempre di piuĢ€, e i fondi nei prossimi anni saranno sempre di piuĢ€ gestiti da Roma. C’eĢ€ poi il modo con cui vengono spesi i soldi. Nel privato non esistono le maree di carte che devono essere prodotte nel pubblico, per provare che tutto eĢ€ stato svolto nel modo piuĢ€ giusto e per tutelare - in teoria - chi prende le decisioni. Ma quando la carta sommerge e minaccia chi deve amministrare quei soldi, quando le procedure sono punitive per chi le deve applicare e rispettare, allora c’eĢ€ un problema che riguarda tutta l’amministrazione dello stato, delle Regioni e dei grandi comuni, che si esacerba nella sanitaĢ€ perché liĢ€ ci sono i gruppi privati che sono sirene sempre allettanti: piuĢ€ soldi, meno rischi, uguale tipo di lavoro. 
Perché rimanere nel pubblico? Perché eĢ€ giusto, si diraĢ€, e si eĢ€ spinti da una forte componente ideale. Ma non dovrebbe essere cosiĢ€: disgraziato il Paese che ha bisogno di eroi, anche perché siamo tutti persone normali che vogliono vite normali. Forse dobbiamo porcelo, questo tema, invece di concionare sul rilancio della sanitaĢ€ pubblica senza provare a far siĢ€ che gli operatori si sentano quel che sono: lavoratori che fanno il loro per il bene comune e ai quali non si possono chiedere atti di eroismo, continuati. by @fabioamassa
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7 days ago
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Sindaco di Milano, il colpo di Mirabelli per Calabresi

Puoi essere su un letto, disteso, senza riuscire a parlare ma comunque incidere sulla politica milanese piuĢ€ di tanti altri che l’uso della parola (ma non del pensiero, evidentemente) ce l’hanno eccome. E’ il caso di Franco Mirabelli, malato grave di Sla, che oggi eĢ€ uscito con una intervista al Corriere nel quale - di fatto - annuncia il suo appoggio a Mario Calabresi. E’ un passaggio importante, anzi direi decisivo, nella difficile campagna per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra a Milano. Perché dopo il primo annuncio della disponibilitaĢ€ del giornalista a correre per la cittaĢ€ il frastagliato corpaccione del Partito Democratico locale non ha accolto la notizia muovendosi piuĢ€ di tanto. Le grandi famiglie, le correnti dei dem meneghini sono rimaste silenti. In attesa. Ora, invece, proprio l’uomo piuĢ€ silenzioso di tutti, Mirabelli, fa la prima mossa. Ed eĢ€ una mossa pesante, perché riguarda Area Dem, che eĢ€ una collettivitaĢ€ ampia e dalla lunga tradizione in cittaĢ€. Ed eĢ€ una mossa pesante perché Franco Mirabelli eĢ€ stato uno dei supporter e sponsor piuĢ€ attivi per Elly Schlein, che oggi deve incassare un nuovo ostacolo nella risoluzione della vicenda milanese. E’ ormai lampante che qualunque scelta faccia la segretaria qualcuno si riterraĢ€ scontento, anche e soprattutto tra i suoi alleati e amici di sempre. E’ una vicenda, quella sotto la Madonnina, che pare essere sempre piuĢ€ simile a un parcheggio nel quale le varie auto si sono talmente affannate a fare manovre di tutti i tipi, inversioni, frenate, giri di volante, che oggi da quel parcheggio non riesce a uscire nessuno per iniziare il cammino verso le prossime elezioni. Anche perché gli altri, ovvero i competitor del centrodestra, al netto delle fibrillazioni degli ultimi tre-quattro giorni, con dichiarazioni che in larga parte sembrano di persone a cui eĢ€ scappata la frizione, entro l’inizio di novembre sembrano essere pronti a mettersi in viaggio.

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8 days ago
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Le elezioni di Milano non le vince chi la spara più grossa

Calmieriamo gli affitti privati! Costruiamo nuove case popolari! Costringiamo i fondi e gli sviluppatori a fare quel che diciamo noi! Diamo la precedenza alle cooperative nei progetti! Stiamo giocando, in questa campagna elettorale partita con largo anticipo, a chi la spara piuĢ€ grossa. Anche sulle flotte dei droni sui cieli di Milano mi vien da dire che bisognerebbe calmarsi un secondo: chissaĢ€ che cosa ne pensa l’Enac, l’Enav o chi comunque si occupa degli oggetti volanti nei nostri cieli. Le cose che ho citato sono state non solo dette pubblicamente, ma addirittura messe nei reel, nei video, nei post social. Insomma, nel mondo di oggi eĢ€ come se fossero nel programma elettorale. Peccato che calmierare gli affitti privati sarebbe un filo incostituzionale: magari sentiamo il Tar, o il parere di un giudice amministrativo, sennoĢ€ finisce come il giochino dei comitati su San Siro. Costruire nuove case popolari si potrebbe anche: con quali soldi? Quelli che recupereremo dall’evasione (che vuol dire che sono inesistenti per definizione)? E precisamente i fondi internazionali come li costringi? Ma ci avete mai parlato con un fondo, mi vien da chiedere. Il fondo ha un modo di procedere matematico: io investo x e vorrei y. Se non ho questo rendimento vado da un’altra parte, da Bangkok a Berlino. Ah, e dare la precedenza alle cooperative vuol dire beccarsi quantomeno una causa, e magari una condanna perché favorire qualcuno eĢ€ quantomeno illegale. Sui droni ho giaĢ€ detto. Sui politici che hanno proposto tutto questo invece non c’eĢ€ niente da dire. I cittadini peroĢ€ non sono proprio cretini (credo).

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11 days ago
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Carlo Lucchina, l’uomo che sapeva vedere nel futuro

Gli eredi di Carlo Lucchina - morto a dicembre 2024 - stanno pagando 175mila euro all’erario. Quei soldi li stanno dando allo Stato perché la Corte dei Conti l’aveva condannato a risarcire per la vicenda di Eluana Englaro: l’ex dirigente si era opposto al distacco dei macchinari che tenevano in vita la donna, e cosiĢ€ Beppino Englaro aveva dovuto trasferire la figlia in Friuli.

Lucchina eĢ€ stato commemorato a Varese, con la dedica di una sala a Villa Recalcati, qualche giorno fa. E forse partire in questo pezzo con il caso Englaro potrebbe sembrare la cosa peggiore. Eppure non eĢ€ cosiĢ€. Perché, ironia della sorte, quei 175mila euro di risarcimento  sono oggi una delle spinte all’attuale amministrazione regionale a cercare di normare proprio il fine vita. CosiĢ€ che non ci sia piuĢ€ un caso Lucchina, in futuro. CosiĢ€ che la Regione si prenda le sue responsabilitaĢ€, e non il singolo dirigente o medico.

EĢ€ uno strano destino, quello di Lucchina. Riesce a essere una spinta anche quando non c’eĢ€ piuĢ€. Un po’ come quando, da dirigente apicale della SanitaĢ€ lombarda, si era inventato l’attuale sistema. Un sistema che mostra molte crepe dovute all’usura del tempo, ma che fa siĢ€ che tutta Italia scelga di curarsi in Lombardia.

Mi eĢ€ capitato sotto mano il suo ultimo intervento al Meeting di Rimini, nel 2023. Ha concluso cosiĢ€: ā€œNoi avremo centomila difetti e siamo preoccupatissimi, peroĢ€ le persone non le mandiamo mai fuori, né dagli ospedali né dagli ambulatori quando hanno bisogno. Sono certo che continueremo a farlo anche stavoltaā€.

Lo ha detto anche Bertolaso, ricordando il periodo più buio ma anche più eroico: quello del Covid. Quando fino alle ore piccole lui e Lucchina cercavano di approntare la macchina delle vaccinazioni. E ha fatto qualcosa di più: ha citato anche Enrico Pazzali (la damnatio memoriae prima della sentenza è un grande e orrendo classico in Italia), in prima linea in quel periodo e in quelli successivi, insonne e poi pure infettato dal virus.

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11 days ago
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Rumors&Scazzi: Paolo Romano, Daniele Nahum e Pierfrancesco Majorino

Accade che Paolo Romano, uno dei flotilleros, consigliere regionale del Pd, gran capo dei Giovani Democratici, organizzi due giorni di manifestazione sulla Palestina (titolo: ā€œItalia chiama Palestinaā€). E fin qui, niente di male: che cosa pensi Romano eĢ€ noto all’orbe terraqueo. Sul palco ci vanno diverse persone e gli organizzatori hanno reso noto che nella due giorni ci sono state circa 800 presenze. Insomma, un bel parterre e un bel pubblico. Salvo che Daniele Nahum, che eĢ€ consigliere comunale della maggioranza, eĢ€ ebreo, eĢ€ di Azione fa notare che Pablo Trincia - il re dei podcaster - sotto un suo post commenta: ā€œOvviamente zero empatia di Nahum per i palestinesi, che nel frattempo vengono massacrati dai macellai dello Stato Ebraico nazista e dai suoi ladruncoli di case e terreā€. Commenta Nahum: ā€œIl punto politico eĢ€ gravissimo: un Consigliere Regionale del Partito Democratico offre un palco a chi diffonde questi concetti e accosta Israele al Terzo Reich, mentre Elly Schlein, candidata Premier in pectore, taceā€.

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12 days ago
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