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Assessora urbanistica, verde urbano, smart city, centri storici & città dei 15 minuti per @comunedigenova @avsgenova
PhD s - Paesaggista @p432studio
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Come dice il professore @p_pileri “spellare le città da asfalto, ripristinare suolo e vegetazione vuol dire renderle più resilienti e più abitabili per tutti, sempre”.

In una parola: depavimentazione.
Abbiamo reso Genova la prima città italiana ad averla introdotta nel proprio piano urbanistico, con sgravi fiscali e incentivi per i privati che scelgono di attuarla, regolati da norme dedicate che ne garantiscono la
manutenzione.

Noi intanto partiamo dai luoghi che viviamo ogni giorno. I cortili delle scuole saranno i primi spazi su cui interverremo, trasformando superfici completamente asfaltate in luoghi con alberi, ombra e terreno permeabile. Per finanziare questi interventi abbiamo già destinato più di 250.000 euro recuperati dalle sanzioni paesaggistiche.
E questo è solo l'inizio. taken in Genova, Italy by @fracopp_
3
3 months ago
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Sin dal primo giorno da Assessora all’Urbanistica del Comune di Genova ho lavorato per rispondere a una domanda molto semplice: come possiamo rendere la città più vivibile, più verde e più pronta ad affrontare i cambiamenti climatici?

Da allora non ci siamo mai fermati, e abbiamo ancora tanto da fare. Ma credo sia giusto raccontarvi quello a cui abbiamo lavorato nel primo anno di mandato. taken in Genova, Italy by @fracopp_
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3 months ago
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13 anni pensando al verde urbano solo come elemento decorativo, slegato dall'urbanistica. Cerco di essere diplomatica: credo siano abbastanza.

Anche perché queste politiche ci presentano il conto tutti i giorni, sotto forma di temperature fuori scala, mancanza di ombra e di aria.

Qui ci sono alcune delle azioni che abbiamo portato avanti nel primo anno di mandato, e il Piano del Verde riassume bene la visione che ci guida: creare strumenti che non restino chiusi in un cassetto, trovare soluzioni intelligenti, pratiche, fatte per durare, fondate sui dati e sulle necessità di chi vive i quartieri tutti i giorni, senza rinunciare alla bellezza, che fa sentire bene. taken in Genova, Italia by @fracopp_
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3 months ago
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Genova domani: che città vogliamo essere? Lunedì 26 ottobre, a Palazzo Tursi, il terzo appuntamento del ciclo promosso dal Comune di Genova nell’ambito del programma culturale "Genova e le trasformazioni urbane".

Protagonisti dell’incontro, patrocinato dall’Ordine e dalla Fondazione, saranno  Alberto Iacovoni, architetto, ma0 studio di architettura e Head of Postgraduate – IED Roma, e Francesca Coppola, assessora all’Urbanistica del Comune di Genova, che dialogheranno sul futuro della città e sul ruolo dello spazio pubblico, anche in vista della revisione dello strumento urbanistico comunale.

📍 Salone di Rappresentanza, Palazzo Tursi
📅 Lunedì 26 ottobre 2026, ore 11
🎓 2 CFP con iscrizione su Formagenova taken in Palazzo Doria-Tursi by @fracopp_
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2 days ago
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Restituiamo alla città gli spazi pubblici inutilizzati e dismessi.

Sin dall'inizio del nostro mandato abbiamo lavorato per riattivare aree lasciate al loro destino da troppo tempo, cominciando con l'applicazione della legge regionale sulla rigenerazione urbana, dopo 8 anni di inadempienza, inserendola nel Piano Urbanistico Comunale.

Abbiamo già individuato le prime 32 aree da recuperare, e ne stiamo valutando molte altre.

Stiamo anche attivando gli “usi temporanei” di edifici e spazi in disuso, per dargli fin da subito una funzione sociale, culturale, ambientale o economica, in attesa di trovare una destinazione d'uso definitiva.

E poi ci sono le sperimentazioni per tornare a vivere e condividere piazze e strade, come le domeniche pedonali e Genova #PlayCity. E con il progetto #FuoridalComune vogliamo progettare e gestire assieme alla cittadinanza gli spazi recuperati. In questo contesto verranno favoriti le piccole associazioni e i gruppi di quartiere che fanno più fatica ad accedere alle opportunità pubbliche.

Noi andiamo avanti, intanto vi facciamo una domanda: c'è un'area della città che vorreste vedere rigenerata? taken in Genova, Italia by @fracopp_
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3 months ago
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Tutto bello, tutto giusto, tutto nostro, tutti/e liberi/e, nessuno/a straniero/a ✿
Vogliamo una città più disposta a farci giocare ✿ Abbiamo voglia di spazio, di ascolto e di incontri. Play City è stato un esperimento: rifacciamolo presto ✿
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Foto belle di @andywaves 
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#genovaplaycity by @fracopp_
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19 days ago
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Nella foto sono visibilmente emozionata.

E sì, lo ammetto: @carlosmorenofr per me è un po' un idolo. Carlos Moreno ideatore della città dei 15 minuti.

Oggi all'@internetfest di Pisa abbiamo parlato di città, di prossimità, di futuro. E soprattutto di una cosa che mi sta molto a cuore: come si fa a pensare oltre l'urgenza?

Passiamo moltissimo tempo a rispondere ai problemi delle città, molto meno a immaginare come vorremmo abitarle nel 2100.

La città dei 15 minuti non è soltanto una questione di distanze o di servizi raggiungibili a piedi. È un modo diverso di pensare il tempo, lo spazio e le relazioni. Una nuova grammatica territoriale che mette al centro la vita quotidiana delle persone. Ho parlato anche di una convinzione che mi accompagna nel mio lavoro: l'urbanistica non è innocente. Ogni scelta produce conseguenze, distribuisce opportunità, costruisce o interrompe relazioni. E prendersi cura della città non può significare soltanto mantenerla così com'è.

Abbiamo bisogno di immaginazione, oltre che di strumenti. Di una pianificazione che non pretenda di prevedere tutto, ma che renda possibili futuri diversi.

Poi Carlos Moreno mi ha firmato  il suo libro La città che cura.

E nella foto si vede benissimo che, per qualche minuto, ho smesso di fare l'assessora e sono tornata una studentessa entusiasta. Che forse è una delle cose più belle che possano capitare.

Un grazie speciale ad @antonio_mazzeo1977 per aver organizzato un evento davvero stupendo! taken in Pisa, Italy by @fracopp_
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9 days ago
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“Il piano deve permettere che esista il progetto.”

L’ho scritto mentre parlavo con @annalisametta e da ieri continuo a tornarci. Pianificare non significa immaginare tutto quello che accadrà ma fare in modo che qualcosa possa accadere.

Abbiamo parlato di temporaneità non come precarietà, ma come possibilità di capire. Di manutenzione come progetto che continua. Dell’acqua che può tornare a essere uno spazio e non soltanto un rischio. Degli animali, degli alberi, delle persone: presenze diverse che fanno città nello stesso momento.

E anche del fatto che il verde non è innocente. Può curare, ma può anche escludere. Che quindi non basta aggiungerlo: bisogna chiedersi cosa produce. E che il verde è un colore. Che forse servono nuove parole. Parole nuove per immaginare cose nuove.

L'idea che progettare non significhi necessariamente aggiungere una forma ma creare le condizioni perché qualcosa diventi possibile.

Un piano dovrebbe fare anche questo.
Non disegnare tutto il futuro.
Lasciargli spazio.

Grazie Annalisa, per le domande e per questo bellissimo incontro. E un immenso grazie a Fondazione Ordine Architetti, all'ordine degli Architetti, alla direzione Cultura del Comune Di Genova

Genova domani – che città vogliamo essere?

Foto rubata a @elisabetta.primavera, sul verde che ancora non siamo in grado di accogliere

Gli appunti straordinari di @nicolettapiersantelli

“Il piano deve permettere che esista il progetto.”

L’ho scritto mentre parlavo con @annalisametta e da ieri continuo a tornarci. Pianificare non significa immaginare tutto quello che accadrà ma fare in modo che qualcosa possa accadere.

Abbiamo di temporaneità non come precarietà, ma come possibilità di capire. Di manutenzione come progetto che continua. Dell’acqua che può tornare a essere uno spazio e non soltanto un rischio. Degli animali, degli alberi, delle persone: presenze diverse che fanno città nello stesso momento.

E anche del fatto che il verde non è innocente. Può curare, ma può anche escludere. Che quindi non basta aggiungerlo: bisogna chiedersi cosa produce.

L'idea che progettare non significhi necessariamente aggiungere una forma ma creare le condizioni perché qualcosa diventi po taken in Biblioteca Civica BERIO by @fracopp_
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12 days ago
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Ci sono luoghi che sulle mappe sembrano periferici, ma che, quando li attraversi, raccontano di essere stati al centro di tutto.

Oggi, con la settima Passeggiata Urbanistica, siamo state a Molassana e Struppa. Luoghi nati intorno all'acqua, alle strade che collegavano la città all'entroterra, a una terra fertile che per secoli ha prodotto ricchezza.

Abbiamo camminato tra antichi percorsi, piccoli nuclei abitati, orti, ville, spazi pubblici. E soprattutto abbiamo ascoltato chi questi luoghi li abita, li conosce, li attraversa ogni giorno.

Mi colpisce sempre quanto sapere ci sia nelle persone. Quante cose una carta urbanistica non riesca a raccontare. E quanto cambi la prospettiva quando qualcuno ti indica un sentiero, ti racconta cosa c'era prima, ti mostra un luogo che rischieresti di non vedere.

Le Passeggiate Urbanistiche a mettere in discussione il nostro modo di guardare la città.

Stiamo lavorando a un Piano Urbanistico Comunale capace di riconoscere queste differenze, non di cancellarle. E per farlo dobbiamo continuare a camminare, osservare e, soprattutto, ascoltare.

 > Prossima passeggiata: mercoledì 14 ottobre, a Rivarolo. taken in Molassana by @fracopp_
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8 days ago
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«L’urbanistica si fa con i piedi»
Bernardo Secchi

Noi aggiungiamo: con i territori e con le persone.

Le prime due Passeggiate Urbanistiche nel Municipio VII Ponente ci hanno confermato esattamente questo. Camminare significa uscire dalle mappe per verificarle nei luoghi, guardare la città da vicino, ascoltare chi la abita e mettere insieme conoscenza tecnica, esperienza quotidiana e memoria dei territori.

E significa anche essere disposti a cambiare: il primo perimetro del nucleo storico di Pegli, sul quale stiamo lavorando nel Piano Urbanistico Comunale, sarà modificato sulla base di quanto emerso durante le passeggiate. Ed è questo per noi il risultato più importante: l'ascolto non come passaggio formale ma come parte effettiva della costruzione della città dei 15 minuti. Forse l’urbanistica è più semplice di quanto sembri, quando si comincia dai luoghi e dalle persone.

Queste erano solo le prime due. Non vediamo l’ora delle prossime. 👟 taken in Genova Pegli by @fracopp_
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a month ago
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Ieri al Politecnico di Milano ho parlato di Genova, di suolo e di quello che stiamo facendo per ripensare la città a partire dalle sue fragilità.

La vivibilità delle nostre città non si decide tra vent’anni. Si decide adesso.

Dobbiamo liberare oggi spazio per domani.

Togliere asfalto, rendere i suoli più permeabili, fare spazio agli alberi, all’acqua e alle persone.

Il depaving, DA SOLO, non è la soluzione. È parte di una pianificazione che deve tenere insieme suolo, clima, mobilità, spazio pubblico e qualità dell’abitare. In tutti i suoi strumenti.

E deve partire dalla consapevolezza che la giustizia ambientale è anche giustizia sociale. Il caldo, la mancanza di verde, l’inquinamento, la difficoltà di accedere a uno spazio pubblico di qualità non pesano allo stesso modo su tutti i quartieri e su tutte le persone.

Pianificare non può ridursi a rispondere alle emergenze, ma provare ad anticiparle. Fare oggi scelte i cui risultati vedremo negli anni.

Perché un piano B non c’è. Ma abbiamo ancora la possibilità di decidere quale città lasciare a chi verrà dopo di noi. taken in Politecnico di Milano by @fracopp_
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16 days ago
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Questo fine settimana Genova ha mostrato quanto può essere bella e attrattiva una città quando le persone tornano a vivere insieme i suoi spazi.

Agli Staglieno Days migliaia di persone hanno attraversato uno dei luoghi più importanti della nostra memoria, tra arte, storia, musica e percorsi dedicati alla conoscenza del Cimitero Monumentale. In Corso Italia la @dream_run_santegidio ha unito sport e solidarietà, raccogliendo fondi per le attività della Comunità di @santegidio_genova in Malawi. In Darsena, con Genova PlayCity, abbiamo sperimentato modi nuovi di vivere lo spazio pubblico: giochi, sport, musica, incontri e attività aperte a persone di tutte le età, in un’area della città che vogliamo rendere sempre più vissuta e accessibile.

Ai @giardiniluzzati, il Festival di @nidifioriti ha messo al centro bambine e bambini, famiglie e tutta la comunità educante, con due giorni di laboratori, incontri, spettacoli e attività gratuite dedicate all’infanzia e alla genitorialità.

Quattro appuntamenti diversi, uniti dalla stessa idea di Genova: la volontà di costruire comunità. 

Per me questo è uno dei compiti di una città: creare occasioni per incontrarsi, stare insieme, conoscere luoghi che magari attraversiamo ogni giorno senza viverli davvero. Dare alle famiglie spazi accessibili, ai giovani luoghi in cui ritrovarsi, ai bambini occasioni per crescere insieme e al volontariato possibilità concrete di mettere in circolo energie e competenze.

E c’è anche un tema di sicurezza. Una città più sicura si costruisce con il presidio e il controllo dove servono, ma anche facendo vivere gli spazi pubblici, portandoci persone, attività, cultura, sport, relazioni. Quando una piazza, una passeggiata, un pezzo di Darsena o un luogo della memoria tornano a essere attraversati e condivisi, diventano più forti.

È questa la Genova che vogliamo continuare a costruire: viva, aperta, dove ci siano sempre più occasioni per stare insieme e sentirsi parte della stessa comunità. by @fracopp_
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21 days ago
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