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Femminismi diversità libertà conformismi vecchi e nuovi. PhD DAMS Bologna ICFO Barcelona
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Niente da aggiungere by @genderless.conformism
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2 years ago
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A voi va bene così?
#università 
#studenti by @genderless.conformism
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3 years ago
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Siamo in fase di revisione dei nostri studi e ci appare evidente come l'università sia diventata di nuovo CLASSISTA. abbiamo raccolto dato da insegnanti, tutor, consulenti e studenti.
È molto triste che tra gli studenti questo classismo non venga non solo rilevato ma accettato come normale prassi by @genderless.conformism
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3 years ago
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Ci sono notizie che ti sbattono in faccia il tempo che passa. 
Per noi, vicini ormai ai quarant’anni, la scomparsa di Emma Bonino è un vuoto che toglie il fiato.
Siamo cresciuti con le sue battaglie sullo sfondo, una certezza di libertà mentre tutto il resto diventava precario. 
Oggi ci sentiamo improvvisamente più soli, sospesi, orfani di una fermezza che ci faceva sperare in un futuro diverso.
Se ne va un pezzo della nostra giovinezza e della vita. 
Resta il silenzio, e un senso di smarrimento profondo.

Buon viaggio, Emma. E grazie. by @genderless.conformism
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a month ago
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Simone de Beauvoir e Zaza si incontrarono nel 1917, a soli nove anni, sui banchi di scuola dell'Istituto Désir a Parigi. Per Simone fu un vero e proprio colpo di fulmine intellettuale ed emotivo: Zaza era anticonformista, ironica e dotata di un talento straordinario per il pianoforte. Fu la prima persona a farle capire cosa significasse amare profondamente qualcuno al di fuori della famiglia, diventando la sua "inseparabile".La loro amicizia era fatta di lunghe discussioni sulla libertà, la filosofia e il rifiuto dei ruoli tradizionali che la società borghese dell'epoca imponeva alle donne. Zaza, attraverso la sua musica, riusciva a dare una forma e una voce al caos interiore di Simone, ricordandole chi fosse anche nei momenti di smarrimento.Il legame si interruppe tragicamente nel 1929, quando Zaza morì improvvisamente a soli 21 anni per un'encefalite, schiacciata dal conflitto lacerante tra i suoi desideri di libertà e il rigido controllo della sua famiglia cattolica e conservatrice. Questo trauma segnò Simone de Beauvoir per tutta la vita, spingendola a scrivere di lei nelle sue memorie e nel romanzo postumo Le inseparabili, per mantenere viva l'impronta indelebile che Zaza aveva lasciato nel suo cuore.

Se qualcuno ha lasciato un segno profondo nella tua vita e poi decide di rinnegarlo, il lutto emotivo può essere terribile. Non si tratta solo di elaborare la perdita fisica di una persona, come accadde a Simone de Beauvoir con la morte di Zaza, ma di affrontare il collasso retroattivo di tutto ciò che si è costruito insieme. Quando un legame viscerale viene rinnegato, rifiutato o sminuito da chi lo ha condiviso con te, il dolore si amplifica attraverso dinamiche psicologiche devastanti

Dal punto di vista clinico e analitico, la dinamica  configura una delle asimmetrie più dolorose e scisse della relazione umana. Ci troviamo di fronte a un trauma da disallineamento relazionale: da un lato c’è il Custode della memoria, dall'altro l'Agente dell'oblio (o del rinnegamento).Se per chi ricorda l'esperienza rimane fondante – una pietra angolare della propria architettura psichica –, cosa sta accadendo, a livello profondo, nella mente di chi dimenti by @genderless.conformism
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2 months ago
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Madre Teresa, Lancet, 17 settembre 1994.
Robin Fox, direttore del Lancet, visita la Casa per i Morenti di Calcutta. Tono medico, non polemico. Trova: suore senza formazione che prendono decisioni cliniche. Esami diagnostici rifiutati perché "tendono al materialismo". Un malato di malaria curato con paracetamolo. Nessun analgesico forte nel formulario. Niente morfina per i morenti.
Conclude: Mother Teresa prefers providence to planning.
Centinaia di milioni di dollari raccolti. Strutture deliberatamente primitive. In Haiti riutilizzavano aghi smussati per "preservare lo spirito di povertà". Lei, quando si ammalava, veniva curata in California.
Non era un ospedale. Non era un hospice. Era una scenografia teologica, dove la sofferenza non si curava: si offriva. Più la distanza tra risorse disponibili e servizi erogati era grande, più la santità appariva.
Il punto è sempre lo stesso. 

La distanza tra le premesse, le promesse, e gli esiti.

#motherteresa #lancet #ethics #philanthropy #criticalthinking by @genderless.conformism
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5 months ago
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Non si può fare entrambe le cose. O Carlson è una figura legittima di interlocuzione pubblica, e allora le sue posizioni su donne, gay, vaccini, suprematismo sono tollerabili come "opinioni diverse" all'interno del dibattito democratico. O non lo è, e allora sederti con lui significa contribuire a renderlo tale.
Il "no platforming" — non condividere palcoscenici con figure considerate fuori dal perimetro democratico — è stato per decenni un principio fondante della sinistra progressista. La logica era precisa: un dibattito vero presuppone interlocutori che riconoscono certe basi minime (uguaglianza, diritti, fatti). Chi nega queste basi non viene confutato in pubblico, viene escluso dal pubblico. Perché il solo apparire come interlocutore già normalizza la posizione.
Albanese, scegliendo Carlson, ha rotto quel principio. E non per un calcolo neutro di audience — perché allora dovremmo accettare lo stesso argomento da chiunque vada da Salvini, Vannacci o Meloni quando fa comodo. L'argomento "lo uso per arrivare a un pubblico ostile" è esattamente quello che la sinistra rifiuta quando lo usa qualcun altro. Albanese in quello studio non sta espandendo l'audience della giustizia per Gaza. Sta fornendo legittimazione internazionale a una figura che userà quell'intervista per dire altre cose, ad altri pubblici, in altri contesti.
Il giudizio onesto è questo: è un errore. Non strategico, morale. Si può capire la disperazione di chi non viene ascoltato altrove, si può capire il calcolo, ma il calcolo è sbagliato. Le cause giuste non si difendono indebolendo i principi che le rendono giuste.
E se vale per lei, vale per chiunque. Non è una questione di Carlson o di Albanese. È una questione di che tipo di spazio pubblico vogliamo. Se accettiamo che si può andare ovunque purché si dica la cosa giusta, non resta nessun terreno che non sia merce di scambio.
Grazie a c. by @genderless.conformism
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5 months ago
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Dopo tanti mesi, è diventata casa. Avevi ragione e so che aggiungeresti: "io ho SEMPRE ragione " by @genderless.conformism
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a year ago
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Questo è solo un esempio dei commenti rivolti al compleanno di Liliana Segre. by @genderless.conformism
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a year ago
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È stato grazie a chi ha collaborato al nostro phd,  una persona rara che ringrazieremo a lungo, che abbiamo scoperto questo film.
Margarethe von Trotta, in Italia è uscito come "Anni di piombo".
La terza generazione tedesca era quella che chiedeva ai genitori perché non si erano suicidati, erano i ragazzi che si sono trovati sulle macerie e con il peso dei campi di sterminio.
Le protagoniste piangono guardando i documentari su Auschwitz,  anche io ho lasciato una lacrima ma per tutto quello che rappresentano queste scoperte: la perdita di memoria collettiva,  il rimpianto,  la noia che offrono questi tempi vuoti e senza spessore.  Non riesco a aggiungere altro.
Ho studiato fino al PhD per accorgermi di non sapere nulla, non conosco nulla, non ho niente by @genderless.conformism
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a year ago
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#AccaddeOggi 

Un colpo di cannone fende l'aria. Infrange il silenzio e la fortezza polacca di Westerplatte. Sono le 4:45 di ottantaquattro anni fa, quando la Germania nazista ferisce la città libera di Danzica e invade la Polonia, dando ufficialmente inizio alla Seconda Guerra Mondiale. Il 1 settembre 1939 è una di quelle date impresse a fuoco nella memoria collettiva, assieme ai nomi di capi e dittatori responsabili di un massacro durato 6 anni e che alla fine conterà 55 milioni di vittime a livello planetario: 40 milioni in Europa e 15 milioni nel Pacifico. by @genderless.conformism
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a year ago
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Thank you, dear Queer:Raum München for inviting us, thanks to Merritt Ocracy and Sib Fau Te  for organising this wonderful evening.

Ukrainian culture matters! That is why Munich Kyiv Queer was asked to bring in artists who represent the rich Ukrainian queer culture. Performing: Natalja Ravidovska from Kyjiv on a guitar solo, Samantha Jackson from Odesa and Merrit Ocracy.

Help if you can - www.MunichKyivQueer.org/donations

#StandWithUkraine #SlavaUkraini #HumanRights #LGBTIQ #Ukraine by @genderless.conformism
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a year ago
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