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Gli occhi del Katerin 2026

Realizzato da  @sangregorioalessio 
Art direction  @giusolino @zigzagstudio.it 
Fotografato da @beatosam 
Belle connessioni create da @katerinpub 
Grazie 🙏 w il KATERIN 🌙
#ricohgr taken in Katerin Pub by @giusolino
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4 months ago
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A febbraio del 2000 avevo 13 anni e facevo la terza media. Quell’anno andai a trovare mia nonna un po’ più tardi del mio compleanno così, quando andai, mi diede il regalo di compleanno includendo quello di San Giuseppe: era inizio marzo.

Ho sempre avuto certe fissazioni: non sono una persona che tendenzialmente si affeziona alle cose, ma ho sempre cercato di averne tante di cose, di collezionarle, per cosa mi ricordavano. Per questo motivo, decisi che i soldi di quel regalo li avrei spesi per qualcosa di nuovo. 

All’epoca si iniziava a usare Napster e scaricavo musica senza ordine e senza filtrarla con i miei gusti: un giorno scaricai un brano che aveva un nome mistico: subterranean homesick alien. Poi cercai tutti gli album di quella band. A casa abbiamo sempre ascoltato tantissima musica e di tantissimi generi: mia madre amava il cantautorato e soprattutto Fabrizio De Andrè, mio padre spaziava con facilità da Antonello Venditti ai Genesis, dalla disco degli anni 70 al rock elettronico degli 80. Un giorno tornò a casa con Dreamland di Robert Miles: io l’ho ascoltato nel 1996 in un salotto spazioso, in un lettore CD che era computer Amiga (il CDTV) con un impianto a transistor McIntosh che mammamia.

In quel periodo oltre a scoprire i Radiohead, scaricai per errore un brano che si chiamava How soon i now: quello che poi diventò il brano che meno amo della mia band preferita di sempre. In quel periodo capii quanto mi piaceva capitare nella musica, così decisi che con quei soldi, quelli del compleanno e dell’onomastico, avrei comprato un disco totalmente a caso.

Nello stesso isolato della casa in cui vivo oggi, nel 2000 c’era un negozio di dischi piccolissimo. I CD erano disposti in contenitori orizzontali, pronti per essere sfogliati per genere e in ordine alfabetico, separati da divisori con letterine nere in un font decorato. Sulle pareti spiccavano le griglie con le novità. Cercai di capire col tatto quale fosse il CD in grado di trasmettermi l’energia giusta, per poi lasciarmi guidare dalla vista, perdendomi tra grafiche, foto e illustrazioni in copertina.
Finché fui colpito da un titolo:
Machina/The Machines of God.
37.000 lire. by @giusolino
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4 months ago
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Essere selezionato come reviewer per Il Grande Venerdì di Enzo è già un grandissimo orgoglio, ma quest’anno l’emozione è doppia perché, per la prima volta in assoluto, la più grande portfolio review d’Italia promossa da ADCI arriva a Taranto, la mia città.

Il 5 giugno @mercatonuovotaranto diventerà il centro della creatività pugliese, offrendo un’opportunità straordinaria per l’intera città e per i nostri giovani, che avranno la possibilità di confrontarsi direttamente con alcuni dei migliori professionisti del settore. 
Un appuntamento che assume un significato ancora più profondo a pochi giorni dalla pubblicazione della classifica del Sole 24 Ore sulla qualità della vita per i giovani: un’occasione che accende i riflettori su Taranto come centro di gravità per la formazione e la crescita delle nuove generazioni sul territorio.

Questa giornata è di fondamentale importanza per gli studenti, i giovani creativi e i freelance che desiderano presentare i propri progetti, ricevere feedback qualificati e fare networking, ma è altrettanto cruciale per l’intera industria creativa e per il territorio, che si evolvono proprio attraverso la contaminazione artistica e professionale.

Al termine delle sessioni di portfolio review, il GVDE a Mercato Nuovo continuerà a vivere trasformandosi in una vera e propria festa dedicata a tutti i creativi. Sarà un’occasione informale per incontrarsi, conoscersi e immaginare insieme.

L’appuntamento è per venerdì 5 giugno 2026 dalle ore 15:00 al Mercato Nuovo di Taranto.
Mandami un DM per avere il link per il link per le iscrizioni.

Un enorme grazie a @lucianomarchetti 

@artdirectorsclubitaly #ADCIpuglia #GVDE26 taken in Taranto, Italy by @giusolino
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5 months ago
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Quando sono nato, da qualche giorno era in classifica "Shoplifters of the World Unite" dei The Smiths. #customtype #typography #graphicdesign #poster #1987 by @giusolino
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6 months ago
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Ian possedeva una sintassi puramente fisica.
Articolava il suo pensiero attraverso la presenza costante, riempiendo lo spazio con un modo di fare che da umani chiameremmo entusiasmo.

Reclamava il contatto e imponeva la sua vicinanza con una prepotenza dolcissima: lo odiavo ed amavo quando si poggiava con il muso sul braccio mentre lavoravo al pc. Un peso perentorio che ristabiliva l’equilibrio di tutto il mondo.

Questa densità di affetto, questa dedizione assoluta, spalmata sull’intero giro dell’orologio, é in assoluto la mancanza più grande.

Ian esercitava una sorta di maieutica socratica: ci spiegava le priorità dell’esistenza colmando i nostri giorni di esempi tangibili. Le scadenze, gli impegni o le incombenze perdevano consistenza per rivelarci quello che conta: la vita vera é il tempo che spendi accanto a chi ami.
💔 by @giusolino
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8 months ago
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Ho il male di vivere o è il troppo caffè? by @giusolino
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a year ago
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Lunedì 22 settembre aderiamo allo sciopero generale per esprimere solidarietà alla popolazione palestinese. 🍉 by @giusolino
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a year ago
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Coraggios* come la Pimpa 

#pimpa #50annipimpa #altan #lapimpa #procreate #ipadart #digitalillustration #digitalart #graphicdesign #fanart by @giusolino
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a year ago
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Non ho mai capito perché le palestre debbano essere così irrimediabilmente brutte, come se la bellezza fosse una concessione superflua, un’interferenza. Ambienti grigi imbiancati l’ultima volta nel duemilamai, senz’anima, illuminati con la stessa cura di un parcheggio; tutto funzionale, nulla che conti davvero, aria di gomma e testosterone, musica che fa semplicemente cagare.

Ci prendiamo cura del corpo dentro spazi che sembrano progettati per farcelo dimenticare, come se migliorarsi passasse obbligatoriamente per la rinuncia, come se l’unico parametro fosse il consumo calorico e non la qualità del tempo, la luce giusta, un dettaglio, quell’estetica che ti rimette al mondo anche mentre sudi.

Carmelo Bene criticava l’istruzione che ci educa a dire “questa collina mi è sempre piaciuta” anzichè “sempre caro mi fu quest’ermo colle”, come se le emozioni fossero un vezzo inutile, come se il bello fosse una pratica accessoria. E forse è proprio da lì che comincia il brutto: dall’idea che il bello non serva, che basti funzionare, che basti esserci.

Il problema è che poi il brutto si allarga e dilaga: fa finta di essere pratico, si traveste da necessario, si invita a cena e ti ruba le posate.

Per questo non vado in palestra. by @giusolino
2
a year ago
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Il giorno in cui morirò, non so se andrò in paradiso.
Non so nemmeno se esista, o se esista qualcosa che gli somigli.
Ma se per caso ci fosse davvero, se davvero mi toccasse in sorte un altrove dove tutto è a posto, dove il tempo scorre beato e la stanchezza non si appiccica addosso come fa l’umidità a Taranto a luglio, allora spero che il paradiso sia una colazione eterna.
E non una colazione come quelle degli alberghi, che tutti decantano ma in cui alla fine ci sono solo cornetti vuoti di cartone, pancetta lessa e yogurt sconosciuti con marche piene di caratteri nord-europei.
Deve essere una colazione che ogni giorno comincia con un Angelo che ti dà un bacetto sulla guancia e inizia a recensire biscotti come @davidoneacolazione , ti scalda il latte nella coppa della Champions League ’95/’96, ancora con le impronte di Vialli scolpite sopra, e ti invita ad aprire la Dispensa Celeste.
Creme spalmabili divise per colore, in bellissimi boccacci coperti da un fazzoletto di cotone.
Sicuramente ci sarebbe anche la marmellata di fichi di mia nonna.
Nel mio paradiso, durante la colazione, verrebbe trasmessa (a lungo, ma non in eterno) la sigla del TG5 della mattina, con il segnale orario, il meteo e la borsa con Paolo Trombin. E nessuno avrebbe fretta.
Probabilmente si parlerebbe soprattutto di cosa si mangerà a pranzo… perché, come Dante incontrò solo toscani, io sarei nell’ala pugliese del paradiso.
E in Puglia, a colazione, si parla del pranzo.
Avrei un giorno per bere il tè al bergamotto e mangiare fette biscottate, ricordando le colazioni preparate da mia madre quando non stavo bene; e magari un altro giorno sarebbe quello della colazione col tiramisù, come quando @pastaminuta lo prepara – una volta l’anno – in quantità sufficienti a coprire l’intero anno.
Ci sarebbe un tavolo eterno pieno di Scottex e una moka sempre pronta, già in piedi sul fornello.
Ma se invece il paradiso non esistesse, e tutto alla fine si spegnesse per sempre, senza null’altro… allora avrò fatto bene a godermi ogni singola colazione.
E ad averlo sempre saputo: che, tra tutti i pasti, era l’unico che non si poteva saltare. Neanche nel digiuno intermittente. by @giusolino
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a year ago
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Quando ero piccolo, nella casa in campagna dei miei nonni, la natura ci girava attorno come una presenza domestica.
Si raccoglievano fichi direttamente dai rami, si giocava con il cane, si inseguivano lucertole. Mio nonno piantava gerbere e poi si metteva a riposare sotto una mimosa, mentre io, con la pazienza degli anni senza fretta, cercavo di accudire insetti. Una mantide religiosa, per esempio, durata pochi giorni: ho smesso di nutrirle affetto quando ho scoperto con quale spietata brutalità divorava le falene.
In compenso, avevamo le api del pollo arrosto. Le uniche Api Pollinatrici.

Ma tra tutte le presenze minuscole che abitavano quella casa, ce n’era una che amavo davvero.
Era un insetto piccolo, che se lo prendevi tra pollice e indice si muoveva a scatti improvvisi, con salti e capriole che sembravano impossibili. Ogni volta che ne prendevamo uno in mano, c’era da aspettarsi un click secco e un mega salto, come se dentro avesse un meccanismo a scatto.
Una volta chiesi a mio nonno come si chiamasse e lui senza esitare un attimo disse:

Zumpapàti.

Sono passati più di vent’anni e non solo non ho mai sentito il bisogno di cercare un altro nome, ma più di una volta, con aria seria e tono scientifico, ho dovuto spiegare a qualcuno che sì, quell’insetto si chiama proprio così. Zumpapàti.
Per sempre. by @giusolino
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a year ago
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🚨 Creativi di Puglia, è il vostro momento!
Il Grande Venerdì di Enzo arriva a Bari il 13 giugno: una giornata per mostrare il portfolio, ascoltare consigli, fare domande (e sbagliare, che va benissimo).
Tra i reviewer speciali di questa edizione (e che non vedo l’ora anche io di conoscere dal vivo!): @mauro_bubbico, @marcogoranromano e @ilenia_tesoro.
📍 Biblioteca Metropolitana “De Gemmis” – Strada Lamberti 3.
Posti limitati, iscrizioni su adci.it!

#adcipuglia #GVDE2025 #artdirectorsclub #enzobaldoni taken in Puglia, Italy by @giusolino
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a year ago
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