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Art Curator & Consultant
“Le vent se lève...il faut tenter de vivre”
@galleriagiampaoloabbondio
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Ringraziamo tutte le persone che hanno partecipato alla giornata di inaugurazione di “Un vaso di coccio in mezzo a vasi di ferro”, mostra collettiva a cura di Matilde Scaramellini, @matilde_scaramellini.

Un prezioso momento di incontro attorno alle opere di 11 artiste ed artisti riuniti in un percorso che riflette sul rapporto tra vulnerabilità e persistenza. Ceramica, terracotta, sale e resina diventano materia di una fragilità che non coincide con la debolezza, ma può farsi forma di resistenza: un gesto di cura, memoria e trasformazione.

Ringraziamo il Comune di Todi per il patrocinio e il sostegno all’iniziativa, @comuneditodi.

Un grazie speciale a Cantina Roccafiore, @cantinaroccafiore_, per la preziosa collaborazione.

La mostra vi aspetta a Todi.
📍 Piazza Giuseppe Garibaldi 7, Todi
📅 Tutti i giorni, dalle 13.30 alle 19.30 by @matilde_scaramellini
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15 days ago
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Una nuova luce illumina la notte di Milano. L'opera SILENCE di Peter Belyi  sarà visibile da Piazza San Fedele a ricordarci che non siamo soli. taken in Centro Culturale San Fedele by @matilde_scaramellini
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17 days ago
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[...] s’era dunque accorto, prima quasi di toccar gli anni della discrezione, d’essere, in quella società, come un vaso di terra cotta, costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro.”Alessandro Manzoni.

"È l’immagine con cui Manzoni definisce la fragilità di Don Abbondio di fronte alla forza, al potere, alla violenza del mondo. Ma il vaso di coccio non è solo debolezza: è contenitore, memoria, gesto arcaico, forma primaria dell’abitare umano. È ciò che resiste non per durezza, ma per cura, attenzione, tempo.

La mostra assume questa immagine come una metafora rovesciata: oggi, in un sistema dell’arte spesso dominato da materiali industriali, narrazioni assertive e logiche di affermazione, emergono forme fragili, porose, destinate a mutare o a sgretolarsi. Ceramica, terracotta e terra cruda, sale, resina e altri materiali vulnerabili non si presentano come alternative decorative, ma come atti poetici, spirituali e politici. [...] 

Il vaso si configura come una soglia - tra interno ed esterno, tra vuoto e pieno, tra fragilità e permanenza - e diventa metafora di una pratica artistica che non impone la forma, ma la custodisce, accogliendo e assorbendo tensioni." A cura di Matilde Scaramellini. 

📍È con grande piacere che annunciamo l'inaugurazione della nuova mostra collettiva "Un vaso di coccio in mezzo a vasi di ferro" a cura di Matilde Scaramellini, @matilde_scaramellini.

📅 VERNISSAGE: sabato 26 settembre, ore 12.00-19.00, presso la Galleria Giampaolo Abbondio di Todi, in Piazza Giuseppe Garibaldi, 7 (PG).

🕜 ORARI DI VISITA: tutti i giorni, dalle 13.30 alle 19.30. by @matilde_scaramellini
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2 months ago
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In A Manual for Solitude, @yannisbournias racconta la città come un corpo che trattiene il respiro. Un attimo che segue ad un impatto o forse lo precede. Quando tutto sembra immobile, ma vibra di tensione. È una quiete vigile, carica di forze invisibili, dove la solitudine si rivela nella sua materia più densa.

Nelle città contemporanee abitiamo la stessa sospensione: ciascuno di noi è un piccolo ordigno innescato, un contenitore di pressioni e desideri che sfiorano continuamente l’esplosione. La solitudine non è assenza, ma energia trattenuta, un respiro che si disgrega e si ricompone.

Bournias ci consegna un manuale per sostare in quella soglia, imparando a respirare dentro la frattura. In fondo ogni disintegrazione è anche una rivelazione di forma: il momento in cui la materia dell’esistenza, finalmente liberata, mostra la propria verità dispersa. 

In A Manual for Solitude, Yannis Bournias portrays the city as a body holding its breath. A moment that follows an impact, or perhaps precedes it. When everything seems still, yet vibrates with tension. It is a watchful stillness, charged with invisible forces, where solitude reveals itself in its densest form.

In contemporary cities, we inhabit the same suspension: each of us is a small triggered device, a container of pressures and desires constantly brushing against explosion. Solitude is not absence, but restrained energy, a breath that disintegrates and recomposes itself.

Bournias offers us a manual for lingering on that threshold, learning to breathe within the fracture. After all, every disintegration is also a revelation of form: the moment when the matter of existence, finally released, discloses its scattered truth. 

Open till January 29 @galleriagiampaoloabbondio 
#contemporaryphotoart #artistphotography by @matilde_scaramellini
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a year ago
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Inserita nel contesto della Design Week, la mostra di Tracey Snelling introduce una frizione silenziosa. Mentre Milano celebra progetto, innovazione e forma, il lavoro di Snelling si colloca in un controcampo più inquieto: non come opposizione frontale, ma come attenzione a ciò che accade, che sfugge alle logiche dell’ottimizzazione e della leggibilità immediata. In questo senso, il riferimento alle Vele non viene ridotto a simbolo, ma resta carico delle sue stratificazioni sociali, politiche e abitative, resistendo ad ogni sintesi. Qui il design incontra il limite delle proprie promesse, e l’architettura si rivela come un campo attraversato da forze spesso invisibili, che ne determinano le percezioni e le trasformazioni. 

Tracey Snelling, “Invisible Sun” 
A cura di Gabi Scardi

Vi aspettiamo giovedì, dalle ore 18.00 da Playlist by Giampaolo Abbondio @galleriagiampaoloabbondio 
In via Archimede 73. by @matilde_scaramellini
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6 months ago
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Chiara Sorgato @c.sorgato 
@artefiera_bologna 2026 by @matilde_scaramellini
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9 months ago
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Ça ira
Tra echi rivoluzionari e silenzi rinascimentali, la mostra di Gerhard Merz si apre come un canto di rigorosa speranza. 
I monocromi bianchi, arancioni, verdi, rosa non gridano, ma affermano.
Una ghigliottina bianca e nera sospesa nel tempo,  incide lo spazio, evocando la promessa e il pericolo, del nuovo. 
In dialogo vibrante con l’architettura, la forma si fa pensiero: essenziale, pura. 
Ça ira: andrà, si muoverà, si solleverà.
@galleriagiampaoloabbondio 
A cura di Frank Boehm
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@gipa.7.66 
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@giulia_ladida taken in Galleria Giampaolo Abbondio by @matilde_scaramellini
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a year ago
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Me by @polinamordvinovaph taken in Fiori Artificiali by @matilde_scaramellini
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4 years ago
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📣 Domani, 22 settembre, come galleria, sentiamo il dovere di dichiarare la nostra adesione allo sciopero generale e alla manifestazione che coinvolgerà tutta Italia.

Perché l’arte, quando è autentica, non è mai stata neutrale.

Abbiamo dato spazio ad artisti che hanno affrontato le ferite dell’emarginazione, le ombre della discriminazione razziale, la violenza di genere, la memoria dei genocidi, le lacerazioni della migrazione, la fragilità della libertà.

E continueremo a farlo, perché crediamo che la funzione più alta dell’arte sia quella di restituire umanità ad ogni costo.

Per questo aderiamo.
Perché ciò che accade a Gaza non è soltanto violenza: è l’annientamento deliberato della vita civile, è distruzione sistematica di un popolo, cancellandone la stessa identità e dignità.

Di fronte a questo non possiamo restare in silenzio.
L’arte è e resterà la più universale forma di resistenza e di dissenso.
E la nostra voce, insieme a quella di tanti, si leva per ricordare che non c’è bellezza senza giustizia, non c’è futuro senza umanità, non c’è arte senza partecipazione.

In foto solo alcune delle opere di artisti con cui abbiamo avuto il piacere di lavorare, che hanno dato forma ed immagine a quanto sopra citato e un ricordo del nostro stand ad Arte Fiera Bologna 2025: una denuncia agli orrori della guerra e a chi ne è silenziosamente o dichiaratamente complice. 

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In the photo, just some of the works by artists we have had the pleasure of working with, who gave form and image to what was mentioned above, along with a memory of our booth at Arte Fiera Bologna 2025: a denunciation of the horrors of war and of those who are either silently or openly complicit in them.

Galleria Giampaolo Abbondio #standwithgaza by @matilde_scaramellini
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a year ago
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Delectat et nutrit
#maggio by @matilde_scaramellini
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a year ago
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Living our best lives, with 15 chargers and no charging by @matilde_scaramellini
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a year ago
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Un simbolo può dirsi vivo solo quando è, anche per chi l’osserva,l’espressione migliore e più alta possibile di qualcosa di presentito e non ancora conosciuto. Solo così esso giunge a generare e promuovere la vita.
#jung by @matilde_scaramellini
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2 years ago
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