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Mentre il traffico di transito intasa il San Gottardo, a pagare il prezzo sono ancora una volta i cittadini dell’Alta Leventina. Colonne interminabili da Chiggiogna e Faido fino ad Airolo, con disagi per residenti, attività economiche e persino per i mezzi di soccorso.

La corsia CUPRA doveva contribuire a gestire il traffico, ma restano troppe domande senza risposta: quando viene attivata? Quanto è efficace? E perché i navigatori continuano a riversare le auto sulle strade cantonali e comunali?

Non è accettabile che una valle diventi la valvola di sfogo del traffico autostradale! by @mattinonline
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2 days ago
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Fino a 138,75 MILIONI di franchi di costi supplementari stimati. E chi paga? I contribuenti svizzeri!

Dal dicembre 2022 l’Italia ha sospeso i trasferimenti dei richiedenti l’asilo previsti dagli accordi di Dublino. Tra dicembre 2022 e l’inizio di settembre 2025, secondo i dati citati nell’interpellanza di Lorenzo Quadri, 1’850 casi sono rimasti a carico della Svizzera perché il trasferimento in Italia non era possibile.

Considerando circa 75’000 franchi di costi supplementari per persona, il conto potenziale arriva a quasi 139 MILIONI di franchi. Una stima basata sui dati citati, non un consuntivo definitivo.

Nel frattempo, le promesse di una ripresa dei trasferimenti devono ancora essere verificate con dati concreti.

Fino a quando la Svizzera dovrà farsi carico di costi che potrebbero essere evitati se gli accordi venissero rispettati?

Lorenzo Quadri chiede al Consiglio federale numeri aggiornati, chiarezza sui costi e misure concrete per far rispettare le regole di Dublino. by @mattinonline
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3 days ago
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Il fatto di sangue avvenuto a Biasca e l’arresto di un 17enne siriano riaccendono una questione che non può più essere ignorata: chi entra e viene accolto nel nostro Paese deve rispettarne le leggi!

Daniele Piccaluga, per la Lega dei Ticinesi, chiede al Governo risposte concrete: quali controlli vengono effettuati? Come si prevengono nuovi episodi di violenza? Quanti sono i casi di recidiva? E soprattutto, le espulsioni vengono davvero eseguite?

Servono dati trasparenti, controlli efficaci, coordinamento tra le autorità e conseguenze concrete per chi commette reati gravi.

L’accoglienza non può significare assenza di regole. E la tutela della popolazione non può restare soltanto uno slogan da tirare fuori dopo ogni tragedia. by @mattinonline
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7 days ago
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Insulti, minacce e aggressioni fisiche sono ormai una realtà sempre più frequente sui trasporti pubblici svizzeri.

Alle FFS si parla di circa 10 episodi al giorno ai danni del personale. E il dato potrebbe essere ancora più alto, perché molti casi non vengono nemmeno denunciati.

La situazione è peggiorata soprattutto negli ultimi anni: durante i controlli basta spesso un biglietto non valido per far scattare reazioni aggressive. by @mattinonline
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10 days ago
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Nel 2025 sono state presentate 3’642 domande da cittadini di Algeria, Marocco e Tunisia.

Secondo i dati riportati nell’articolo, solo circa l’1% ottiene l’asilo.

Di fronte a questi numeri, Lorenzo Quadri chiede una stretta: escludere dalla procedura ordinaria d’asilo i richiedenti provenienti da questi tre Paesi e utilizzare le misure previste dalla legge per gestire un fenomeno che, secondo la sua posizione, sta pesando sulle risorse del sistema.

La questione è anche economica e di sicurezza: quante risorse pubbliche devono essere impiegate per migliaia di procedure che quasi sempre terminano con un rifiuto? by @mattinonline
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18 days ago
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In Ticino la disoccupazione registrata è salita al 2,9%, mentre nel secondo trimestre 2026 i frontalieri erano 79’121.

La domanda posta dalla Lega al Governo è semplice: quando un residente si candida per un posto di lavoro, la sua candidatura viene davvero presa in considerazione?

L’interrogazione chiede numeri e controlli concreti: quanti residenti segnalati dagli URC arrivano al colloquio? Quanti vengono assunti? E quando un posto finisce a un frontaliere, esistevano residenti qualificati che avrebbero potuto occuparlo?

E poi c’è il tema degli aiuti pubblici: se un’azienda riceve contributi dal Cantone, è legittimo chiedere risultati verificabili anche sul fronte dell’occupazione dei residenti.

Basta burocrazia di facciata. Se esistono regole per favorire l’incontro tra aziende e lavoratori residenti, devono produrre opportunità concrete e dati verificabili. by @mattinonline
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25 days ago
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In Svizzera circa 743’000 persone, pari all’8,4% della popolazione, vivono al di sotto della soglia di povertà.

E il dato potrebbe essere ancora più significativo: senza le prestazioni sociali, quasi 1,5 milioni di persone si troverebbero sotto questa soglia.

Tra le persone che lavorano, circa 175’000 non riescono comunque a superare la soglia di povertà.

I Centri sociali protestanti sottolineano inoltre che molte persone vivono appena sopra la soglia, con bilanci familiari così fragili da non poter affrontare praticamente nessun imprevisto.

Il problema riguarda quindi non solo chi è ufficialmente considerato povero, ma anche una fascia più ampia di popolazione che vive in condizioni di precarietà economica. by @mattinonline
15
a month ago
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Più lavori, più ti resta. È questo il principio della proposta portata avanti da Stefano Tonini (LEGA) in Gran Consiglio in Ticino per riformare la LAPS.

Oggi può accadere che chi aumenta il proprio lavoro o il proprio salario perda contemporaneamente una parte degli aiuti sociali, rendendo poco conveniente lavorare di più.

Un esempio: 600 franchi di salario in più possono tradursi in soli 100 franchi di guadagno reale, se 500 franchi di prestazioni vengono ridotti.

La proposta di Tonini punta a:
• ridurre gli effetti soglia
• incentivare chi aumenta la propria attività lavorativa
• favorire il rientro nel mercato del lavoro
• rafforzare l’autonomia economica.

L’obiettivo è semplice: la protezione sociale deve sostenere chi è in difficoltà, senza penalizzare chi vuole lavorare di più. by @mattinonline
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a month ago
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Un parco eolico nel canton Soletta è costato 34 milioni di franchi, ma potrebbe ricevere fino a 100 milioni di franchi di sussidi pubblici, e in alcuni scenari persino 135 milioni.

A finanziare questi aiuti sono anche i cittadini, attraverso il prelievo sulla bolletta elettrica. Per i critici è assurdo: si spendono 34 milioni per un impianto e poi se ne potrebbero versare quasi il triplo in sussidi.

La società che gestisce il parco difende invece il progetto, sostenendo che ci sono molti costi e rischi da considerare e che i guadagni reali sono molto più limitati di quanto sembri. by @mattinonline
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a month ago
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L’obiettivo dichiarato è raccogliere le 3’000 firme necessarie per sottoporre la questione al voto popolare; secondo quanto riportato dall’articolo, circa 1’000 sostenitori avrebbero già manifestato la propria disponibilità.

A promuovere la mobilitazione è Ferah Ulucay, che definisce il divieto una misura «islamofoba» e sostiene che studenti e insegnanti debbano essere liberi di scegliere come vestirsi. Il punto più controverso riguarda però il coinvolgimento del Consiglio Centrale Islamico (CCIS), organizzazione legata a esponenti salafiti come Qaasim Illi e Nicolas Blancho. La stessa Ulucay conferma che il CCIS farebbe parte del comitato e fornirebbe sostegno logistico e organizzativo. by @mattinonline
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a month ago
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Dopo Argovia e San Gallo, anche il Canton Zurigo si muove verso un possibile divieto del velo islamico nelle scuole pubbliche.

Il Parlamento cantonale ha approvato una mozione dell’UDC con 87 voti favorevoli, 82 contrari e 6 astensioni. Ora il Governo dovrà elaborare entro due anni un rapporto e un progetto di legge.

Per i promotori, la scuola pubblica deve garantire uguaglianza, integrazione e pari opportunità, senza simboli che possano entrare in contrasto con questi principi.

La questione divide profondamente la politica svizzera: per la sinistra si tratta invece di una limitazione della libertà religiosa. by @mattinonline
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a month ago
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Secondo un’inchiesta del SonntagsBlick, ai funzionari sarebbe stato chiesto di evitare espressioni come “cambiamento climatico” e “biodiversità” nei documenti ufficiali.

Alcuni testi sarebbero stati modificati, sostituendo termini considerati “sensibili”.

Ma il DATEC respinge le accuse: nessuna parola sarebbe stata vietata, e “cambiamento climatico” continuerebbe a comparire nei documenti ufficiali. by @mattinonline
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2 months ago
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