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Sono Gallerani Giorgia☀️📖
Laureata in Italianistica all' Università di Bologna.
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Le voci che hanno fatto la storia della letteratura mondiale. Nel 1909 Selma Lagerlöf diventava la prima donna a ricevere il Premio Nobel per la Letteratura. Da quel momento, soltanto altre 17 autrici hanno ottenuto lo stesso riconoscimento in oltre un secolo di storia.
Ognuna di loro ha portato nel panorama letterario mondiale una prospettiva unica: dalla lotta contro le ingiustizie sociali al racconto delle tradizioni locali, fino alla rielaborazione dei traumi storici e dell'identità.

Nel carosello di oggi ripercorriamo le figure delle prime 8 vincitrici del Premio Nobel:

1. Selma Lagerlöf (1909)
2. Grazia Deledda (1926)
3. Sigrid Undset (1928)
4. Pearl S. Buck (1938)
5. Gabriela Mistral (1945)
6. Nelly Sachs (1966)
7. Nadine Gordimer (1991)
8. Toni Morrison (1993)

🔎Avete mai letto una delle loro opere? Qual è la vostra preferita?

#premionobel #letteratura #scrittrici #books #libri taken in Bologna, Italia by @note_a_margine__
19
2 days ago
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Tutto inizia da un piccolo biglietto nascosto sotto un banco con due semplici parole scritte sopra: “Siamo simili”. È così che nel Giappone degli anni '90 nasce il legame tra due quattordicenni emarginati e vittime di un bullismo atroce. 
Ed è così che il nostro protagonista, chiamato dai suoi aguzzini “occhi storti” e Kojima creano un loro spazio privato, un ideale Heaven che diventa un rifugio segreto dal dolore del mondo, un luogo in cui sentirsi finalmente liberi dalla vergogna. 

Ma ciò che rende Heaven di Mieko Kawakami un romanzo così potente è il modo in cui affronta il senso della sofferenza, mettendo a confronto due visioni opposte. Kojima risponde alla violenza trasformandola in una narrazione quasi religiosa: per lei sopportare il dolore diventa una prova di superiorità morale, un marchio di purezza che la rende speciale, ma che finisce inevitabilmente per fagocitarla. Per il protagonista, invece, la sofferenza non ha alcun significato trascendente: è solo paura, umiliazione e carne ferita. Una consapevolezza che si radica del tutto quando scopre che la violenza dei bulli non ha una giustificazione profonda, ma è pura contingenza, un esercizio arbitrario di potere fatto per scappare dalla noia.

Mentre Kojima rimane prigioniera della sua logica di martirio, il protagonista sceglie la realtà concreta. Il libro suggerisce così che la vera liberazione non sta nel sacralizzare la crudeltà, ma nell'affermare la propria volontà di vivere, guarire e riappropriarsi del proprio corpo. 

A fare da cornice a questa storia c'è una scrittura essenziale e chirurgica, priva di orpelli descrittivi, che riflette perfettamente la dissociazione emotiva del protagonista per sopravvivere al trauma. L’unico aspetto che mi ha lasciata un po’ interdetta è stata la presenza di alcuni personaggi e vicende secondarie che sfumano nel nulla senza una vera risoluzione, ma nel complesso il viaggio emotivo e filosofico resta davvero indimenticabile.

🔎Voi da che parte vi schierate? Credete che la sofferenza possa nobilitare (come pensa Kojima) o che sia solo un dolore inutile da cui fuggire? Qual è l'ultimo libro che vi ha fatto riflettere così a fondo sulla natura umana? taken in Bologna, Italia by @note_a_margine__
25
5 days ago
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Quante volte ci siamo trovati di fronte a un bivio, a chiederci cosa ci fosse dall’altra parte? 🍂

Ci sono scelte che fanno rumore e rivoluzioni che avvengono nel silenzio più totale: una decisione presa a mezzanotte, un desiderio confidato solo a se stessi, il coraggio discreto di cambiare strada.
Ho raccolto 6 romanzi che parlano proprio di questo: di coincidenze che cambiano tutto, di desideri che bruciano sottotraccia e di quella felicità tranquilla che si trova soltanto quando smettiamo di inseguire le aspettative degli altri.

📖 Vi propongo i seguenti titoli:
✦ La musica del caso — Paul Auster
✦ Quattro etti d’amore, grazie — Chiara Gamberale
✦ Stelle per pianeti — Alessio Parmigiani
✦ Bagai — Samuele Cornalba
✦ Gli amanti della notte — Mieko Kawakami
✦ La felicità non fa rumore — Olivia Crosio

🔎A voi quali libri hanno aiutato in momenti di svolta della vostra vita? Avete letto uno di questi libri?

#bookinstagram #books #carosellolibri #cambiamento #reading taken in Bologna, Italia by @note_a_margine__
14
9 days ago
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Abbandonare il lavoro, la casa e salire in macchina. Viaggiare giorno e notte, macinando un miglio dopo l’altro, in fuga da un “io” a pezzi e da una vita andata alla deriva. Ma dove ci si può nascondere dal caos che ci portiamo dentro? Spesso costruiamo la nostra vita pietra dopo pietra (scuola, lavoro, famiglia) fino a sentirci in trappola. E basta un niente per far crollare tutto: una coincidenza, una parola detta o taciuta.

In La musica del caso di Paul Auster, per il protagonista Jim Nashe tutto inizia con l'abbandono della moglie e un'eredità inattesa. Compra una Saab rossa e inizia a vagare senza meta, assaporando un'illusoria libertà assoluta. Ma la vera svolta arriva con l'incontro di Jack Pozzi, un giovane giocatore d'azzardo. Nashe decide di finanziarlo per una partita ad alte puntate contro due eccentrici miliardari. È l'inizio di una trappola kafkiana: Pozzi perde tutto e i due si ritrovano con un debito impossibile da saldare.

Jim Nashe crede di essersi liberato del proprio destino mettendosi in viaggio. In realtà, ogni sua scelta è una cieca spinta autodistruttiva; il viaggio in auto diventa la ricerca inconsapevole di un muro (letterale e metaforico) contro cui infrangersi. Un romanzo spietato e magnifico che non offre risposte consolatorie, ma indaga il nostro disperato tentativo di fuggire da noi stessi e dalla nostra storia.

🔎 Hai mai letto Paul Auster? Ti sei mai sentito intrappolato dalle tue stesse scelte? 

Recensione completa: https://noteamarginee.blogspot.com/2026/10/la-musica-del-caso-di-auster-destino.html

#paulauster #einaudi #bookstagramitalia📚 #recensioni #books taken in Bologna, Italia by @note_a_margine__
20
12 days ago
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L'autunno è ufficialmente iniziato e la mia libreria si è riempita di storie pazzesche. Ecco la carrellata dei libri che ho letto questo mese, dai capolavori imperdibili alle letture meno convincenti:

📚La musica del caso di Paul Auster: Un romanzo ipnotico e claustrofobico, una di quelle letture che ti restano appiccicate addosso. Auster costruisce una parabola esistenziale perfetta sul caso, sul destino e sulle prigioni (reali e mentali) che ci costruiamo. Capolavoro assoluto. 5/5⭐️

📚Santuario di William Faulkner: Cupo, viscerale, sconvolgente. Faulkner esplora il lato più oscuro e corrotto dell'animo umano con una potenza letteraria ineguagliabile. Un classico della letteratura americana che non fa sconti a nessuno, ma che ti lascia senza fiato. 5/5⭐️

📚Gli uomini pesce di Wu Ming 1: Un romanzo affascinante che mescola storia, mito e atmosfere uniche. Wu Ming 1 dimostra ancora una volta una straordinaria capacità di scavar dentro le pieghe del tempo e del territorio. Consigliatissimo per chi ama la narrazione storica non banale. 4/5⭐️

📚Il guardiano di Peter Terrin: Atmosfere tese e un forte senso di attesa. Un romanzo che gioca molto sulla suspense psicologica e sulla solitudine, anche se sul finale avrei voluto qualcosina in più. 3/5⭐️

📚I convitati di pietra di Michele Mari: Lo stile inconfondibile di Mari, colto e tagliente. Un omaggio letterario raffinato, ideale per gli amanti della grande prosa italiana, anche se richiede la giusta concentrazione. 3/5⭐️

📚Bagai di Samuele Cornalba:  Una lettura intima e scorrevole, capace di regalare momenti di autentica riflessione e dolcezza. Un viaggio tra memoria e legami. 3/5⭐️

📚How to survive camping di Bonnie Quinn: Partivo con grandi aspettative per l'ambientazione e la premessa, ma lo sviluppo si è rivelato purtroppo debole e ripetitivo. Peccato, il potenziale c'era tutto! 2/5⭐️

🔎 Qual è stata la lettura più bella che avete fatto a settembre? E quella più deludente?

#wrapup #bookinstagram #books #reading #libridaleggere taken in Bologna, Italia by @note_a_margine__
21
15 days ago
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Pubblicato nel 1999 (ma scritto prima di Fight Club e inizialmente rifiutato perché "troppo disturbante"), Invisible Monsters è un viaggio psichedelico e grottesco nel cuore della nostra ossessione per l'esteriorità.

L’intera vicenda è narrata dal punto di vista di una ex top model all’apice del successo che, in seguito a un misterioso colpo di fucile, viene sfregiata in volto, ritrovandosi senza voce, senza la sua bellezza e privata dell’intera identità sociale. Nell’intento di ricominciare, crea una nuova se stessa dai resti della sua vita in frantumi, legandosi a Brandy Alexander, una donna trans affascinante e sopra le righe. Insieme, danno vita a un folle road trip fatto di case di lusso in vendita, alla ricerca di pillole e farmaci di vario genere e tipo da rubare.

In queste pagine, Palahniuk demolisce spietatamente il culto dell'esteriorità, facendosi profeta di una società dei costumi e dell'apparenza totalmente mercificata. Viviamo in un sistema in cui l'essere umano è ridotto a pura merce da esposizione: per la protagonista, perdere la bellezza significa diventare letteralmente "invisibile" per la società. Nessuno guarda la persona, tutti guardano l'involucro. La chirurgia estetica non è mai presentata come uno strumento di emancipazione, ma come una maschera disperata e coercitiva per aderire a standard impossibili imposti dai media. Di fronte a questo vuoto, i personaggi reagiscono rifugiandosi in un mix tossico di farmaci e droghe per riempire una voragine esistenziale scavata dalla società stessa.
(Continua sotto ⬇️) taken in Bologna, Italia by @note_a_margine__
20
19 days ago
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​Siamo davvero ancora qui a misurare il cervello di una donna dalla lunghezza della gonna? 📐✨
Per anni ci hanno propinato la solita so: se sei “troppo” femminile non ti prendono sul serio, se sei sciatta non hai rispetto, se ti vesti comoda non vali abbastanza. 

Spoiler: sono tutte sciocchezze inventate per metterci un freno.

Puoi guidare un’azienda in tacco dodici, risolvere problemi complessi in tuta e distruggere gli stereotipi in minigonna. Il talento non ha un dress code e non deve chiedere scusa a nessuno.
Nel carosello di oggi vi proponiamo 4 romanzi con protagoniste che se ne fregano delle regole non scritte e delle caselle in cui vorrebbero ficcarle. Donne scomode, contraddittorie e brillantemente (im)perfette. 📚⚡

🔎Qual è la protagonista letteraria che ti ha insegnato a non chiedere mai scusa per chi sei? Dillo nei commenti.

#bookinstagram #books #libri #reading #book taken in Bologna, Italia by @note_a_margine__
25
23 days ago
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Pubblicato nel 1931, Santuario di William Faulkner fu condannato alla sua uscita come un libro “scandaloso”, “pieno di crudeltà sadica” e “orribile”. Concepito inizialmente come un tentativo provocatorio di scrivere un romanzo “commerciale” per fare soldi, fu poi ampiamente riscritto dall'autore fino a diventare una feroce anatomia del male del Sud degli Stati Uniti.

La vicenda si svolge nell’immaginaria contea di Yoknapatawpha, nel Mississippi del Proibizionismo. Temple Drake, una ragazza viziata della “buona società” locale, finisce dopo un incidente d'auto nella proprietà di alcuni contrabbandieri, in una casa in mezzo al nulla. È qui che succede qualcosa di terribile: un delitto inizialmente solo sussurrato e accennato, che il lettore si ritrova a dover ricostruire mettendo insieme i pezzi attraverso lo sguardo di Horace Benbow, un avvocato idealista e nevrotico.

Ma questo libro non è un giallo, non c’è semplicemente un colpevole da trovare. Le domande che emergono con prepotenza dalle pagine sono di natura morale: com'è possibile che il mondo guardi e non faccia niente? Com’è possibile che la giustizia sia più schifosa del crimine stesso? 

L'avvocato Benbow rappresenta infatti l'idealista ingenuo che crede ancora nel valore supremo della legge. Tuttavia, il processo dimostra che la verità dei fatti è del tutto irrilevante di fronte al pregiudizio sociale e al perbenismo ipocrita. Ciò che viene tratteggiato è il fallimento etico e giudiziario di un’intera società, dove la legge finisce per trasformarsi nello strumento che ufficializza e consacra la menzogna. (Continua sotto ⬇️) taken in Bologna, Italia by @note_a_margine__
18
a month ago
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Avete presente quel momento in cui il rumore del mondo diventa semplicemente troppo e l'unica cosa di cui si ha bisogno è scomparire sotto un piumone con una tazza calda? ☕️☁️

La sensazione di burnout non parte solo dal corpo, ma dalla testa: l'ansia di doversi sempre spiegare, di correre contro il tempo o di dover dimostrare di essere impeccabili.

Ho raccolto 4 romanzi che affrontano e rispecchiano quel senso di disagio soffocante: quello alimentato dai modelli di perfezione che la società continua a veicolare, dall’ansia di un tempo che corre senza sosta mentre noi gli arranchiamo dietro e dalla costante paura di non essere o non fare mai abbastanza. 

📖 Per chi si sente sopraffatto dal perfezionismo - Una famiglia americana di Joyce Carol Oates: un ritratto potente che mostra come l'ossessione per un'immagine impeccabile ci isoli, e come la vera pace nasca solo dall'accettare le proprie fragilità.

📖 Per staccare la spina - I volti dell'ombra di Boileau e Narcejac: un thriller psicologico serrato e claustrofobico, perfetto per farsi assorbire completamente da una trama ricca di suspense e dimenticare tutto il resto.

📖 Per ritrovare la lentezza - Le intermittenze della morte di José Saramago: un'opera paradossale e ironica che dilata il tempo narrativo e ci invita a ridimensionare l'ansia della corsa contro il tempo.

📖 Per smettere di rincorrere il tempo - L'invenzione della solitudine di Paul Auster: una riflessione intima che smonta la rigidità del tempo lineare, ricordandoci che il ritmo della mente e degli affetti non segue le lancette degli orologi.

🔎 E a voi quale lettura ha aiutato a riprendere fiato? Ad affrontare la sensazione di burnout?

#bookinstagram #libri #burnout #consiglidilettura #reading taken in Bologna, Italia by @note_a_margine__
39
a month ago
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Il guardiano di Peter Terrin è un romanzo con premesse davvero interessanti che però, secondo me, non vengono sfruttate al meglio.
La prima pagina ci catapulta nel garage di un condominio di lusso insieme a due guardiani, Harry e Michel. Il loro scopo è proteggere gli inquilini da una minaccia esterna tanto pericolosa quanto indefinita. Capitolo dopo capitolo, condividiamo con loro una routine vuota ed estenuante fatta di turni e ispezioni, spezzata solo dai fugaci cenni dei residenti e dalle consegne del cibo.

Poi, l'imprevisto: tutti gli inquilini e i servitori abbandonano improvvisamente l'edificio. Tranne uno.
Da quel momento le consegne scarseggiano, l'organizzazione sembra averli abbandonati e il seminterrato si trasforma in una trappola claustrofobica. Isolati da un mondo che si sussurra sia crollato, i due diventano guardiani e carcerieri di se stessi, mentre una paranoia strisciante prende il sopravvento e rende il narratore sempre più inaffidabile.

È un libro che si inserisce nella letteratura dell'assurdo con echi kafkiani, mostrando come l'essere umano arrivi ad aggrapparsi a regole vuote pur di non affrontare l'angoscia dell'incertezza.

Voltata l’ultima pagina ero più confusa di quando ho aperto il libro. Allucinazione e realtà si confondono al punto da non riuscire a capire se è tutto frutto di un’allucinazione paranoica collettiva o se i fatti narrati sono realmente accaduti. In assenza di fatti reali, il cervello umano rifiuta il vuoto e inizia a inventare. Senza risposte o spiegazioni, la paranoia diventa l’unica realtà dei due protagonisti. Ogni piccolo rumore, ogni sfarfallio delle luci, ogni mosca svolazzante si riempie di significati simbolici o minacciosi.
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26
a month ago
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La storia ce lo insegna: quando un’idea fa tremare, la prima reazione è cercare di censurarla. Ma la verità è che i libri "banditi" o contestati sono quasi sempre quelli che ci costringono a pensare, a farci domande scomode e a guardare il mondo da una prospettiva diversa.

​Dalle grandi opere della letteratura classica ai romanzi contemporanei, la censura non colpisce mai le parole a caso: colpisce la libertà d'pensiero. Leggere un libro proibito non è solo un atto di curiosità, è un gesto di resistenza culturale.

​Ecco 3 motivi per cui dovresti leggerne subito uno:

💡​Sfidano i pregiudizi: Ti spingono fuori dalla tua zona di comfort.

💡​Insegnano l'empatia: Danno voce a storie e realtà spesso rese invisibili.

💡​Stimolano il pensiero critico: Nessuno può dirti cosa pensare se sei abituato a giudicare con la tua testa.

🔎Avete letto uno di questi libri? Quali altri titoli che conoscete hanno subito censura? 

#censura #bookinstagram #books #leggere #libri taken in Bologna, Italia by @note_a_margine__
52
a month ago
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Tokyo Blues / Norwegian Wood di Haruki Murakami non è soltanto una storia d’amore o di formazione, ma la cronaca intima di una condizione inevitabile e complessa: la sopravvivenza al lutto. Spogliato del suo classico realismo magico, Murakami firma qui la sua opera più terrena, trasformando la memoria in una presenza concreta che pesa su ogni singolo passo dei protagonisti.

Al centro della storia c'è l’assenza impalpabile ma ingombrante di Kizuki, toltosi la vita a diciassette anni senza spiegazioni. Quel suo ultimo sorriso, del tutto privo di presagi tragici, scava una voragine profonda in chi resta. Toru e Naoko rimangono prigionieri di un nastro che continua a riavvolgersi all'infinito, alla ricerca disperata dell'istante in cui qualcosa si è spezzato, nell'illusione di poter trovare un senso a ciò che ne è privo.

Da questa voragine nasce una paralizzante paura di vivere. Continuare ad andare avanti genera un sottile e costante senso di colpa, come se la felicità fosse un tradimento verso chi non c'è più. Naoko incarna l'impossibilità di perdonarsi: la sua mente resta incastrata nel giorno della tragedia, traducendosi in un lento e inesorabile ritiro dal mondo. Toru, al contrario, cerca di galleggiare nel distacco emotivo, temendo che legarsi alla solare e vitale Midori significhi esporsi a un nuovo, intollerabile abbandono. La certezza che la morte non sia l'opposto della vita, ma una sua parte intrinseca, non gli regala conforto, ma certifica la vulnerabilità di ogni singolo giorno.
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