Posted On: May 7th 2026, 06:31 am
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CONTOS
Capitolo II
La Súrbile
C’era un tempo in cui nei tanti villaggi della Sardegna, non era raro che le famiglie non riuscissero a sfamare o curare i propri figli, e che, tra i diversi abitanti, ci fossero figure strane, ombrose e ambigue, sempre guardate con sospetto dagli altri. Dalla sintesi di questi due aspetti, forse, è nata la figura della Sùrbile.
Una donna, non per forza buona o per forza malvagia, dopo essersi unta con un particolare unguento, la notte, si trasformava in un gatto (o in una specie di mosca). Era dominata dall’impellente necessità di succhiare il sangue dei neonati, in particolare modo, quelli a cui non erano ancora usciti i primi denti. La Sùrbile non poteva farci nulla, la metamorfosi era la sua natura. Le madri erano terrorizzate dalla misteriosa donna, perciò facevano di tutto per tenere mosche e gatti, lontani dai propri figli.
Nell’opera la Sùrbile è vestita di nero, i tratti grafici sul vestito sono i residui di sangue delle sue vittime, espressi in modo sintetico ed allegorico. La metamorfosi sta avvenendo, la donna diventa gatto, la madre sa cosa sta per succedere, tiene lo sguardo rivolto alla Sùrbile e scappa portando in salvo il figlio, che ignaro di tutto, continua a dormire.
Autrice:
@steziantoniLeggenda: La Súrbile
Foto:@carlo_mod
A cura di:
@urbancenter_ Contos rientra tra le linee di intervento del progetto di rigenerazione territoriale del Comune di Genoni, finanziato dal bando borghi PNRR.