
2 months ago🌹 #storiedilana cose un po' scomode cucite sul morbido 💌 [email protected] 💻 www.storiedilana.com #coseunposcomodecucitesulmorbido #leostriche #malamore #disabilità #diversità #malattiegeneticherare #disturbineurologici #emicraniainvalidante #fibromialgia #famedamore #storiedivitastrappateallaviolenza #dolore #dirittoallavita #dirittoallinfanzia #dirittoallafelicità #amore #arteterapia #scritturaautobiografica #illustrazioni #libritattili #cuciredivoi #amore #cambiare #lanaterapia #racconti #salutementale #psicoanalisi #artigianatocreativo #sopravvivere #handmade
2 months ago2⤵️ appoggia al mondo. E che questo dolore, così netto, così totale, potevo intercettarlo prima. Andava intercettato prima e non toccato. Era il mio interruttore. Non andava trascinato, il corpo, fin laggiù, perché mi avrebbe portato a un cedimento dell'anima. Mai toccato. Non così. Non ancora. Non più.-
2 months ago1⤵️ scelta, a volte si, certo, ma non nel mio caso. Ci si arriva perché il corpo di certe persone è tenuto insieme dai soli pensieri, e diventa un tessuto trasparente, troppo fragile se esposto a certe forze, perché già consumato in alcune zone, più sottile in altre. Il dolore fisico costante non è solo dolore, è uno strappo microscopico al secondo, un cedimento della fibra. E quando la fibra cede, tutto ciò che era centrato si sposta. La percezione si inclina, come un tessuto che perde la sua geometria. La fiducia si assottiglia, la realtà si sfilaccia. In certe ore, in certe città, il dolore diventa una lama che non incide solo la carne, incide l’ordito. Il mio. E allora il mondo si restringe, come un tessuto lavato male. Le persone diventano troppo lontane o troppo vicine, come cuciture sbagliate. Le cose perdono il loro peso, come stoffe che non reggono più la forma. E dentro si accende una forza che non sostiene più niente, una forza che trascina verso ciò che fa male, verso ciò che non nutre, verso ciò che annulla, che soffoca e trattiene a sè. È una calamita che appare solo quando il corpo soffre. Un’attrazione verso lo scarto, verso il fondo, verso ciò che non tiene. Non è desiderio, è cedimento della fibra. È la ricerca di un appoggio nel punto più basso, come se il punto più basso fosse l’unico luogo dove poter scomparire nel tessuto. La centratura del mattino, quella che mi permetteva di vedere il mondo con una chiarezza nuova, quella che dà forma alle cose, e che mi permetteva di stare era svanita. Ero come un tessuto ben teso sul telaio fino a quel momento. Quando la stanchezza, la mia stanchezza, diventa devastazione, il telaio perde la sua tenuta. I fili si allentano, la trama si sposta tutta. E allora manca l’aria. Arrivano le lacrime. Il mondo sembra finito, o troppo grande per essere contenuto. In quella chiarezza dolorosa avevo visto qualcosa che prima non riuscivo a vedere così chiaramente. Che il corpo, quando soffre, cambia la tessitura della percezione. Cambia la direzione dei fili, la densità, la tenuta, il modo in cui ci si ⤵️
