Si è conclusa in Corea del Sud la quinta edizione di
#FriezeSeoul, fiera internazionale di arte contemporanea che quest’anno ha portato in città 130 gallerie da 30 Paesi e territori e più di 70.000 visitatori in quattro giorni.
Per pochi giorni, Seoul diventa infatti un punto di incontro tra artisti, gallerie, collezionisti, curatori e istituzioni internazionali, mentre mostre ed eventi si estendono ben oltre il
#COEX: dal
@seoulmuseumofart al MMCA e al
@leeummuseumofart, fino al
@museumsan_official e alle Neighbourhood Nights nei diversi quartieri della città.
In questo contesto, emerge anche il ruolo crescente delle imprese.
@bvlgari,
@stoneisland,
@fila_global,
@loewe,
@bmw e
@mcmworldwide hanno sviluppato in forme diverse progetti, commissioni e collaborazioni con artisti, mostrando come il rapporto tra arte contemporanea e aziende possa andare oltre la tradizionale sponsorizzazione.
Per approfondire questo tema abbiamo intervistato Goen Choi
@dionisox, vincitrice del
#FriezeSeoulArtistAward2024. A due anni dal riconoscimento, l’artista ci ha raccontato cosa è cambiato concretamente nel suo percorso, il rapporto tra la sua identità di artista coreana e il pubblico internazionale e le opportunità, ma anche le attenzioni necessarie, nelle collaborazioni tra artisti e aziende.
Il suo percorso mostra come un premio, una fiera internazionale e una rete di istituzioni, gallerie e imprese possano incontrarsi senza necessariamente seguire un percorso lineare, contribuendo però a creare nuove occasioni di visibilità e produzione.
Frieze Seoul diventa così anche una lente attraverso cui osservare come sta evolvendo il paesaggio culturale coreano: un ecosistema sempre più internazionale, in cui arte, istituzioni e imprese stanno sperimentando nuove forme di collaborazione.
E per le aziende italiane che guardano alla Corea, questo scenario rappresenta un terreno ancora in costruzione, ma proprio per questo ricco di possibilità.
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