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Astenersi avvelenatori di pozzi
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Estate 2026, svolgimento by @s.ulivi
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25 days ago
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Una regina dei paradossi, Marilyn Monroe, il più evidente è che ancora oggi, a 100 anni dalla nascita, si tenda a concentrarsi più sulla sua morte, di cui si nutre una brutta letteratura gossipara e morbosa che sulla sua vita. Un corpo ultra-mitizzato, come fosse una dea e nello stesso tempo, continuamente offeso da una curiosità da buco della serratura che non ha uguali. Per dire, a cosa serve sapere quante volte abbia abortito? Offesa anche dagli intellettuali del suo tempo, come Norman Mailer con quella definizione orrenda, «la Stradivari del sesso». A 100 anni dalla nascita, Marilyn Monroe non è una reliquia della Hollywood degli anni d’oro. È viva e la sua presenza ci spinge a confrontarci con i nostri preconcetti su bellezza, intelligenza, sessualità e potere, sullo spazio delle donne nella società e nell’immaginario. È uno specchio del nostro sguardo. Che ancora fatica a riconoscerle i meriti. Ognuno ha la sua Marilyn, ognuno vuole la sua Marilyn, e si arriva a dimenticare che brava attrice sia stata. Più moderna di quanto le sia stato riconosciuto. Quando fondò la sua casa di produzione nel 1955 le chiesero «qual è lo scopo principale di questa società?» «Innanzitutto, contribuire a realizzare cose belle», rispose lei. Ne ha fatte tante di cose belle. E chissà quante altre avrebbe potuto farne. Ci ha lasciato un tesoro, ancora da scavare. Grazie per la fiducia a Benedetta Caldarulo, Federica Barozzi e Clementina Palladini, curatrici di «Pantheon», e per il supporto complice nel nostro piccolo scavo collettivo a @piera.detassis @paolo_mereghetti @emiliano_morreale @mariapaolapierini #pantheon #marilyn_monroe by @s.ulivi
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2 months ago
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Con il suo amico Paul Laverty in giuria e la proiezione al Cinéma de la plage di «Terra e libertà» in programma, 31 anni dopo il suo debutto qui a Cannes, era sicuro che Ken Loach avrebbe fatto di tutto per esserci. Sorretto più che dai due bastoni, da due colonne - Paul e Rebecca O’ Brien - ha condiviso la gioia di essere ancora una volta a Cannes, dove pensava non sarebbe più tornato. È stato il loro primo film insieme, O’ Brien già produttrice, Laverty non ancora sceneggiatore bensì attore, nei panni di un miliziano. Felice di esserci lui, contentoni e grati tutti noi. Sul red carpet di «Amarga Navidad» i fotografi hanno posato le macchine per applaudirlo. Sulla spiaggia prima della proiezione, tutti in piedi a spellarsi le mani. Alla prossima, grazie sempre 🙏 #kenloach #cannesfilmfestival #landandfreedom by @s.ulivi
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2 months ago
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Cortocircuiti #cannes #foroitalico by @s.ulivi
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2 months ago
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«Sai, io ho un piccolo debole: i canti della libertà». Lo spiega Milva a Alberto Lupo, prima che lui le lasci la scena per cantare, accompagnata dall’orchestra e dai battimani del pubblico dell’Auditorium Rai di Napoli, «Bella ciao», l’inno della Resistenza. Siamo nel 1968, è l’ultima puntata della prima edizione di «Senza rete», il varietà di Enzo Trapani. Milva aveva reso popolare, su disco e dal vivo, anche la versione delle mondine, la canterà pure a Canzonissima. Leggo che oggi al concertone né partigiani né lavoratrici delle risaie. Ma una vincitrice di X Factor ha pensato bene di non pronunciare la parola partigiano, sostituita con «essere umano» per «allargare il messaggio al mondo». Per dirla con Milva: «Tu non saprai quanta pena / Quale immensa nostalgia / Rattristerà questo cuore /Nel ricordare il passato» by @s.ulivi
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3 months ago
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Una donna che ha valicato i confini della storia del cinema per diventare un’icona più viva che mai nella cultura pop, un segno grafico eterno di cui si continuano a nutrire moda, pubblicità, social media. Un nuovo ciclo di Pantheon, con Stefania Ulivi, racconta un mito che ha ancora molto da dire. Goodbye Norma Jean - 100 anni di Marilyn Monroe, la domenica alle 13 alla radio e su RaiPlay Sound, dove è già presente la prima puntata#rairadio3 #pantheon #marilynmonroe by @s.ulivi
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3 months ago
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Il 25 aprile è il mio Natale. E quest’anno sta tutto in questa maglietta (grazie @ladouce_graphics_lab ). Il secondo da destra è mio padre Maurizio, partigiano ragazzino (classe 1928) con i compagni della Banda Badan sui monti della Val Pellice. I tedeschi che avevano requisito un piano della villa degli zii a Torre Pellice non lo scoprirono mai né trovarono lo zio, ebreo. La zia Claudia riuscì nell’impresa. Mia nonna materna, Marianna, fu portata in prigione dai fascisti, chiusa in cella, con sua figlia, la zia Mariantonia che si prese le botte, ma non riuscirono a farsi dire dove fosse il figlio e fratello Vito, partigiano nelle valli bergamasche. Un altro zio era zio Piero, detto Pierre. La sua storia insieme a quella dei suoi compagni partigiani nelle Langhe l’ha raccontata un suo amico che si chiamava Beppe. Poi tutti e tre hanno fatto i piloti («Meglio porco che fascista», grazie sempre Miyazaki). Molto grata di tale dna. Sono bloccata a casa, fresca di riparazione di un menisco per colpa di un bastardone che mi stava mettendo sotto sulle strisce. E dunque festeggio grazie ai tanti affetti stabili che oggi la indossano, portando in giro Maurizio e i suoi compagni. Mille papaveri rossi a tutti #25aprile #partigiani by @s.ulivi
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3 months ago
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Nel 2021 su Interview uscì «Diane KeatonTakes Questions from 25 Famous Friendsand Fans». Questo è il botta e risposta con Coppola che la volle ne «Il padrino» per la parte di Kay Adams «FRANCIS FORD COPPOLA: Why are you so shy?KEATON: The first time we met was at the audition for The Godfather. I got the part but didn’t understand why. I knew nothing about the book. And I remember that the studio didn’t want Al Pacino. So you put us up on the stage together, and we auditioned together for Al’s sake, because I’d already gotten the part. You came up to me at a certain point while we were onstage together and said,“What do you think of Al?” And I said, “I think he’s great.” And that’s what you thought, too, but you wanted to know what I thought. Wait, what was the question?» Non ce n’era un’altra come lei, ha portato tanta luce al mondo. Mancherà davvero by @s.ulivi
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9 months ago
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Viaggio al termine di Termini, pensierino.Pena del contrappasso per chi ha progettato, autorizzato, applaudito il restyling di piazza Cinquecento: vagare come i dannati del Canto VII dell’Inferno (« Qui vid’i’ gente più ch’altrove troppa,e d’una parte e d’altra, con grand’urli,voltando pesi per forza di poppa / Percoteansi ’ncontro; e poscia pur lìsi rivolgea ciascun, voltando a retro,gridando: «Perché tieni?» e «Perché burli?») in lungo e largo per la landa di pietra. Per ora a pagare sono state le incolpevoli piante mandate a seccare nel bollente agosto romano.Ma male che vi ha fatto l’ombra ?? #romettamia #termini by @s.ulivi
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a year ago
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Gioele 1: 2-4 by @s.ulivi
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a year ago
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Proprio oggi Abbas Kiarostami avrebbe compiuto 85. Se non tutto, certo, ci ha detto tantissimo sull’Iran e non solo. È il giorno giusto per riguardare i suoi film, ripassare (o scoprire) la sua opera. Qui è sul set de «Il sapore della ciliegia», fotografato da Abbas Attar #Iran #abbaskiarostami by @s.ulivi
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a year ago
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Non so se è abbastanza sobria ma a me pare bellissima: oggi mi porto a spasso la Banda Badan, partigiani ragazzini della Val Pellice tra cui mio padre Maurizio (qui e nella foto seguente secondo da destra, nella destra primo da sinistra) grazie @ladouce_graphics_lab che ha fatto un piccolo grande capolavoro. I tedeschi che avevano requisito un piano della villa degli zii a Torre Pellice non lo scoprirono mai né trovarono lo zio, ebreo. Mia nonna materna fu portata in prigione dai fascisti, chiusa in cella, ma non riuscirono a farle dire dove fossero i suoi due figli, Vito e Piero, partigiani nelle valli bergamasche. Poi c’era zio Piero, detto Pierre. La sua storia insieme a quella dei suoi compagni partigiani nelle Langhe l’ha raccontata un suo caro amico che si chiamava Beppe. Che il biografo dell’ambasciatore Anfuso - unico ambasciatore italiano a avere, il 13 settembre 1943, aderito alla Repubblica Sociale di Salò, accusato di essere responsabile della morte dei fratelli Rosselli e assolto con una sentenza così commentata da Piero Calamandrei: «qui il giudice estensore ha voluto salvare l’anima: ha voluto far sapere ai cittadini che quegli assolti erano colpevoli e che, se si fosse potuto fare giustizia, avrebbero essere dovuti condannati» come ha ricordato la storica Anna Foa - invochi sobrietà, dice tutto di una classe politica che da sempre vive il 25 aprile come un lutto nazionale. Peraltro non siamo stati sobri neanche il 25 aprile 2020 (allego video). Buon 25 aprile, sempre #25aprile #resistenza #partigiani #bandabadan by @s.ulivi
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a year ago
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