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palermo
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posso passare ad ascoltare i pooh agli alesana senza problemi
alla ricerca del centro di gravità permanente
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L’esistenza di Pablo è scandita dalla musica. E così, anche quest’anno, si è chiuso il giorno prima che iniziasse l’Ypsigrock. È diventata una piccola tradizione: una festa di chiusura e poi ci si sposta a Castelbuono. Perché all’Ypsig bisogna esserci. Quella appena conclusa è stata la 29ª edizione. La 23ª a cui chi scrive partecipa.

Quanto incida sulla crescita personale un’esperienza di una manciata di giorni ogni anno non ha spiegazione. So però che qualcosa, in questi ventitré anni, è rimasto: una certa idea dello stare insieme, del modo in cui la musica può diventare un punto d’incontro prima ancora che uno spettacolo. E forse Pablo nasce anche da lì: dall’idea di costruire uno spazio in cui una comunità potesse riconoscersi nello stesso afflato, ritrovarsi, ascoltare e condividere musica. Non una copia dell’Ypsig, ma una sua piccola conseguenza.

Perché Ypsig non è mai stato solo un insieme di concerti. È un rito. Un appuntamento che si rinnova e ridefinisce i contorni di una comunità che cresce, respira e si muove insieme.

All’inizio era soprattutto una faccenda palermitana. Ed è bello vedere come, oggi, una parte di quella stessa gente si ritrovi tanto intorno a Pablo quanto a Castelbuono. La sensazione di riconoscersi anche fuori dal proprio posto.

Ma negli anni l’Ypsig ha allargato il suo perimetro, fino a diventare un punto d’incontro per persone che arrivano da tutta Italia e oltre. È stato bello ritrovarsi con amici appassionati di cultura e divulgazione musicale come @barzo_newmusicotb @zanieax @altafedelta__ @riverofsoundmusic @mentybix e tanti altri: persone che vivono lontane e che qui finiscono per ritrovarsi.

Forse il piccolo mistero dell’Ypsigrock è proprio questo: non si capisce bene come faccia. Ma per qualche giorno, persone che arrivano da posti diversi finiscono per sentirsi a casa nello stesso posto. E forse casa è il luogo in cui non serve essere altro.

Ieri, dopo l’Ypsig, gran parte di questa famiglia si è ritrovata a Festivalle, sotto il palco di un incredibile Apparat. E negli occhi di tutti la stessa domanda: perché rinunciare a così tanta musica per la sovrapposizione dei due festival? Forse serve una soluzione.
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