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​In un’epoca in cui il mercato musicale impone ritmi frenetici, uscite programmate e personaggi spesso costruiti a tavolino, c’è chi sceglie di percorrere una strada diversa, autentica e viscerale. È il caso di Ivan Celè, artista che vive la musica non come un dovere o un lavoro d'ufficio, ma per quello che dovrebbe sempre essere: divertimento, unione e un puro canale di sfogo.
​La musica come sfogo e trasparenza
​Le pubblicazioni di Ivan Celè non seguono le regole degli algoritmi. Escono quando c'è davvero qualcosa da dire, ritagliando il tempo tra il lavoro e gli impegni della vita quotidiana. Track come "O.R.E.P.C" nascono proprio da questa esigenza: trasformare in rime la frustrazione e le risposte alle cattiverie che si incontrano sul proprio cammino.
​Il suo processo creativo è d'impatto e d'istinto. Ivan è un artista che fa tutto di petto: entra in sessione, scrive, incide e chiude il brano in un'unica presa d'aria e di testo. Nessun filtro, nessuna finzione.
​«Ognuno ha il suo stile: c’è chi si vanta delle sostanze che usa o chi racconta di sparare. Io credo sia meglio essere trasparenti con chi ascolta, invece di mascherarsi da ciò che non si è.»
​L'influenza di Mostro e il sogno di "Allievo e Maestro"
​L'approccio diretto al rap affonda le sue radici nei primi ascolti, quelli che ti cambiano la prospettiva. Tra i riferimenti principali di Ivan c'è Mostro, un artista che gli ha fatto capire che rappare ed esprimersi in quel modo era una strada percorribile anche per lui. Da qui nasce il desiderio, forte e costante, di realizzare un giorno un brano intitolato "Allievo e Maestro", un omaggio a chi gli ha mostrato la via senza conoscerlo.
​Nessun personaggio: solo la propria realtà
​Per Ivan Celè non existe alcuna distanza tra la persona nella vita reale e l'artista al microfono. Rifiuta categoricamente il concetto di "personaggio", presentandosi al pubblico esattamente per quello che è.
​Emblematica in questo senso è la barra:
​«80041 o saij buon ca é o sang. Nun aggia avut scol comm a chell re cosang»
​Un verso che racchiude l'essenza delle sue radici.
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In occasione dei primi 5 anni di Introterra Edizioni, abbiamo parlato di cosa significhi oggi essere un editore indipendente in un mercato dominato da fretta, algoritmi e logiche di mercato

​Una realtà che sceglie di andare controcorrente:

- Cataloghi scelti con cura e guidati da una necessità profonda, non dalle mode.📜
- Difesa del lavoro umano contro le scorciatoie dell'IA.🎨
- Valore insostituibile della carta, per riscoprire il piacere di un tempo più lento.🗞
- Rispetto per autori e lettori, dove conta il valore della storia e non i numeri dei follower.🕊

​Un elogio alla lentezza, all'artigianalità e alla bellezza della lettura.📖📚

​E per te, cos'è che rende speciale un libro? Ti lasci guidare dai trend del momento o preferisci scoprire perle nascoste dell'editoria indipendente? Raccontacelo nei commenti!

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I miei romanzi, nascono dall'amore per certe atmosfere Noire... atmosfere di un tempo lontano....quasi di un secolo fa .dove forse le problematiche erano le stesse di oggi, ma mi piace pensare che avessero un romanticismo  che forse oggi è difficile trovare.
Il protagonista dei miei romanzi pur cercando essere un ponte tra quei vecchi protagonisti in un mondo nuovo,  il nostro mondo, la nostra epoca. Quattro episodi distinti, dove Jack Lombardi cresce, dove si raccontano le sue origini italiane, in polizia, la passione per le donne e per l'alcool. Che vuole essere cinico come i detective di un tempo ma in un modo diverso.
Nel primo romanzo, "Donne e denaro" Jack Lombardi viene assunto da un editore importante per ritrovare sua moglie...in ballo c'è una clausola matrimoniale particolare, in cui è scritto che qualora uno dei due coniugi trovasse l'altro in flagranza di adulterio sarà risarcito con tutti gli averi dell'altro. Di questo uscirà una edizione rivisitata.

Il secondo, "Il rosario nascosto", Jack, torna a Firenze per l'apertura di un testamento di una zia di suo padre e verrà coinvolto, suo malgrado, da sua cugina, per scoprire cosa nasconda il loro zio Leopoldo.

Ne terzo romanzo invece,"L'ultimo incontro" un wrestler chiede a Jack di poterlo assumere come guardia del corpo. Jack, quando sente che l'uomo è invischiato con chi lo ha fatto allontanare dalla polizia, rifiuta l'incarico. Quando il wrestler però viene trovato morto prima del suo ultimo incontro, Jack, preso dai sensi di colpa decide di scoprire chi sia l'assassino.

Il quarto, uscito pochi mesi fa "Dove sei nonnina?" e uscito anche in inglese con il titolo di "the last lie", vede Jack preoccuparsi per la proprietaria del suo appartamento quando questa viene cercata da due detective di Ventura. Questi, per cercare la nipote cercheranno informazioni dalla sua nonnina. 

Quattro storie diverse...non legate tra loro ma che seguono una linea temporale, dove Jack prende sempre più possesso dei suoi mezzi

@scrittore_folle 
@a.world.of.souls 
@fin_cri 
@whis_persofsouls
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