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Volevo condividere da tempo, su questa mia specie di diario di bordo, questa meravigliosa e nostalgica canzone di #guccini … L’avevo suonata per la prima volta in pubblico a Pisa, nel locale del mio amico Gianni e della mia amica Maria, ma l’avevo ascoltata per la prima volta molti anni prima grazie al mio amico @sambuco_art, che ne aveva eseguito una magistrale versione al piano…da tempo mi ripromettevo di suonarla, ma poi non lo facevo mai, perché è difficile replicare per un musicista a comando certi sentimenti, certe emozioni, certi accenti nascosti dentro l’interpretazione di un brano, che è poi sempre l’interpretazione della propria anima…A volte ci sono cose talmente intime che non riusciamo a condividerle con un pubblico, anche se lo scopo di suonare dovrebbe essere proprio suonare per qualcuno oltre che per se stessi, com-prendendo gli altri nella propria sfera emozionale e creando uno scambio di percezioni tra esecutore ed auditore…Voglio farlo oggi, in occasione della morte di un uomo che è difficile definire con una sola parola, ma che abbiamo avuto l’onore di avere come cantautore ed intellettuale del nostro tempo.

#radici #cantautorato #musicaitaliana 
𝙽𝚘𝚒 𝚌𝚘𝚛𝚛𝚒𝚊𝚖𝚘 𝚜𝚎𝚖𝚙𝚛𝚎 𝚒𝚗 𝚞𝚗𝚊 𝚍𝚒𝚛𝚎𝚣𝚒𝚘𝚗𝚎
𝙼𝚊 𝚚𝚞𝚊𝚕 𝚜𝚒𝚊 𝚎 𝚌𝚑𝚎 𝚜𝚎𝚗𝚜𝚘 𝚊𝚋𝚋𝚒𝚊 𝚌𝚑𝚒 𝚕𝚘 𝚜𝚊
𝚁𝚎𝚜𝚝𝚊𝚗𝚘 𝚒 𝚜𝚘𝚐𝚗𝚒 𝚜𝚎𝚗𝚣𝚊 𝚝𝚎𝚖𝚙𝚘
𝙻𝚎 𝚒𝚖𝚙𝚛𝚎𝚜𝚜𝚒𝚘𝚗𝚒 𝚍𝚒 𝚞𝚗 𝚖𝚘𝚖𝚎𝚗𝚝𝚘
𝙻𝚎 𝚕𝚞𝚌𝚒 𝚗𝚎𝚕 𝚋𝚞𝚒𝚘 𝚍𝚒 𝚌𝚊𝚜𝚎 𝚒𝚗𝚝𝚛𝚊𝚟𝚒𝚜𝚝𝚎 𝚍𝚊 𝚞𝚗 𝚝𝚛𝚎𝚗𝚘
𝚂𝚒𝚊𝚖𝚘 𝚚𝚞𝚊𝚕𝚌𝚘𝚜𝚊 𝚌𝚑𝚎 𝚗𝚘𝚗 𝚛𝚎𝚜𝚝𝚊
𝙵𝚛𝚊𝚜𝚒 𝚟𝚞𝚘𝚝𝚎 𝚗𝚎𝚕𝚕𝚊 𝚝𝚎𝚜𝚝𝚊 𝚎 𝚒𝚕 𝚌𝚞𝚘𝚛𝚎 𝚍𝚒 𝚜𝚒𝚖𝚋𝚘𝚕𝚒 𝚙𝚒𝚎𝚗𝚘❤️

Addio Poeta 🍷❤️‍🩹
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Siamo sicuri che tutta l’arte sia destinata a finire dentro un museo?

Treviso, storicamente celebrata come Urbs Picta (città dipinta) grazie ai meravigliosi affreschi che da secoli decorano le facciate dei palazzi e i portici, dimostra esattamente il contrario. L’arte qui non è mai stata una questione privata, ma una parte integrante dello spazio pubblico, accessibile a chiunque e intrecciata con la vita quotidiana dei cittadini.

Sambuco raccoglie questa eredità e porta la sua ricerca nella Marca Trevigiana, lasciando un segno inaspettato: un “Rubabile” posizionato direttamente sul muro di un museo.

Perché questa scelta? Portare un’opera nata per essere rubata, mossa dall’idea di un’arte totalmente libera e priva di vincoli, sopra il muro di un’istituzione significa scardinare completamente le regole del gioco. Lo spazio chiuso e formale non è più un limite o un elemento di distacco, ma diventa lo strumento perfetto in cui il “Rubabile” prende posto. In questo modo, il museo stesso si trasforma: smette di essere un rigido contenitore e diventa complice attivo dell’esposizione, accettando la sfida di ospitare un oggetto che celebra la libertà, la strada e la fruizione spontanea.

Il “Rubabile” è lì che aspetta solo di essere trovato e rubato! 

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Venezia diventa il nuovo scenario per il manifesto urbano di @sambuco_art e @elle2arte , con il supporto di @flarte_padova . 

Sotto la direzione artistica di Roberto Dominelli, l’artista firma una nuova incursione clandestina, lasciando tra le calli due opere sottratte alle logiche del profitto.

I Rubabili scardinano il sistema dell’arte per ritrovare la verità sulla strada. Opere che restano mute finché qualcuno non compie l’atto della sottrazione. Qui il possesso si misura in tempo e determinazione, non in denaro. Trovare l’opera significa diventarne custodi e documentarne il prelievo per portarla alla luce.

Al centro di questa azione c’è un frammento tangibile estratto da “Nascondigli ridicoli #4”. Con quest’opera, l’essere umano applica i suoi codici millenari di preghiera a un dispositivo tecnologico. Sambuco ci mette davanti a uno specchio: non abbiamo inventato una nuova postura, abbiamo solo cambiato l’idolo a cui rivolgere le nostre ansie ancestrali. Se un tempo ci si inginocchiava per la salvezza, oggi stringiamo lo smartphone per chiedere la grazia della validazione immediata.
Ma c’è una spinta ancora più profonda: il terrore della fine. Come le antiche liturgie cercavano di sconfiggere la morte, oggi usiamo lo schermo per guadagnarci l’eternità, accumulando tracce nel cloud per vincere l’oblio. Il display diventa un altare contro il tempo, un nascondiglio ridicolo in cui tentiamo di imbalsamare la nostra esistenza. Questi Rubabili sono l’esatto opposto: frammenti analogici, reali e finiti, lasciati in un mondo che si illude di essere eterno.

Il drop è attivo, ma uno dei rubabili non è stato ancora trovato. Gli indizi sono nel Reel: chi arriva per primo rivendica l’opera.
Invia subito un DM con la prova del prelievo per ricevere la validazione ufficiale.

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