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A volte una ripartenza comincia alle sei del mattino, con il buio fuori e la voglia di tornare a riempirsi gli occhi.

Cinque regioni attraversate: Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e infine Liguria.
La nebbia, l’alba, poi di nuovo la nebbia. Persino un lupo incontrato lungo l’autostrada. Chissà… di certo un’immagine che non dimenticherò.

Dopo sessanta giorni di riposo forzato a casa, questo viaggio lungo e intenso aveva già un sapore speciale.

La prima sosta, a Verzuolo, ci ha portati da @valevaniglia_ph Conoscerla è stato ritrovare dal vivo quella genuinità che mi era arrivata attraverso uno schermo. Semplice, sensibile, intuitiva, piena di talento. Un talento diventato professione e poi insegnamento, da riconoscere anche nella bellissima mostra dei suoi allievi.

E poi l’incontro con i rapaci, la meraviglia di osservarli così da vicino e qualche fotografia insieme: Mauro con il barbagianni, io con la civetta reale africana.

Di nuovo in viaggio, verso  @ilciabotdeiminini 

Arrivare ci ha lasciati senza parole. Davanti, soltanto montagne. Intorno, il bosco, i castagni, le querce. Sembrava di essere fuori dal mondo, in un piccolo angolo di paradiso.

Dentro la casina, la stessa bellezza: ogni oggetto, ogni dettaglio raccontava la cura con cui @mininainlove e suo marito l’hanno pensata e costruita nel tempo. Avrei voluto portarla a casa tutta intera. O ritrovarne una così sul nostro amato Altopiano… e fermarmi lì.

Ho portato a casa castagne, ricci e ghiande minuscole. Ma soprattutto il ricordo di un’accoglienza che commuove, di persone buone e di abbracci intensi.

Ci scrivevamo dai tempi del Covid, eppure questo era il nostro primo incontro. Quanto è bello poter finalmente abbracciare qualcuno che, messaggio dopo messaggio, è già entrato nella tua vita.

Ecco una delle cose che amo di questo social: i legami che crescono con pazienza, fino al giorno in cui lo schermo lascia spazio a due braccia aperte. 🤍
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