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La prima è una delle foto più famose di Mina e Piergiorgio Welby; nella seconda ci sono loro due e Luciana, la madre di Piergiorgio; nella terza Piergiorgio è a pesca con il nipote e un amico; e poi il trailer di «Sei stato felice? Mina e Piero Welby, una lunga storia d’amore», 5 puntate audio in cui Mina racconta il suo incontro con Piero, il suo amore per lui, una promessa e la sua violazione, lo strazio di lasciarlo morire.

Perché quando si conoscono Piero è già malato e le dice che aspetta di morire e mica mi posso innamorare. E lei gli dice “ma intanto non possiamo divertirci un po’?”.

E allora Piero le chiede “se non riesco più a respirare, non farmi intubare, non chiamare l’ambulanza” e Mina promette. Ma un pomeriggio del 1997 Piero non riesce a respirare e Mina non ce la fa a starsene lì a guardare Piero morire, e poi morire in quel modo lì.
“Posso chiamare l’ambulanza?”.
“No, avevi promesso”.
È difficile, è impossibile.
Mina chiama il 118, le strade di Roma sono libere, c’è un posto in terapia intensiva. Piero è vivo per caso, per miracolo, per un tradimento.

Piero si sveglia e non avrebbe voluto. È arrabbiato. “Mina, ma avevi promesso”.

“Lo so, lo so, sono stata egoista”.

Nove anni più tardi, Piero scrive al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Lasciatemi morire”. 

Napolitano risponde: “Il solo atteggiamento ingiustificabile sarebbe il silenzio, la sospensione o l’elusione di ogni responsabile chiarimento”.

Passano 88 giorni dalla lettera alla sua morte.

Questi 88 giorni sono per Mina una seconda possibilità, il suo riscatto, anche se per lei significherà perdere l’uomo che ama.

“Mina, stasera non voglio vederti piangere”. “Non piango, non piango. Ho solo tagliato un po’ troppa cipolla”.

“Sei stato felice?” chiede Mina.
“Io sì e tu?” risponde Piero.

La sera del 20 dicembre 2006 Piero muore.

“Tutto intorno a me è sparito”.

@schettwelby ♥️ by @chiara_lalli
28
4 years ago
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La puntata “LA MATERNITÀ SURROGATA È ETICA?” è in tutti i digital store. 

#maternitàsurrogata

Ogni puntata di dibattitini sarà anche sui digital store ogni lunedì pomeriggio! by @chiara_lalli
3
5 months ago
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Ridammi i bicchieri di nonna, quei centrini brutti e pure lo scolapasta che non userò mai. 
Il cane è come un figlio e quindi l’affido congiunto e lo psicologo per i traumi d’abbandono che ha patito (il cane). 
Ma ridammi anche il mio rene! 
Richard ha donato un suo rene alla moglie ma poi quella è scappata con un altro. Un organo interno è nella comunione dei beni come un garage? È un regalo irreversibile? Me lo puoi almeno pagare?
Richard, come non capirti. Richard, pure tu te lo potevi tenere, no?
I regali sono vuoti a perdere, Richard, e la rabbia rischia di rovinarti l’altro rene.
E cosa dovrebbe chiedere indietro Gisèle Pelicot?
(Sto seguendo un corso sulla giustizia riparativa per i maledetti crediti e non posso rispondere.)
Donate gli organi. Ma forse meglio da morti.

Su @7corriere con @anna.meldolesi by @chiara_lalli
3
a year ago
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“Credo tantissimo nell’epigenetica” e altre meraviglie. Se sei di malumore ti vengono le doppie punte. Se sei innamorata gli ormoni ti fanno bella e giovane. 

L’oroscopo epigenetico e il tuo destino biologico.

“Possiamo davvero influenzare il nostro destino attraverso lo stile di vita, le emozioni, la gestione della rabbia e del perdono”.

Ah!

Le scuole di nutriceutica, epigenetica e cosmetica, il potere oltre al DNA, biofisica e maiuscole.

Ho già detto Wanna Marchi? Spesso sono medici anche questi delle scuole dai nomi bizzarri. Certo, ormai lo sappiamo che essere medici non è garanzia di niente. Niente è garanzia di niente. Ma la credenza disinvolta nelle cose di scienza è cialtroneria o marketing. E starei attenta a entrambe.

Insomma, come diceva Massimo Catalano (quanto mi manca) è meglio essere ricche, riposate, potersi fare mille massaggi e avere la fortuna di non essere malmostose che il malumore ti fa venire le rughe.

Il guaio, come sempre, non è Michelle Hunziker in sé ma Michelle Hunziker in noi.

Con @anna.meldolesi su @7corriere. by @chiara_lalli
7
a year ago
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È stata una mattina divertente. ❤️

@anna.meldolesi 
@7corriere by @chiara_lalli
46
a year ago
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Qualche anno fa avevo al piano di sopra un maledetto husky che ululava senza sosta quando rimaneva solo. Perché non li lasciate in Lapponia, mi chiedo. Vi assicuro che il dispiacere per la solitudine canina sarebbe evaporato in ognuno di voi nel giro di qualche minuto. Interi pomeriggi, notti, mattine di ululati.
Non c’è niente da fare. Puoi forse cambiare casa o comprarti i tappi da minatore. Ma non c’è niente che tu possa fare se ti trovi un cane che abbaia 600 ore al giorno al piano di sopra. Forse se un adolescente suona la batteria puoi pretendere di stabilire degli orari. Ma il cane no.
Il condominio, che volgarità. E la polizia municipale ti consiglia di avere pazienza, signora, perché vince il cane.

Uomini e cani, sperimentazione animale e animali da salotto, terroristi e intolleranti canini.

@lucy.sullacultura by @chiara_lalli
7
2 years ago
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I bambini nati da maternità surrogata hanno due possibilità: nascere in quel modo o non nascere. 

A chi dice di difendere la vita chiedo: com’è possibile essere a favore alla non esistenza di questi bambini?

L’intervista a @chiara_lalli ad @agorarai by @chiara_lalli
43
2 years ago
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Fareste un figlio per qualcun altro? La maternità surrogata vi pare morale o immorale? Vi pare giusto vietarla? I soldi sono cattivi nel sacro dominio della riproduzione umana? Qualcuno viene danneggiato?
Fareste un figlio per qualcun altro? Forse no, ed è naturalmente legittimo. Ma è un po’ meno legittimo considerare la vostra preferenza l’unità di misura del mondo e la base del codice penale. by @chiara_lalli
24
2 years ago
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19 giugno, udienza in Corte costituzionale per il requisito del trattamento di sostegno vitale.
Perché abbiamo accompagnato Massimiliano in Svizzera.

Massimiliano aveva un desiderio semplice: morire a casa sua e senza dolore.
Massimiliano aveva un desiderio difficilissimo: morire perché la sua vita non la sopportava più.

Sembra lunare ma in quei due giorni che abbiamo passato in Svizzera Massimiliano era contento, ha riso, ci ha preso in giro, ci siamo divertiti, abbiamo giocato a burraco anche se io non so giocare e lui non riusciva nemmeno a tenere le carte. Non di una contentezza perfetta — perché come diceva Piero Welby ogni malato vorrebbe guarire — ma di quella contentezza che poteva avere in quel corpo immobile e traditore.

Abbiamo provato a fargli cambiare idea. Torniamo a casa, dai. Ma sei sicuro? Non possiamo rimandare almeno di qualche mese? Di qualche settimana?

Massimiliano era convinto, convintissimo. Ma la smettete di rompermi i coglioni?

Massimiliano voleva solo poter scegliere, come Sibilla, come Piero, come Anna, Elena, Romano, Margherita, Daniela, Federico, Fabio — come tutti, forse. Perché se puoi scegliere non è mica detto che tu debba farlo, ma se non puoi ti ritrovi intrappolato in una orrenda ingiustizia evitabile.

Non so cosa farei io, non so cosa fareste voi, ma una cosa la so: dovremmo poter scegliere, perché la malattia non la scegli e nessuno dovrebbe scegliere per te se puoi vivere o morire.

Ci sono delle parole che non dimenticherò mai e c’è il dolore inconsolabile per una persona il cui desiderio, ormai molti anni fa, non ho potuto esaudire.

Aspettiamo la decisione dei giudici.

E grazie a tutti. by @chiara_lalli
28
2 years ago
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Il prossimo 19 giugno siamo in Corte costituzionale. È la seconda volta dopo la sentenza 242, quella su Fabiano Antoniani. 

Il prossimo 19 giugno siamo in Corte costituzionale, io, Marco Cappato e Felicetta Maltese.

La Corte dovrà decidere se il requisito del trattamento di sostegno vitale è ingiusto, se toglie una libertà senza alcuna ragione e senza alcuna giustificazione. E se quel requisito deve essere interpretato in senso restrittivo (un attrezzo meccanico) oppure costituzionalmente orientato (tutto quello che ci tiene in vita; e se non puoi muoverti è «sostengo vitale» più o meno tutto).

Perché in effetti non ha mica senso avere un diritto se hai un aggeggio e non averlo se non ce l’hai (ancora).

Massimiliano aveva un desiderio semplice e struggente: morire a casa sua. Perché non ne poteva più di quella malattia che gli aveva tolto tutto. Perché non si muoveva quasi più. Perché ognuno dovrebbe poter scegliere.

«Mi tocca andare all’estero. E questa è una cosa un po’ bruttina.»

Massimiliano ❤️ 

@associazione_luca_coscioni @marcocappato @filomena_gallo1 @felicettamaltese by @chiara_lalli
2
2 years ago
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La scienza, dice James Watson prendendosi il Nobel, è il risultato dell’impegno e del lavoro di tante persone, delle loro intuizioni e delle ore passate a fare ipotesi e a ripetere esperimenti, ad accorgersi di un particolare e a osservare. Però dimentica Rosalind Franklin e Raymond Gosling, il dottorando di ricerca che lavorava con lei e che aveva scattato la celebre foto 51. E tutti noi dimentichiamo il povero Maurice Wilkins (il terzo vincitore insieme a Watson e a Francis Crick) – siamo certamente meno in difetto di Watson che omette i due dopo aver usato la foto senza permesso, più coda di paglia che smemoratezza la sua.
Franklin la dovremmo ricordare perché era una scienziata ganzissima e non solo per l’ingiustizia della foto. Invece con Watson bisogna avere molta pazienza perché è da decenni che dice sciocchezze. Si può essere grandi scienziati e cretini assoluti, non è poi una scoperta così rivoluzionaria.

Con @anna.meldolesi su @7corriere.

(La prima foto è il British Coal Utilisation Research Association nel 1945; poi la foto 51 del 2 maggio 1953; Rosalind Franklin; Watwon&Crick; Wilkins, il terzo uomo.) by @chiara_lalli
1
4 years ago
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Paziente o cliente, disabile o persona diversamente abile, utero in affitto o gestazione per altri, empatia (o bombe?), inclusività, tutto gravissimo (niente lo è), mettiamo asterischi mentre ci crolla in testa il tetto, vecchia o poco giovane, capanne e oddio ho scritto mignotte. E poi c’è Adam Kay e andiamo a zappare, ciao.

Con @anna.meldolesi su @7corriere di questa settimana. by @chiara_lalli
2
4 years ago
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