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👩🏻‍💻Trasformo le idee in parole e strategie che fanno succedere le cose
🥚Ho rotto il guscio con @albumestudio
🧃Faccio incontrare le persone @con_succo
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In Albume progettiamo comunicazione con cura, ascolto e senso pratico. 

Ma soprattutto, partendo da una domanda semplice:
come possiamo aiutarti a raccontarti meglio?

Nel nuovo carosello ti raccontiamo, in modo essenziale, cosa facciamo e come lo facciamo:

 – nomi, loghi e identità visive
 – siti web completi
 – consulenze strategiche
 – strategie editoriali pensate con te

Ogni progetto è diverso ma il nostro metodo resta lo stesso: ascolta, coinvolge e accompagna.

Se pensi che potremmo lavorare bene insieme, scrivici.
A volte basta una call per mettere a fuoco una direzione.

Quando ci sentiamo? 💌

#albumestudio 
#comunicareconbuonsenso
#identitàconsapevoli
#naming 
#brandidentity 
#webdesign by @giulia.nicoletti_
1
a year ago
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31 agosto e tutti pronti a rinascere a settembre. 
Buoni propositi, ripartenze, energie nuove.

Io direi anche meno.

A settembre ci arrivo come sono: con alcune cose ancora da capire, altre da rimettere a posto e senza quest’ansia performativa di dover trasformare domani in un nuovo sfavillante inizio.

Più che ricominciare, voglio continuare. 
Magari un po’ meglio, un po’ più dalla mia parte.

Quest’estate non mi ha rimessa al mondo e non mi ha nemmeno particolarmente ricaricata. 
Però dentro ci sono state cose belle, persone, giornate leggere, altre decisamente meno.
E credo vada bene arrivare a settembre anche così: non pronti, non risolti, non pieni di energia.
Solo un po’ più consapevoli di quello che ci serve per stare bene. 

Ciao agosto.
Sei stato un po’ un casino.
Però qualcosa me lo porto dietro. by @giulia.nicoletti_
9
2 months ago
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Negli ultimi mesi mi sono ritrovata spesso a pensare alle scelte: a quelle che aprono strade, a quelle che le chiudono e a quelle che rimandiamo così a lungo da lasciare che sia la vita a prenderle per noi.

Le scelte non arrivano sempre con il rumore delle grandi occasioni.

A volte si nascondono in un sì detto sottovoce, in un no rimandato troppo a lungo, in una strada presa con l’incoscienza di chi non vuole sapere bene dove porterà. 

C’è chi rischia tutto, chi niente, chi si lancia e chi ha bisogno di restare ancora un po’ sulla soglia.
Poi non tutte le vite chiedono lo stesso coraggio, nello stesso momento.

Anche amare significa scegliere, ogni giorno, dove mettere presenza, cura e verità. 
E ricordarsi che quella cura non può essere rivolta sempre e soltanto agli altri.

Ci sono scelte che cambiano il mondo intorno a noi.
E altre, più silenziose ma non per questo meno faticose, che cambiano il modo in cui abitiamo noi stessi.

__
📖 “A te la scelta!” - Denis Peiron e Hélène Druvert by @giulia.nicoletti_
0
2 months ago
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Fare quello che tocca è il tema che ho scelto per il prossimo Succo🧃 

E, ironia della sorte, è anche il modo in cui sto attraversando questi giorni.
Ieri ho dovuto occuparmi di una cosa che non avevo previsto.
Una di quelle che non scegli, non programmi, non controlli fino in fondo.
Succede e basta.

Eppure, in mezzo a quello che non possiamo decidere, resta sempre una piccola zona di movimento.
Per me spesso quella zona ha a che fare con la creatività.

Non intesa come ispirazione, talento o colpo di genio. Piuttosto come modo per restare presente, dare una forma all’ansia, trovare un appiglio quando la testa corre più avanti del corpo.

Forse è anche questo che intendo quando dico fare: quello che tocca.

Non fare tutto alla perfezione.
Non fare per dimostrare qualcosa.

Fare la cosa che è lì.
Quella che chiama.
Quella che magari rimandi ma sai di dover fare.

Il 22 maggio ne parliamo a Succo, a colazione, al @theroof.roma | @dot.campus 

🍊 Il link per iscriverti lo trovi su @con_succo by @giulia.nicoletti_
1
5 months ago
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Qualche giorno fa mia figlia, 4 anni, ha visto una scena di guerra al telegiornale.
Si è girata verso di me e mi ha chiesto:

“Ma anche la tua mamma è morta così?”
“E come te ne sei accorta?”
“Tu andavi alla scuola dei piccoli o dei grandi?”

Mi sono fermata un secondo.
Perché certe domande arrivano dritte, senza preavviso, e mi trovano ancora un po’ bambina.

Le ho risposto nel modo più delicato e vero che potevo.
Le ho detto che la nonna si era ammalata, che era in ospedale, e che quando è successo io non l’ho vista. Che mi aveva chiamato il nonno per dirmi che lei non c’era più.

Lei mi ha guardata e ha continuato:
“E uno quando muore come fa a vivere? 
Dove va?”

Io le ho risposto:
“Non si sa. Forse si trasforma in una stella, o in una farfalla, in un bel fiore, o in qualcosa che ci resta vicino.”

E lei, serissima:
“Ma se non lo sai, scusa, cerchiamolo sul tuo telefono!”

Mi ha fatto sorridere. E anche tremare un po’.
Perché in quel momento ho pensato che forse mia figlia e mia madre si somigliano più di quanto avrebbero mai potuto conoscersi.

Anche mia madre non si accontentava delle risposte facili.
E lei uguale: incalza, domanda, vuole sempre capire davvero. Non le bastano le frasi fatte o le spiegazioni comode. Cerca una verità che si possa toccare senza averne paura.

Ho perso mia madre 20 anni fa.
E non c’è stato un giorno in cui la sua mancanza non mi abbia attraversata.

Da quando sono diventata madre, però, mi sembra di incontrarla più spesso.
In un gesto che faccio senza pensarci. 
In certe parole che mi escono dalla bocca. 
Nel modo in cui accarezzo mia figlia, in cui la guardo, in cui provo a proteggerla senza nasconderle il mondo.

Le parlo di lei da sempre.
Non per riempire un vuoto, ma per darle una radice. Per insegnarle che il dolore non è qualcosa da evitare a tutti i costi, ma una parte della vita che si può attraversare insieme, con delicatezza.

Perché certe persone, anche quando non ci sono più, continuano a vivere nel modo in cui le raccontiamo.
E nel modo in cui continuiamo ad amarle. 
🤍🌸

#festadellamamma by @giulia.nicoletti_
26
5 months ago
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Stamattina mia figlia mi ha fatto questo disegno: io e lei che balliamo al parco sotto le stelle 🌟 

Poi in macchina, verso scuola, mi ha chiesto di mettere “FRIFROMDISAIA A PALLA!” e l’abbiamo cantata e ballata come fossimo in quella scena. 

Ora continuano a rimbombarmi nella testa le parole di quella canzone: “no money, no power, no fame” ma “strong beliefs”. 

È quello che cerco ogni giorno nel mio lavoro da copy: non parole gonfie, non parole che vogliano sembrare per forza importanti, 
ma parole che si reggano su qualcosa di vero. 
Parole vive, capaci di contenere un’immagine, un ritmo, una convinzione. 
Un po’ come questo disegno: 
pochissime linee a matita, 
eppure io lì dentro ci vedo già tutto. 🪩 by @giulia.nicoletti_
0
6 months ago
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Ieri ho fatto una cosa per me:
il tatuaggio alle sopracciglia.

Una di quelle cose che possono sembrare frivole, non essenziali, rimandabili.
Perché prima vengono sempre mia figlia, le bollette, i cani, la spesa, il tagliando, l’assicurazione…
Qualsiasi altra cosa! 

E invece ieri, dopo anni, mi sono concessa questo spazio.
Non perché fosse urgente.
Ma perché ci sono anch’io.

Lo so che il mondo va a rotoli - non ci dormo la notte - e parlare di sopracciglia può sembrare leggero, fuori fuoco, quasi sciocco.

Ma forse il punto è proprio questo:
non tutto quello che ci fa bene deve essere utile, produttivo o prioritario per essere legittimo.

A volte una cosa apparentemente piccola
è solo un modo per dirti:
“Ci sei anche tu, nella lista. Ricordi?”

E ieri io, in quella lista, mi ci sono messa di nuovo ed è stato bello.

Mi raccomando, ogni tanto ricordarti che 
non è frivolo tutto ciò che non serve a sopravvivere.
A volte serve a non scordarti che sei una persona, non solo un incastro di responsabilità. 

___
Se te lo stai chiedendo, le sopracciglia me le ha fatte @gretaviapiana_pmu 🙂
E sì, mi sono sentita in ottime mani. by @giulia.nicoletti_
7
6 months ago
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Ci sono parole di lavoro che, a un certo punto, iniziano a spiegarmi anche la vita. 🔮

Ultimamente mi è successo con una parola: posizionamento.

La metto nei documenti, nelle call, nei testi, nelle strategie.
La uso per aiutare i brand a trovare il loro posto. 📝

Ma più la uso, più mi accorgo che non parla solo di lavoro.
Parla di presenza, di confini, di chiarezza, del punto da cui scegli di stare nel mondo.

Perché anche noi, continuamente, ci posizioniamo.

Nelle relazioni.
Nel modo in cui diciamo sì.
Nel modo in cui iniziamo a dire no.
Nel tono che scegliamo per dirci le cose.
Nelle cose a cui decidiamo di assomigliare
e in quelle da cui, finalmente, prendiamo distanza.

Forse è anche per questo che mi piace così tanto il mio lavoro.
Perché mentre scelgo le parole giuste per aiutare brand e persone a trovare il loro posto, quelle stesse parole finiscono per aiutare anche me a capire meglio il mio. 🙂 by @giulia.nicoletti_
1
7 months ago
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Non parleremo di leggi, articoli o cavilli amministrativi.
C’erano, sì. Ma non erano il centro.

All’evento organizzato internamente per un Patronato, quello che ci ha colpito davvero è stato altro: le persone, i racconti, il tempo dedicato ad ascoltare, spiegare, accompagnare.

Come @albumestudio, il nostro ruolo non è stato solo “fare delle cose” in senso tecnico. È stato esserci: con chiarezza, con rispetto, con la giusta fermezza quando serviva.
Mettere ordine senza togliere umanità.
Dare un contributo professionale che fosse, prima di tutto, utile.

È questo il clima che ci piace creare con chi lavora con noi: spazi in cui la competenza non schiaccia, ma sostiene. In cui il lavoro è serio, ma resta umano.

Grazie a @coesiva_sb per averci fatto conoscere questa realtà con cui collaboriamo da più di un anno.

E per continuare a credere che, anche nel lavoro, le relazioni contano davvero. taken in Rome, Italy by @giulia.nicoletti_
6
9 months ago
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Novembre è stato una crisalide: un mese sospeso in cui fuori sembrava tutto uguale, ma dentro stavo cambiando.

Per fortuna c’è l’autoironia, che mi salva sempre. E l’allenamento che mi rimette in testa prima ancora che in forma.

Ci sono state le gioie inaspettate.
Ma pure le rogne (che tempismo perfetto!).

Poi posti belli, persone nuove, conversazioni che profumano di buono.
E @con_succo, che ogni volta mi riempie di energia…e mi fa gesticolare un casino!

Insomma, un novembre intenso. 
Ma necessario. by @giulia.nicoletti_
0
a year ago
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25 novembre. 
La violenza non si nasconde, non si edulcora. 
La violenza si denuncia. 
Le parole pesano.
Usiamole bene. by @giulia.nicoletti_
6
a year ago
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Ottobre, in sintesi. 
🪞Ho iniziato a ripetermi “pensati maschio” su consiglio di @aliceponi e @valentina__aversano. Spoiler: funziona. 
📖Ho riletto “L’invenzione della madre” di @marco_peano, un libro che per me è una carezza ruvida: fa male e bene insieme. 
🍳 @albumestudio: Una cliente felice e noi pure. 
🍿Ho visto “Spellbound” su consiglio di @claudiamandara e ho pianto dall’inizio alla fine. Separarsi a volte fa crescere più di quanto vorremmo.
🧃 @sblubina dopo aver partecipato a @con_succo mi ha detto: “Non è un evento di networking”. Pensava di ferirmi e invece è il complimento più bello che potesse farmi. 

Ottobre mi ha ricordato che crescere è un verbo al presente: non è cioè che abbiamo fatto o faremo, è qualcosa che accade ogni giorno, continuamente.

Succede nelle cose belle ma anche nelle pieghe di quelle scomode, dove il dolore si allunga e diventa spazio. by @giulia.nicoletti_
12
a year ago
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