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Questo è l’inizio di una storia che vorrei continuare a scrivere. Prosegue nelle immagini successive (scorrendo a destra… non voglio scrivere carosello :) ) o nelle pubblicazioni che usciranno più avanti… se l’ispirazione non si ritira e io con lei.

_____ inizio

Una coltre umida si era posata sulla città in una giornata di inizio agosto. Il cielo era schermato da un velo grigio fumo. Ingabbiava odori, suoni, voci antiche.
Qualche folata di olezzo sgattaiolava a bassa quota, tra le gambe nude dei turisti, pochi in questo periodo dell’anno, e quelle coperte delle signore.
Thomas camminava svelto tra la sua gente, quella del mercato, schivando grandi bacinelle traboccanti di fagioli, granaglie, patate, pomodori e ortaggi verdissimi.
La maglia smanicata, un po’ troppo grande per il suo corpo minuto, quando accelerava il passo, sino a correre, svolazzava impavida, per poi rimettersi in ordine all’istante, appena si arrestava improvvisamente per conversare con qualcuno.
Di tanto in tanto Thomas allungava la mano sopra la testa per sincerarsi che il suo cappellino blu sgualcito, sporco di terra sul fianco destro, e sempre rivolto all’indietro, fosse al suo posto. Per chi osservava la scena da fuori cercare quel puntino di colore che si muoveva rapido tra le innumerevoli masse colorate era l’unico modo per individuarlo tra la folla.

Quella mattina il piccolo k’iche’ si era levato presto. Aveva indossato delle scarpine grigie marchiate Adidas e infilato il marsupio nero trovato a terra l’anno prima, smarrito da un turista straniero nella 6a Avenida, vicino alla piazza principale del mercato.
Se lo ricordava bene quell’avvenimento, sin troppo bene. Non perché gli avesse cambiato la vita, ma per il brivido che si era impossessato della sua anima per pochi minuti.
Finché non l’aveva aperto per curiosarci dentro si sentiva attraversato da una scossa elettrizzante.
Una fitta piacevole, che partiva dagli occhi, a cui andava il merito di aver intercettato il marsupio nero tra lo scanso del marciapiede e un sacco della spazzatura. Quell’energia si irradiava fino agli arti, inarrestabile. Cos’era quella sensazione leggera e luminosa?
Era curiosità, ma pure speranza. Erano pass by @julia.zamp
0
a month ago
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Tra le cose più belle accadute negli ultimi mesi per me c’è sicuramente @gruppopetricore e le nostre due prime serate con @a.pennacchi e @paolo_malaguti. 

Siamo partiti dall’idea di condividere pensieri e intenzioni culturali e siamo arrivati ad allargare il tavolo, a porci tante domande, a trovare anche delle risposte.

Finché c’è cultura e voglia di mettersi in relazione c’è speranza.
Me lo ripeto ogni volta che ripenso a quei momenti e alla voglia che avevamo di tuffarci dentro.

Grazie a @natamarziana, @ivan.maniezzo Sacha, Claudio, Elisa, @stefanopolato.cucinaverticale, a tutto lo staff @agricolanevioscala e a @finecobank.

E un doppio grazie a @ivan.maniezzo per essere riuscito a scattarmi delle foto (solo perché non potevo proprio sottrarmi sto giro!) by @julia.zamp
9
a month ago
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Cos’è Genesis? 
Rispondo a chi me lo ha chiesto in questi giorni.

Un evento ideato da @ludorubbini e @rikigaspari - con il  supporto speciale delle brigate di @sanbrite_official e @elbritedelarieto e la partecipazione di ospiti italiani e internazionali - che si propone di mettere in connessione. 
Alla luce di quello che ho visto direi che no, non si propone: ci riesce.

Si tratta di uno spazio in cui le persone entrano in relazione, hanno modo di abitare luoghi bellissimi ed esplorare tensioni nuove. Non ci si scollega, semmai ci si unisce gradualmente.

Mentre le giornate scorrono tra tavole condivise, passeggiate, sveglie premature, workshop, conversazioni e piacevolissimi silenzi, i semi della conoscenza vengono sparpagliati un po’ ovunque, anche dove non ce lo si aspetta. 
Chi partecipa può raccoglierli, senza fatica, semplicemente vivendo il contesto.

___

Questa edizione estiva (la sesta) ha messo al centro il Tempo. Un tempo in cui le barriere fisiche e mentali cadono, a patto che si abbia la voglia di mettersi davvero in gioco. E, cosa più importante, a condizione che si perda l’urgenza del fare per fare. Esiste anche un fare per stare!

Per facilitare la condivisione c’è la tavola. Il luogo perfetto in cui esporsi, raccontarsi, rimescolarsi, incontrarsi. 

Non sono una grande fan dei ‘momenti forzati’ ma quello che ho trattenuto da queste giornate, vissute con degli sconosciuti, mi smentisce.

Grazie a chi lo ha reso possibile e a chi mi ha agganciata!

@genesis_cortinadampezzo / @cookincmag by @julia.zamp
3
a month ago
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Un amico tempo fa mi disse “non ti sembra incoerente raccontare luoghi e persone e poi dire che vanno tutelati? Se qualcosa non è conosciuto vale la pena lasciarlo in pace”.
Per molto tempo ho ragionato su quelle parole. Avevano creato una sorta di frattura tra il vissuto e il raccontato, tra i passi consumati e le parole trascritte, e infilatoci dentro un retrogusto amarissimo. Ma sono incoerente? Mi sono chiesta un milione di volte. Poi, guardarsi attorno aiuta a capire: ormai la comunicazione è fuori controllo. Se non lo fai tu, se non scrivi e non divulghi, è questione di tempo: lo farà qualcun altro. 
E allora dobbiamo abbandonare il proposito si raccontare? A volte viene voglia di lasciar perdere, stracciare il quadernetto degli appunti pur di non adeguarsi a un sistema che ti vuole comunicatore con grafiche, tempi, tag e frequenze definite. Ma è come per chi ama cucinare, fotografare, recitare: se non pratichi ti manca la scaglia viva. Penso che tutto, nella comunicazione, agli antipodi di quanto dicano le leggi effimere dell’algoritmo, si sia spostato su un piano: non quanto ma come. Non sopporto più i video in cui si svela già tutto di un luogo, una persona, un ristorante. Non riesco più a guardare chi fa l’analisi chirurgica di una cena, di un’esperienza, privando le persone del piacere di scoprire, di entrarci dentro. Mi chiedo: ma il racconto cos’è? Cosa deve essere? Per me è anche lentezza, progressione, tensione, cura, mistero. È anche tutela - sì, torna preponderante questa parola - di chi o cosa è citato nel racconto.

Durante un cammino, in Abruzzo, tra Castel del Monte e Rocca Calascio, questi pensieri scandivano il passo assieme a farfalle, fiori, fettine di appezzamenti coltivati. E mi sono detta che non mi sento in difetto ad amare ancora le parole che escono piano e a volte a metà, le mete che si raggiungono con calma e fatica, la riservatezza di alcuni scorci, l’intimità delle vite che ci capitano davanti. Amo quanto si incontra nel tragitto e spiegare quanto è importante proteggerlo. Senza creare miti, panorami o bottiglie imperdibili. 
Grazie Abruzzo. Nei tuoi silenzi e nei tuoi piani inaspettati aiuti a tracciare sentieri nuovi. by @julia.zamp
7
3 months ago
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Some frames from “Firehome” 🔥
Watch the full film on YouTube. Link in bio.

Story by @julia.zamp 
Featuring @andrew_lunardi @lemelaerestaurant 
Directed, shot and edited by @_giuliafassina 
Colorist @apetauro 
Sound Designer @tommyzaph 
Graphic @gretafax taken in Altopiano di Asiago by @julia.zamp
13
3 months ago
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@amerigo1934 vibes 🍝✨

La trattoria stellata nei colli bolognesi che racconta di un sistema in cui l’integrazione temporale esiste e fa stare bene.

🇬🇧Amerigo 1934 vibes 🍝✨
A Michelin-starred trattoria in the hills of Bologna, beautifully blending past and present into a feel-good experience.

Full story – link in bio 
Words by @julia.zamp 
Video and photos by @anna_corai by @julia.zamp
3
4 months ago
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Quando le proprie origini chiamano, è difficile non ascoltarle.
In questo racconto, Andrew Lunardi condivide il legame profondo che vive ogni giorno nel suo ristorante: una fitta connessione con il fuoco, la natura e l’Altopiano di Asiago.
Tra gesti rievocativi e intime consuetudini.

Film completo su Youtube. Link in Bio
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When your roots call, it’s hard not to listen.
In this story, Andrew Lunardi shares the deep connection he experiences every day in his restaurant: an authentic bond with fire, the nature, and the Asiago Plateau.
Through meaningful gestures and intimate daily rituals, a story of identity, belonging, and heritage unfolds.

Watch the full film on YouTube. Link in bio.

Story by @julia.zamp 
Directed, shot and edited by @_giuliafassina 

Colorist @apetauro 
Sound Designer @tommyzaph 
Graphic @gretafax taken in Altopiano di Asiago by @julia.zamp
15
4 months ago
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🌱 
quando il caos ti regala linfa tu dagli da bere :) by @julia.zamp
1
4 months ago
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Si possono racchiudere sei ore di emozioni, storie e riflessioni in appena un minuto di video?
Probabilmente no. Ma questo è il nostro tentativo di restituirvi almeno un frammento della magia vissuta insieme in questo primo appuntamento di “A cena con…”
Una serata intensa, autentica e profondamente umana, in cui Andrea Pennacchi ha saputo aprirsi al pubblico con generosità, ironia e sensibilità, regalando momenti che resteranno a lungo nella memoria di chi era presente.
Un grazie speciale a Giorgio Gobbo, che con le sue note e le sue parole ha contribuito a rendere ancora più prezioso questo viaggio di emozioni.
Buona visione. #imagomagica by @julia.zamp
4
4 months ago
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Stavo ricordando quanto bello sia prendersi qualche ora per sé, per circondarsi di natura, ascoltare sinfonie naturali e mangiare bene.

Grazie a tutti per gli Auguri! ❤️ by @julia.zamp
11
5 months ago
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Capiamo davvero il valore delle cose* (*estensione: persone, situazioni, privilegi) quando si rompono, scompaiono o non ne disponiamo più. E allora sarebbe straordinario ci fosse un corso a scuola, o in qualsiasi altro contesto formativo ed educativo, che aiuti a responsabilizzarci rispetto a questo: alla fragilità e all’essenzialità di tante ‘cose’ che ci attraversano il cammino. 

Per il momento “ci pensa la vita” scriveva Luciano, con gli errori, gli inciampi, i cambi di direzione sfortunati :) 

Gli ultimi due anni sono stati densi ma potenti, su tutti i fronti e a tutte le altezze.
366 giorni dopo un ‘clac’ decisamente inaspettato è stato bello mettersi alla prova, ripensare alle ‘cose’ importanti, alle persone che ci sono state in questo biennio (e anche prima, sì)
Vi devo un grande grazie e non servono le foto che non ci sono qui per dirvelo <3 

**fine di un post nato sull’Alta Via dei Colli Euganei, da 0 a 34 km in un giorno e poco più, troppo felice!! by @julia.zamp
2
6 months ago
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Cos’è un viaggio?

Un fardello di aspettative? Liste da spuntare? Ricerca ossessiva di spazi da immortalare, persone da incontrare, cibi da ingurgitare?

E se fosse un modo per tornare alla concretezza? 
Una via per uscire da un sistema che diamo troppo per scontato? 

Un modo per capire le distanze, i disagi e i privilegi, le dicotomie, le paure, il disgusto, l’incredulità? 

No, non una questione di piacere, leggerezza, evasione. Non un trofeo da esibire.
Ma lo strumento che diventa inequivocabile e socialmente indispensabile per ricollegarci alla realtà… mentre alloggiamo comodi in uno spazio sempre più permeato di interessi, ridondanze e finzioni.
Lo hanno suggerito in tanti, prima di noi, ma abbiamo sparso questo suggerimento come sabbia nel deserto. by @julia.zamp
1
8 months ago
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