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spazio aperto e sperimentale, per ricostruire memoria collettiva
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Qual è la differenza tra il corpo tossico e il corpo assente? taken in Sud Italia by @potenza.project
3
a day ago
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𝙋𝙧𝙚𝙣𝙙𝙞𝙣𝙚 𝙪𝙣 𝙥𝙤' 𝙚 𝙥𝙖𝙧𝙩𝙚𝙘𝙞𝙥𝙖:

È noto il fascino suscitato negli ascoltatori, di 
generazione in generazione, dal repertorio delle musiche tradizionali italiane.

La scoperta di questa storia, la tua storia, continua e divergente, può sembrare un atto 
politicamente carico a livello individuale: rappresenta un bellissimo primo momento di 
coscienza e di resistenza culturale in una cornice di spaesamento e desemantizzazione dei 
propri luoghi e paesaggi della vita.

La ricerca delle sonorità tradizionali e la loro rielaborazione in elettronica, qui voluta, rappresentano per noi espedienti per la lenta ricostruzione di un tessuto sociale: rivendicazione di un’autonomia decisionale sulle pratiche e i desideri. taken in Basilicata by @potenza.project
3
10 days ago
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Di queste terre, di queste storie, 
ne rimarranno solo i ruderi 
e quel passante con l'occhio di metallo li fisserà

Scenografia di un'aldilà.

Cosa resta? 

Terme di San Gilio (Oppido Lucano) 
U' matnet - malombra taken in Basilicata by @potenza.project
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a month ago
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Questa organizzazione reticolare, nata da iniziative di riqualificazione di spazi sociali e rappresentativi, si è poi evoluta in una fase assembleare. Qui, l’attività di scambio e dialogo ha conferito una profonda postura politica alla successiva fase divulgativa e situazionista, mirata a creare occasioni concrete per introdurre e produrre quel “reale che ci manca” e che ci è stato sottratto.
Ci collochiamo deliberatamente fuori dalle logiche di produzione e dalle estetiche neoliberiste. 
Per costruire una Vera alternativa all’isolamento, alla frammentazione e alla sofferenza psicologica che l’abbandono e lo sfruttamento dei territori portano con sé.

Il progetto siamo noi ed è aperto a tutti Voi by @potenza.project
3
5 months ago
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Le crisi petrolifere internazionali offrono il pretesto ideale per investire nel Mediterraneo, come conferma la recente ricerca nelle acque libiche. Con l'isolamento mediatico dei territori estrattivi e il fallimento del referendum "trivelle" esattamente dieci anni fa, i mari e il sottosuolo italiano restano coinvolti nella corsa all’oro nero: con la soppressione del PiTESAI, il governo ha sbloccato decine di permessi dalla Lombardia alla Sicilia. Mentre nei prossimi tempi si spera nella resistenza delle comunità ancora estranee allo sfruttamento fossile, una condanna definitiva pende sui poli storici come la Sicilia, il Polesine e la Basilicata. 

In Lucania, la retorica del "grande giacimento" ha legittimato l’estrazione, nascondendo dietro l'orgoglio industriale la natura violenta e pervasiva del petrolio. 

Con la produzione in Val d’Agri in calo da anni e i pozzi che ormai estraggono acqua, il territorio si ritrova segnato da una costellazione di trivellazioni che feriscono profondamente le comunità locali. Il monopolio economico imposto dalle compagnie e dalle istituzioni impedisce oggi ai lavoratori in crisi di trovare impieghi alternativi, creando una dipendenza strutturale che lo Stato sfrutta a proprio vantaggio. L’occupazione reale dell’indotto, di poche centinaia di lucani (contro ad es. i 9000 impiegati nella zona industriale di Melfi) non è però sufficiente a giustificare il continuo stupro del territorio.

Invece di pianificare una transizione dopo settant'anni di impatti devastanti, il calo della produzione verrà usato per agitare lo spettro dei licenziamenti e giustificare l'ampliamento delle concessioni fino a inglobare l'intera regione. In questo modo, aree come il Vulture o Aliano, che con fatica hanno costruito un’economia legata alla terra e al vino, vengono sacrificate per soddisfare le mire di uno Stato che punta sulle necropolitiche: le politiche della morte. by @potenza.project
14
7 months ago
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La città di Potenza appare a tutti noi costruita sul nulla; terra senza storia o orgoglio. Cultura rurale da cui rifuggire in un'epoca distopica e tecnologica, eppure luogo di resistenza e resilienza, caratteristica di un popolo cresciuto adattandosi alle ardue condizioni della montagna, per cui un tempo ha combattuto, per cui ha perso la vita. Il modo in cui si narra la storia, annullando le vittime, le loro storie, i loro forti e radicati ideali, i loro corpi, è parte indispensabile della guerra di occupazione e dominazione. È un destino comune che ci segue nei secoli e ci lega nello spazio. Dalle nascoste terre di una Lucania svenduta e spopolata, dichiariamo la nostra solidarietà al popolo palestinese. by @potenza.project
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3 years ago
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"Com'è possibile che una S.p.a. abbia una divisione scuola? ENI produce energia e spende tanto nella didattica lucana con appositi esperti, perché? È etico avere nelle scuole aziende condannate ed indagate in tutto il mondo per disastri ambientali e corruzione? Chiacchierate per numerosi omicidi?

Qual è il confine tra lavaggio del cervello ed acquisto del consenso? Quali sono i rapporti tra i dirigenti scolastici e le compagnie?"

Nello stesso anno, 2013, in cui sulla divertimappa della scuola primaria per il programma EposBasilicata, tra Greci e Romani, grotte rupestri e castelli, appare in una sosta obbligatoria un pozzo petrolifero da colorare, la fondazione enrico mattei annuncia alle scuole secondarie il progetto di turismo energetico nelle valli dell'energia, già sperimentato nel 2009. Descrivendo alle migliaia di studenti e 21 scuole partecipanti (al 2018) il viaggio come "un pacchetto particolarmente vantaggioso" a soli 90€ per venire incontro alle famiglie e mettere i piedi in un contesto straordinario: la possibilità di fondere l'offerta formativa ai contenuti scientifici, l'unica biodiversità ai tipici veleni lucani. 

Perché il Centro Oli Val d'Agri è attività soggetto alla SAVESO III, sito potenzialmente pericoloso per incidenti connessi a sostanze pericolose, eppure destinazione dei numerosi Bus gratuiti forniti da Eni per svolgere uscite scolastiche, da Potenza a Matera, che con lo stesso programma, narrano acriticamente la Basilicata come luogo di arte, natura...ed estrazioni petrolifere. 

Negli ultimi decenni, dai materiali scolastici, lavagne, tablet, Eni s.p.a. si sostituisce allo stato italiano, privandoci dello stato di diritto, e con i Workshop, i webinar, i corsi di formazione e orientamento, l'alternanza scuola-lavoro e le gite, convince i più giovani, e loro famiglie, della sua benevolenza. 

Offuscati, parlando di "green jobs, visions, climate change", corrotti con il poco che non dovevano avere, i lucani non vedono la lupa che li ammala. taken in Basilicata by @potenza.project
6
2 years ago
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CAVE CANEM 

Dalla Basilicata, piattaforma petrolifera on-shore più grande d'Europa, continuano le spedizioni di idrocarburi verso entità genocidiarie, nella totale mancanza di tracciabilità.

Sarebbe poi tanto assurdo pretendere trasparenza dalla multinazionale petrolifera che da decenni intorbidisce ogni aspetto del vivere in Lucania? 
Dalla sanità alle santità. taken in Lucania by @potenza.project
15
a year ago
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Alla luce delle drammatiche prove che legano il territorio lucano al genocidio del popolo palestinese, l'interruzione del rapporto tra Unibas ed Eni non può rimanere questione di opportunità finanziaria, ma deve essere un preciso imperativo etico. In Lucania come in Palestina, e altrove nel mondo, Eni saccheggia e devasta.
Un'istituzione che ha il mandato di formare cittadini consapevoli e di promuovere conoscenza  e ricerca non può essere associata ad un'azienda i cui operati sono in palese contrasto con i principi di pace, giustizia e dignità umana. 

La richiesta di cessare ogni collaborazione deve essere netta, come unica scelta coerente con i valori fondanti di un'università pubblica e libera.

Gli studenti universitari dell'ateneo richiedono un impegno formale a non intrattenere rapporti con aziende coinvolte in attività belliche e la creazione di un codice etico vincolante che ponga fine a questa relazione parassitaria, collaborazioni ambigue e doppie carriere degli insegnanti.

Archivio Eni: in documentazione relativa ad articoli, conferenze, convegni e giornate di studio e seminari organizzati dall'Eni e dalle confederazioni sindacali su politiche economica, strategie industriali e politiche e occupazionali, appare Convegno organizzato dall'Università statale di Basilicata su "l'università statale di Basilicata e il piano di sviluppo negli anni '80" (27-28 ottobre 1982) taken in Basilicata by @potenza.project
5
a year ago
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La lotta di Peppe Di Bello affinché le sue azioni portino ad un cambiamento. 👊🏻 Non restate in silenzio e lottate anche voi per cercare qualcosa di migliore ❤️ taken in Basilicata by @potenza.project
6
2 years ago
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Dichiarato lo stato di emergenza, pronunciata la condanna a morte: 

"Inedita e paradossale", secondo i tecnici di Acquedotto Lucano, 
la situazione in cui si trovano 140.000 cittadini lucani: un terzo degli abitanti della regione, attraversata da quattro fiumi, entro il 30 novembre potrebbero vedersi interrompere la fornitura d'acqua. 

Il Camastra, diga da 32 milioni di m³, unica fonte di
approvvigionamento idrico per tutti i 29 comuni di quest’area, è quasi vuoto. Una sua chiusura determinerebbe una vera e propria ecatombe di servizi ed attività produttive oltre a condannare i cittadini a vivere in condizioni emergenziali, durante lavori, per cui occorreranno anni. 
 
La scarsità di acqua nella diga per la mancanza di pioggia, avrebbe giustificato una serie di progressive restrizioni all'utilizzo civile dell'acqua, diventate sempre più gravose. 

Davanti alla mala-amministrazione pubblica degli ultimi 50 anni, il disinvestimento delle grandi opere idriche lucane (che rappresentano la maggioranza delle infrastrutture idriche meridionali), la progressiva privatizzazione, che rende il nostro territorio periferia marginale, il cui unico fine è lo sfruttamento, ci chiediamo quali diritti abbiano i lucan3.

Questa ricerca del limite a cui possono spingerci sembra palese: la decisione di sbarrare il fiume Basento, dopo il torrente Tora (Tito) non cambia ..e le voci dei cittadini vengono annullate, infantilizzati, ridotti a "ignoranti". 
In effetti i lucani hanno ignorato le segnalazioni che per decenni le associazioni ambientaliste hanno fatto a tutta la società civile sul crescente inquinamento delle falde acquifere, delle dighe (comprese Pertusillo e Camastra) da contaminanti legati all'estrazione petrolifera o all'industria chimica. 

I lavori rapidamente iniziati tra Albano e Castelmezzano, porteranno acque ai nostri rubinetti e se le istituzioni barbaricamente riconoscono che non potranno essere potabilizzate, le indicano sicure per uso igienico-sanitario. Il contatto con la bocca, con la pelle, organo traspirante, è pericoloso, altrettanto cancerogeno. 

Oltre la fuga. Il tumore, come uno dei pochi destini di qualsiasi lucan3, bambin3, giovane, anzian3. taken in Basilicata by @potenza.project
7
2 years ago
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🔥 A cosa ci riferiamo esattamente quando parliamo di Petrolgate? 

Tonnellate di petrolio che fuoriescono dai serbatoi, nonostante i presunti controlli dalle istituzioni preposte e gli avvertimenti di dipendenti e attivisti.
Rifiuti che da pericolosi diventano magicamente non pericolosi, per poi essere smaltiti illegalmente. 
Disastro ambientale derubricato a Disastro generico. 
Il tutto ai danni di una terra, la Basilicata, dove si estrae l'83% del petrolio italiano. E dove, nelle zone vicine ai pozzi, l'aria è sempre più irrespirabile, le acque ad uso umano e potabile sono soggette a declassificazione e la gente si ammala più che in altri luoghi.

I processi contro ENI ci sono (Petrolgate 1, 2 e 3), grazie alle azioni di cittadine e cittadini, coraggiosi davanti ai giganti del petrolio e del gas. Peccato, però, che siano stati e continuino ad essere soggetti a rinvii, oltre a stabilire pene non in grado di risarcire adeguatamente i danni alle persone, all'ambiente e alle comunità, procurati in anni e anni di corruzione, malaffare e insabbiamento della realtà.

📢 È proprio per andare contro l'insabbiamento (delle colpe, dei nomi e dei reati) che per noi è importante parlare di Petrolgate e di ENI in Basilicata. Bisogna puntare i riflettori su uno sfruttamento che è sotto gli occhi di tutt3 ma, allo stesso tempo, resta invisibile, pretendere che le cose si vedano e si sappiano, e che chi deve essere punito non la faccia franca.

Ci vediamo il 28 ottobre! taken in Potenza, Italy by @potenza.project
4
2 years ago
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