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La cura non è un reato. Solidarietà a tutte le mediche e i medici indagati.

Ieri, 16 settembre 2026, 23 mediche e medici sono stati sottoposti a perquisizioni in diverse città italiane, nell'ambito dell'inchiesta coordinata dalla Procura di Ravenna e avviata lo scorso 14 febbraio sulle certificazioni di idoneità alla permanenza nei CPR. Tra loro Nicola Cocco, medico infettivologo, parte della rete MaiPiùLager – Milano, da anni impegnato nella medicina delle migrazioni e una delle figure portanti della lotta contro i CPR.

L'intento della Procura è chiaro: colpire un nemico scomodo, limitarne l'azione, mettere ordine nel magma pericoloso di una rivoluzione in atto – la rivoluzione quotidiana di chi cura, e di chi, rispettando i codici deontologici del proprio ordine, si oppone consapevolmente all'istituzione EU-lager dei CPR.

Ci aspettiamo dalla magistratura un cambio di rotta e di prospettiva. Che si indaghi, semmai, sulle mediche e sui medici che rilasciano falsi certificati di idoneità al trattenimento – attestando come "compatibili" con il CPR persone vulnerabili, malate, traumatizzate – e non su chi, come Cocco e le colleghe e i colleghi coinvolti, esercita la professione secondo scienza, coscienza e responsabilità deontologica. Non sono loro a doversi difendere: sono loro a difendere il diritto alla salute di ogni persona, indipendentemente dalla condizione giuridica, dalla provenienza o dalla possibilità di essere rimpatriata.

La tutela della salute non può essere subordinata alle esigenze del controllo e del rimpatrio. Un medico non è un ingranaggio di un dispositivo amministrativo: ha il dovere di valutare condizioni cliniche, vulnerabilità e compatibilità con il trattenimento. Difendere l'autonomia dell'atto medico significa difendere le persone recluse nei CPR, luoghi in cui la privazione della libertà, la salute e la dignità umana entrano quotidianamente in conflitto.
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@martyrion_project continua il suo viaggio,
questa volta nel cuore della Basilicata.

Vi racconteremo, attraverso le parole di chi abbiamo incontrato e attraverso i dati degli studi epidemiologici, cosa succede in questo angolo d'Italia che ospita il più grande giacimento petrolifero su terra ferma d'Europa.
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