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Stappiamo insieme da @ferdy_wild
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Un po' come accade per uno chef con la sua materia prima: il suolo dà la materia, ma è il vignaiolo a donare l'equilibrio, l'intenzione e quell'impronta inconfondibile che ti fa dire "questo vino è suo".

Spesso ci si dimentica di come la mano dell'uomo possa elevare anche vitigni considerati "minori" o storicamente relegati in secondo piano, come il Gamay. 

Lavorare con il grappolo intero, cercare la concentrazione senza perdere in freschezza, interpretare la vendemmia per regalare bottiglie capaci di emozionare subito ma anche di sfidare i decenni: è qui che entra in gioco l'arte della vinificazione.

Dare dignità a un’uva, portarla dalla "serie B" alla Champions League del vino, richiede sensibilità, coraggio e una firma precisa, quello che @domaineazzara sa fare alla grande. by @wild_vigneron
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a day ago
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Ci sono storie che vale la pena conoscere da vicino. 🌿

Dal pascolo alla stagionatura, un viaggio nel mondo di @ferdy_wild insieme a @wild_vigneron e @luca.pezzetta, tra territorio, lavorazioni e una filosofia che mette al centro il rispetto per la materia prima.

Ci vediamo da Futura per scoprire le nuove pizze in menù con i prodotti di Ferdy Wild 🍕 by @wild_vigneron
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3 days ago
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Per molto tempo, ammettiamolo, la mescita è stata vista con diffidenza: lo strumento usato per “far fuori” le bottiglie stanche o per fare speculazione.

Ma oggi la mescita è tutta un’altra storia: è emozione, scoperta e libertà.

Scegliere un calice non significa accontentarsi o voler spendere meno. Significa aver voglia di: 

Sperimentare e spingersi oltre la propria “zone di comfort”. 

Giocare con gli abbinamenti, cambiando calice a ogni portata per valorizzare ogni singolo piatto. 

Innamorarsi di una storia, di un produttore o di un vitigno sconosciuto.

Un calice ben servito e ben raccontato è l’invito perfetto a esplorare. E spesso, quel primo sorso assaggiato per curiosità è proprio quello che vi farà tornare la volta successiva... per ordinare la bottiglia intera!

La mescita moderna non serve a vendere vino: serve a far fare un viaggio. by @wild_vigneron
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4 days ago
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Camminare tra i filari insieme a Nicola significa entrare in un ecosistema vivo. Il lavoro pazzesco di @nicola_gatta_metodo_classico parte da lì.

Guardare da vicino un fazzoletto di terra in collina, ti fa capire cosa significa davvero “competizione radicale” e biodiversità: decine di specie erbacce e fiori diversi nello spazio di pochi passi, radici che cercano la profondità, tutto questo viene restituito dando identità e carattere alle sue bollicine.

Perché è così importante visitare le vigne dei produttori? Perché le parole su un’etichetta non basteranno mai a raccontare la realtà. 

La fiducia è fondamentale, ma è solo calpestando la terra, guardando come viene gestito l’interfilare e osservando la vita nel suolo che si comprende davvero il lavoro e la coerenza che ci sono dietro ogni singola bottiglia.

Andate in vigna. Visitate le cantine. Parlate con chi il vino lo fa. È lì che si scopre la differenza di chi fa un vino autentico.

Escono oggi alle 18 le nuove sboccature Marzo 26 di Nicola in un Drop pazzesco. 
Per non perdervi questa anteprima mondiale iscrivetevi al 🔗 link in bio by @wild_vigneron
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20 days ago
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Come nasce la tridimensionalità in un Metodo Classico? 

Chi conosce come lavora @nicola_gatta_metodo_classico sa bene quanta precisione tecnica ci sia dietro ogni singola scelta in cantina.

All’inizio poche botti usate, selezionate per prendere confidenza con la micro-ossigenazione senza rischiare di sovrastare il profilo del frutto. 
Da lì è nata la scelta di utilizzare il metodo “perpetuelle”, cercato non come semplice affinamento, ma per dare al vino una reale tridimensionalità e complessità attraverso l’assemblaggio di più annate.

Lavorare con continui rinfreschi, scolmature e contenitori diversi porta inevitabilmente a gestire complessità pratiche non indifferenti. In una dozzina d’anni Nicola è passato da una decina di botti a gestirne oltre 150, superando anche quel timore iniziale di scombinare l’equilibrio delle cuvée con l’inserimento di elementi nuovi.

La parte più interessante resta la gestione dei tagli. Se quasi tutta la gamma fa perno sulle vins de réserve per garantire spessore e continuità, la Cuvée Nature fa eccezione: esce senza riserva perpetua, basandosi su una proporzione ben definita dell’80% dell’annata corrente, per spingere su freschezza e nitidezza e un 20% di un’annata precedente per dare la giusta rotondità.

Online martedì 29 alle 18.00 Nuovo lancio in anteprima mondiale della nuova sboccatura di Nicola
Con registrazione alle mailing list 🔗 link in bio by @wild_vigneron
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21 days ago
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@confine_milano migliore pizzeria d’Italia e Terzi al mondo così raccontano le guide ma dietro confine c’è un team di sognatori 

Dietro il loro lavoro c’è tantissimo studio, fame e coraggio 

L’idea geniale di servire slice di pizza all’interno di un menú gastonomico di degustazione a più portate, unire pizza e una carta vini incredibile con tante per non dire tutte le etichette che ogni appassionato di vino vorrebbe bere 

Se andate a trovarli, e vi consiglio se siete a Milano di farlo, troverete in carta la Borgogna che amiamo:

@vin.noe 
@les_radicelles 
@thibaultligerbelair 
@maison_exnihilo 
@charlesboigelot 
@domaineazzara 
@alcide_laterredestilles 
@vitacee.vin 
@domainelamutine 
@omabourgogne 
@lesdeuxfleches 

E l’Italia che ci piace tantissimo:
@saper_andi 
@comairivadelgarda 
@aziendaboffalora 
@i_nadre 
@agricolaforadori 
@mo.ka_wine

Come sempre un grandissimo grazie @marioconfine e @pizzamaker_francesco per continuare a credere in questo nostro progetto! taken in Confine by @wild_vigneron
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25 days ago
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Alexandra Wilson @domaine.alussia 

La prima volta che ci siamo incontrati mi è piaciuta molto l'energia di Alex. Australiana di nascita, borgognona per scelta, con uno sguardo che non si porta dietro il "si è sempre fatto così"

Alussia non è un nome inventato: è il toponimo medievale di Aloxe-Corton. Alex l'ha ripreso nel 2024, trasformando il vecchio progetto Mischief & Mayhem in qualcosa di suo. Prima di arrivarci è passata da nomi che qui veneriamo: Benjamin Leroux, Dujac e sua zia Jane Eyre. 

Quello che mi ha colpito è il coraggio di togliere. Poco intervento in cantina, poco legno, nessuna sovrastruttura. I rossi sono succo, luce e tensione. I bianchi puntano sulla lunghezza salina più che sulla grassezza

Il Puligny-Montrachet 1er Cru Les Referts 2024 non tocca legno: fermenta e affina solo in Clayver, le giare di ceramica. Pietra focaia, limone candito, sale. Un vino nudo, che resta in memoria Poi Les Caillettes, la parcella del cuore ad Aloxe-Corton, coltivata dal domaine da 12 anni su un terroir ferroso che lei ha reso fine. E Aux Gravains, il volto serio di Savigny, frutti neri e liquirizia, un Premier Cru di grande prospettiva

Accanto ai vini del Domaine ci sono quelli della Maison, da conferitori in biologico: Ladoix bianco, i Côte de Nuits Villages, Les Bas Liards da vigne di 50 anni, fino al Coteaux Bourguignons, Pinot Noir e Gamay solo in acciaio, la bottiglia da mettere in tavola ogni giorno by @wild_vigneron
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a month ago
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Certi vini mi muovono emotivamente anche senza stapparli, ma solo avendo in mano questa magnum di Soldera 2020 mi sento un privilegiato, da piccolo professionista che serviva vino in brocca mi sento onorato a mettere il verme nel tappo. Ho il rammarico di non aver potuto conoscere Gianfranco Soldera, di poter ascoltare le parole di uomini che sono riusciti a scavare nella profondità dell’artigianalità fissando emozioni in bottiglia. 

Come stava? Giovane, si, chiaro è una 2020 di Soldera magnum. Godibile? Certamente, felice di averla stappata, molto diversa dalla 2021 bevuta poche settimane fa, più ricca, ma sarebbe un insulto raccontarvi un vino che ogni volta che entra nel calice muta, evolve, si allarga e si contrae, sembra vivo. Calici con nasi ammalianti, sorsi di una caratura che va oltre. 

Bella giornata, belle persone, belle bottiglie by @wild_vigneron
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a month ago
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Borgogna moderna wild

Abbiamo creato una selezione per 18 locali che racconta il volto più fresco e d’avanguardia, con alcuni dei Vigneron che ci hanno più fatto innamorare della Borgogna

La condivisione è il più grande valore del mondo del vino e raccontare le realtà che vivono con la nostra stessa energia la ricerca è un grande orgoglio

oggi wild vigneron sta arrivando in tutta Italia, in ristoranti incredibili e nelle cantine di super appassionati e ricercatori, solo grazie a voi, ai vostri messaggi, al vostro sostegno

All’interno di questo progetto c’è quello di Camille e Mauri: @les_radicelles un micro domaine, figlio di sogni e sacrifici ma sopratutto di grande valore tecnico e valoriate. Borgogna moderna, senza legno, ossessionata dal dettaglio e dall’espressività della vigna

Un seleziona che racconta tante micro realtà incredibili, vignaiolo, ormai diventati amici e questi locali vi racconteranno i loro vini @alumni_vin @domaine.alussia @maison_exnihilo @vin.noe @maison.gautheron.danost @marthehenrymeursault @domaineazzara @alcide_laterredestilles @_simon_faure_ @vitacee.vin @hubert_mn_vins @omabourgogne @legrappin 

Grazie a chi ogni giorno condivide con noi tutto questo
Andate a godervi queste perle da nostri Wild Friends

@ilmoloportonovo si trova in uno dei punti più suggestivi della Baia di Portonovo ai piedi del monte Conero. È il punto di riferimento per chi cerca una cucina adriatica autentica. 
Con una selezione di vini e champagne pazzesca offre dalle colazioni ad aperitivi al tramonto affacciati sul mare. @contavinodimare vi farà divertire.

@da_sabatino una bellissima realtà famigliare condotta dai fratelli Luca e Raffaele che valorizzano le eccellenze enogastronomiche di Montoro, in provincia di Avellino. 
La loro specialità è il baccalà ma offrono una selezione impeccabile di vini, formaggi e salumi: un punto di riferimento per gli amanti del mangiare e bere bene. 
Avanti e indietro in aereo da Avellino a Bergamo (in giornata) solo per assaggiare i prodotti che raccontano casa loro. 

@in.treska posizionato a 2200 metri con una vista unica nel comprensorio dello Ski Center Latemar in Trentino. 
Ridefiniscono il concetto di ristorazione by @wild_vigneron
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a month ago
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Le radici di @domaineazzara affondano nella terra calabrese di suo nonno, fatta di vigne, alberi di mandorle, ulivi e agricoltura familiare. 

Dopo il Diploma Nazionale di Enologia Benjamin passa dalla Bourgogne a Château Latour a Pauillac, fino al Domaine de la Vougeraie. Parliamo dell’Olimpo. 
Invece di adagiarsi sulla comodità dell’enologia interventista, Benjamin ha scelto di disimparare la chimica per abbracciare l’ascolto puro del terroir.
Oggi si divide tra la Loira e il Beaujolais, dando vita a micro-produzioni che raccontano una storia precisa. Una costellazione vera e propria, dove ogni bottiglia compone una frase del suo percorso:

Clos de la Pépinièré – 100% Chenin Blanc
Il “clamoroso” bianco. Nato quasi in clandestinità da una micro-parcella curata a Luigné fin dal 2018. Al naso mela cotogna, fieno e nocciola tostata; in bocca è una lama tagliente, minerale ed elettrica, con una texture setosa degna dei più grandi bianchi di Borgogna.

Stellogonie – 100% Gamay
La Nascita. Il biglietto da visita di Benjamin, la cuvée della “sete” intelligente. Nasce da sabbie granitiche ed è affinato in legni vecchi. È un’esplosione immediata e vibrante di ciliegia e lampone croccante, dritto e succoso. 

Rencontre – 100% Gamay
L’Incontro. Terroir più roccioso e una scelta coraggiosa per un vino naturale: Ne esce un Gamay più strutturato e speziato, dove la croccantezza del frutto trova una spina dorsale solida ed elegante.

Le Rêve – 100% Gamay
Il Sogno. Proveniente dall’appezzamento più alto e fresco del Beaujolais, su granito puro e quarzo. profumo di viola, verticalità estrema e finezza che permette a questo Gamay di guardare negli occhi un Pinot Noir di Volnay.

La Constellation – 100% Gamay
L’Opera. Profondo, scuro, carnale ed ematico. Rappresenta la massima espressione della tecnica di Azzara nella gestione dell’estrazione: Un rosso dal potenziale d’invecchiamento infinito. by @wild_vigneron
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a month ago
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Cinque produttori, cinque storie, un unico territorio: la Valtellina

Il regno del Chiavennasca, il nebbiolo di Montagna @pietroselva_vini @bastian.c_cantina @marcelzanolari @aziendaboffalora e @colombosormani raccontano 5 modi diversi di vivere e lavorare in questo territorio. 

I loro vini sono qualcosa dí incredibile, vini liberi e visionari con una precisione impressionante. 
Dall’eleganza dei vini di Pietro selva che ricordano quelli dei grandi Terroir di Borgogna, ai vini montani di Giuseppe Boffalora, i vini di schietti e in evoluzione di Lorenzo Colombo, quelli controcorrente di Michele di Bastian Cuntrari fino ai vini visionari di Marcel Zanolari. by @wild_vigneron
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a month ago
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Il lavoro di oggi è stato lungo e impegnativo💪🏼
Abbiamo curato il Sauvignon grappolo per grappolo🍇
Per un progetto qualità degno di questo nome✅
E di questo luogo incantato🏔️
Per fortuna i ghiaccioli❄️
La musica🎵
E il buon umore😁 
Hanno alleggerito il carico lavorativo e abbassato un po’ la temperatura percepita🌡️🥵
Per una vendemmia memorabile❤️

Grazie a @calvoleti_agriturcalvola @sartoriorganicfarm @giuseppe__vitiello e @comairivadelgarda !
@wild_vigneron ti abbiamo pensato mentre catturavamo questi momenti! Questo vino sarà una bella new entry per la tua cantina🍷

#nature #wine #harvest #quality #enogastronomia #italy #northitaly #vino #vendemmia #sauvignon #cucina #trentino #rivadelgarda #caccia #viral #work #contadino #campagna taken in Riva del Garda by @wild_vigneron
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2 months ago
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