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19 days ago
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Venerdì 2 ottobre verrà discusso alla Camera il DDL Romeo, un nuovo strumento repressivo contro chi sostiene il popolo palestinese e la sua resistenza, che vuole equiparare l'antisionismo all'antisemitismo. 
Fin dal 7 ottobre 2023, quando la resistenza palestinese ha rotto l’assedio su Gaza e riportato sotto gli occhi del mondo il genocidio del popolo palestinese, in Italia abbiamo subito accuse strumentali mosse da destra e sinistra: governo, partiti di destra e di centro sinistra, i giornali e gran parte della società civile,  hanno accusato  di antisemitismo chi fosse solidale con la resistenza. 
Membri di partiti che si definiscono di sinistra hanno preso le distanze non solo dalla resistenza, ma anche dal presidente e alcuni dei membri dell’Associazione Palestinesi in Italia colpiti dalla repressione sionista, accusati di ‘sostenere il terrorismo’ per aver organizzato raccolte fondi da destinare al proprio popolo, da quasi tre anni sottoposto a una estrema escalation di violenza genocida da parte dell’entità sionista. Abbiamo visto la condanna di Anan Yaeesh, resistente palestinese che ha lottato contro il sionismo in Cisgiordania venuto in Italia per cercare protezione, che lo stato italiano ha accusato e incarcerato su indicazione di ‘israele’. Abbiamo assistito alla repressione di coloro che in questi anni si sono organizzati e alzato la voce: decine di arresti, perquisizioni, fogli di via, multe a chi ha bloccato le strade, i porti, le ferrovie. La repressione colpisce chi in questi anni ha detto chiaramente basta con la complicità dello stato italiano che garantisce materiale bellico e carburante circolante sui nostri territori, sostegno economico e diplomatico, continuando a rendere ancora oggi possibile questo genocidio.
Il sionismo e i suoi alleati da allora hanno soddisfatto i peggiori appetiti portando la guerra e la distruzione fuori dai confini della Palestina, in Siria, Libano, Iran, Iraq, Yemen.
Quest’ultimo disegno legge è in continuità con tutte le misure repressive messe in atto da questo e i precedenti governi. La repressione del dissenso non ha fatto che aumentare negli ultimi decenni.
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Posted On: September 28th 2026, 06:57 pm
Venerdì 2 ottobre verrà discusso alla Camera il DDL Romeo, un nuovo strumento repressivo contro chi sostiene il popolo palestinese e la sua resistenza, che vuole equiparare l'antisionismo all'antisemitismo.
Fin dal 7 ottobre 2023, quando la resistenza palestinese ha rotto l’assedio su Gaza e riportato sotto gli occhi del mondo il genocidio del popolo palestinese, in Italia abbiamo subito accuse strumentali mosse da destra e sinistra: governo, partiti di destra e di centro sinistra, i giornali e gran parte della società civile, hanno accusato di antisemitismo chi fosse solidale con la resistenza.
Membri di partiti che si definiscono di sinistra hanno preso le distanze non solo dalla resistenza, ma anche dal presidente e alcuni dei membri dell’Associazione Palestinesi in Italia colpiti dalla repressione sionista, accusati di ‘sostenere il terrorismo’ per aver organizzato raccolte fondi da destinare al proprio popolo, da quasi tre anni sottoposto a una estrema escalation di violenza genocida da parte dell’entità sionista. Abbiamo visto la condanna di Anan Yaeesh, resistente palestinese che ha lottato contro il sionismo in Cisgiordania venuto in Italia per cercare protezione, che lo stato italiano ha accusato e incarcerato su indicazione di ‘israele’. Abbiamo assistito alla repressione di coloro che in questi anni si sono organizzati e alzato la voce: decine di arresti, perquisizioni, fogli di via, multe a chi ha bloccato le strade, i porti, le ferrovie. La repressione colpisce chi in questi anni ha detto chiaramente basta con la complicità dello stato italiano che garantisce materiale bellico e carburante circolante sui nostri territori, sostegno economico e diplomatico, continuando a rendere ancora oggi possibile questo genocidio.
Il sionismo e i suoi alleati da allora hanno soddisfatto i peggiori appetiti portando la guerra e la distruzione fuori dai confini della Palestina, in Siria, Libano, Iran, Iraq, Yemen.
Quest’ultimo disegno legge è in continuità con tutte le misure repressive messe in atto da questo e i precedenti governi. La repressione del dissenso non ha fatto che aumentare negli ultimi decenni.
Comments (3)
avanguardia_comunista 17 days ago

avanguardia_comunista

Contro la criminalizzazione della solidarietà con la Palestina e al popolo Palestinese!🚩

comitatopalestinasiena 19 days ago

comitatopalestinasiena

della libertà al dissenso, contro il riarmo e il coinvolgimento dello stato italiano nel genocidio del popolo palestinese a Gaza e in Cisgiordania. Scenderemo in piazza per una Palestina libera, a fianco di tutto il suo popolo e la sua resistenza, per una alternativa a questo mondo che per profitto normalizza l’oppressione disumana.

comitatopalestinasiena 19 days ago

comitatopalestinasiena

Un anno fa, lavorator, student e una grandissima parte della nostra società ha partecipato in massa agli scioperi e alle manifestazioni nazionali, dimostrando quanto il dissenso popolare organizzato sia in grado di colpire i responsabili e le strutture materiali. Abbiamo fermato le fabbriche di armi, i porti, le ferrovie, le autostrade, abbiamo fermato tutto ciò che permette la guerra, che sacrifica le vite al profitto; non solo le vite di chi viene ucciso per mano delle bombe, ma anche le vite di coloro che per colpa della guerra e di chi ci specula vedono le proprie condizioni peggiorare ogni giorno. Generi alimentari rincarati del 40%, la benzina e il gasolio sopra i due euro al litro, salari da fame fermi da oltre trent’anni. Dall’altra parte le industrie energetiche fanno profitti miliardari, mentre gli investimenti pubblici vengono sottratti al welfare per essere destinati al riarmo. Vediamo le nostre scuole e le nostre università riempite di cultura della violenza bellicista mascherata da ‘cultura della difesa’. A un'anno dal termine del mandato di questo governo genocida, sottratti di importantissimi spazi di aggregazione, di vita, di lotta, spazi sociali e di democrazia popolare. Quella democrazia che piace a chi governa l'occidente solo se mantenuta nella forma ma svuotata nella sostanza, reprimendo chi lotta per un alternativa a tutto questo. In questi giorni si discute alla camera anche la nuova legge elettorale, che attraverso un emendamento triplica il numero delle firme necessarie alla partecipazione alle elezioni per i partiti che non sono in parlamento: si teme che la forza vista nelle piazze lo scorso autunno si organizzi. Si vuole blindare il parlamento allontanandolo sempre più dal controllo popolare. La repressione del dissenso e delle idee e la stretta democratica sulle elezioni danno la misura precisa di un sistema che di democratico ha sempre meno sostanza, e dall'altro lato dell'importanza di difendere gli spazi di organizzazione e democrazia popolare. Per tutto questo, venerdì 2 ottobre 2026 alle 17:30 in Piazza Tolomei a Siena, manifesteremo contro il DDL Romeo, contro la legge elettorale, contro ogni limitazione della democrazia

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